luca palamara valerio fracassi

“MA A QUANTE ARRIVERÒ? A CENTO?” – ARRIVANO QUATTRO NUOVE INCOLPAZIONI PER PALAMARA – IL PG DELLA CASSAZIONE METTE SOTTO INCHIESTA DISCIPLINARE ALTRE TOGHE, TRA CUI L’EX CAPOGRUPPO DI AREA VALERIO FRACASSI E IL PM ROMANO STEFANO PIZZA – I MESSAGGI: “CICCIO SU QUESTO LO SAI CHE HAI UN FRATELLO…”

Giacomo Amadori per “la Verità”

 

luca palamara

«Ormai sono come Severino Citaristi, lo storico tesoriere della Democrazia cristiana». Con i suoi legali l' ex presidente dell' Associazione nazionale magistrati Luca Palamara non perde il gusto per la battuta dopo l' arrivo di quattro nuove incolpazioni inviate dalla Procura generale della Cassazione per le celeberrime 49.000 pagine di chat intrattenute con decine di colleghi e non.

 

Citaristi è famoso per l' infinito numero di avvisi di garanzia che gli vennero notificati durante Mani pulite. «Ma a quante incolpazioni arriverò? A cento?» ha provato a sdrammatizzare con i suoi legali. Interpellato dalla Verità l' avvocato Benedetto Buratti ci ha confermato la notifica delle nuove incolpazioni.

 

Severino Citaristi

Accompagnando la notizia con questo commento: «Tuttavia il quadro rischia di rimanere parziale basandosi esclusivamente sulle chat contenute nel telefono del dottor Palamara ed impedendo in questo modo il raffronto con i messaggi contenuti nei telefonini di altri esponenti del Consiglio superiore della magistratura».

 

luca palamara a passeggio con cosimo ferri

Purtroppo per Palamara i pm di Perugia hanno sequestrato solo il suo smartphone.

Per questo nella rete della Procura generale della Cassazione, guidata da Giovanni Salvi, sono rimasti invischiati solo i magistrati che hanno intrattenuto comunicazioni ambigue con la toga sotto indagine.

 

Tra quelli raggiunti dalle nuove notifiche e accusati di gravi scorrettezze c' è Valerio Fracassi, già capogruppo di Area (il cartello delle toghe progressiste) nel Csm nella scorsa consiliatura.

 

Fracassi è finito nei guai per una chat di cui questo giornale ha dato conto sia sull' edizione cartacea che su quella online. Lui e Palamara sono accusati di illecito disciplinare, il primo in qualità di consigliere del Csm, il secondo come presidente della quinta commissione, quella che si occupa dell' assegnazione degli incarichi direttivi e semidirettivi.

 

VALERIO FRACASSI

Il messaggio di Fracassi che ha innescato l' incolpazione è datato 12 febbraio 2018: «Ti prego di non pubblicare il posto di pst (presidente di sezione del Tribunale, ndr) Brindisi che è quello in cui tornerò. Il decreto di pensionamento del collega che è andato via non è stato notificato. E comunque è una pubblicazione destinata alla revoca. E non mi sembra uno scandalo mantenere un posto in cui tra qualche mese per legge tornerò anche in soprannumero».

 

palamara valerio fracassi

Alla richiesta Palamara risponde così: «Ciccio su questo lo sai che hai un fratello». Fracassi: «Mi dicono che nell' elenco predisposto per la pubblicazione c' è pst Brindisi. Per favore parla con Iacovitti e fallo togliere prima che parta l' istruttoria».

 

Palamara: «Provvedo subito». Passa mezz' ora e l' ex presidente dell' Anm informa il collega: «Già servito Ciccio. L' ho fatto togliere». Adesso i due «cicci» sono incolpati. E nell' atto di incolpazione si legge proprio che Fracassi otteneva da Palamara «di espungere dai posti di imminente pubblicazione quello di presidente di sezione del Tribunale di Brindisi () ufficio poi effettivamente ricoperto alla fine del mandato consiliare ()».

STEFANO PIZZA

 

Fracassi, dopo la pubblicazione dell' articolo della Verità, inviò una mail ai colleghi in cui spiegava la sua versione: «Io "dovevo" tornare lì (posto di provenienza) "anche" in soprannumero (dunque nessuna promozione). Qualunque amministrazione seria non copre il posto, appena liberatosi e a pochi mesi dal mio rientro in ruolo».

 

Arianna Ciavattini

Per lui indire un bando sarebbe stato uno sbaglio, con conseguente rischio di revoca. «La faccenda era stata già spiegata all' amico Palamara che assicurava di aver compreso. E invece se n' era dimenticato. Nella concitazione del momento è stato usato il messaggio che più poteva recepire l' interlocutore per una questione che non era un "favore", ma evitare un errore». La Procura generale deve averla pensata diversamente.

 

luca palamara giuseppe cascini

Un altro magistrato che è rimasto impantanato nelle chat con Palamara, è Stefano Pizza, esponente di Unicost, oggi pubblico ministero a Roma. In questo caso la grave scorrettezza è quella ai danni della collega Arianna Ciavattini, finita nel mirino per aver chiesto l' assoluzione di Elismo Pesucci, ex sindaco di Campagnatico, politico di cui Pizza aveva ottenuto l' arresto preventivo quando lavorava a Grosseto.

 

Il nocciolo della questione viene riportata in numerosi messaggi Whatsapp, intercorsi tra il 27 ottobre 2017 e il 10 giugno 2018: la Ciavattini ha un passato da militante nei giovani di Forza Italia, la madre è stata eletta con il partito di Berlusconi in Provincia e l' imputato è pure lui un forzista.

 

valerio fracassi

Per la Procura generale Palamara e Pizza «ponevano in essere () reiterati e gravi comportamenti scorretti nei confronti della dottoressa Ciavattini, sostituto presso la Procura di Grosseto, consistiti in un' attività di "intenso dossieraggio", vale a dire di raccolta di informazioni, relazioni di polizia giudiziaria, documenti, articoli di stampa sulla pregressa attività politica svolta dalla predetta in epoca antecedente al suo ingresso nei ruoli della magistratura, nonché di quella svolta dalla madre, Doretta Guidi, ed ancora di raccolta di informazioni sui suoi rapporti con la polizia giudiziaria, con gli avvocati del Foro, sulle conclusioni da lei adottate in vari processi, al fine di screditare la predetta predisponendo una raccolta di tale materiale che veniva posto a disposizione dapprima dal dottor Pizza e poi dal dottor Palamara di alcuni giornalisti non meglio identificati» al fine di «screditare» la Ciavattini.

 

LUCA PALAMARA ADELE ATTISANI

Non riuscendo nell' intento di far pubblicare gli articoli, «detto materiale formava oggetto di un esposto anonimo predisposto e inviato, sulla base dei messaggi scambiati, dal dottor Pizza, previo accordo con il dottor Palamara» alla prima commissione del Csm, alla Procura generale della Cassazione e al consiglio giudiziario della Corte d' Appello di Firenze «al fine di sollecitare questi organi () nei confronti» della Ciavattini.

 

RICCARDO FUZIO SERGIO MATTARELLA

La Procura generale ha fatto le pulci anche al vecchio capo dell' ufficio, l' ex pg Riccardo Fuzio oggi in pensione, per cui spese parole di elogio anche Sergio Mattarella al momento del congedo. E così Fuzio e Palamara sono stati incolpati per le presunte trame ai danni di Maria Giuseppina Fodaroni, sostituto procuratore generale della Cassazione che all' epoca era stata incaricata del procedimento disciplinare contro Giuseppe Campagna, presidente della sezione civile del Tribunale di Reggio Calabria e compagno di squadra nella rappresentativa magistrati di Palamara.

 

luca palamara luca lotti

Quest' ultimo il 3 maggio 2018 scrive a Fuzio: «Foderoni (sic, ndr) oggi male». Risposta: «Disciplinare? Chi? Giubilaro?». Palamara: «Campagna. Ci tengo moltissimo. Te lo avevo detto. Pre istruttoria». Fuzio: «Non mi ha riferito». Palamara: «Fatti dire da lei». Fuzio: «Ma come mai fissato così presto?». Palamara: «Non lo so. Lo ha sentito oggi».

 

Il giorno dopo Palamara torna alla carica: «Hai novità? Domenica dobbiamo fare il punto su tutto. Sarà settimana calda». Fuzio: «La Fodaroni è sparita». Palamara: «Appunto. Recuperala». Il 21 maggio il magistrato sotto inchiesta sbotta: «Ma 'sta cazzo di Foderoni dove l' avete trovata?». E Fuzio gli propone una chiacchierata a quattr' occhi davanti a «una pizzetta» del bar Florian. Due mesi dopo Palamara riscrive: «Ti ricordi Foderoni Campagna?». Fuzio: «Risolto. Lo scrivo io. Già parlato anche con Salvato». Palamara: «Bene».

STEFANO PIZZA 1

 

C' è, infine, in attesa delle prossime, l' incolpazione per la chat con l' albergatore sardo Edoardo Grillotti assillato da un procedimento civile giunto in Cassazione contro la Regione.Pare di capire che queste prime quattro incolpazioni siano solo l' inizio di una nuova slavina che rischia di minare ulteriormente la credibilità del sistema giudiziario.

Arianna Ciavattini luca palamara

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