mario cipollini sabrina landucci

“MARIO CIPOLLINI È COLPEVOLE DI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA, STALKING SULLA EX MOGLIE E MINACCE AL COMPAGNO DELL’EX CONSORTE” – LA REQUISITORIA DEL PM CHE CHIEDE 2 ANNI E MEZZO DI CARCERE PER L’EX CICLISTA - LA SENTENZA DOVREBBE ESSERE PRONUNCIATA DAL TRIBUNALE DI LUCCA IL 13 LUGLIO DOPO L’ARRINGA DELLA DIFESA CHE HA SEMPRE SOSTENUTO L’INNOCENZA DELLO SPRINTER. LA DENUNCIA DELA EX MOGLIE CHE HA CHIESTO UN RISARCIMENTO DI 80MILA EURO - “MI HA AFFERRATO IL COLLO E POI MI HA SBATTUTO LA TESTA CONTRO IL MURO”

Da lagazzettadilucca.it

 

 

CIPOLLINI

Una durissima condanna quella richiesta poco fa dal pubblico ministero nel processo in corso di svolgimento presso il tribunale di Lucca che vede imputato l'ex campione del mondo di ciclismo Mario Cipollini accusato dei reati di maltrattamenti, lesioni e minacce nei confronti della ex moglie Sabrina Landucci e, in parte, anche del suo attuale compagno, l'ex giocatore di calcio rossonero Silvio Giusti.
 
Letizia Cai, infatti, al termine della sua requisitoria durata poco meno di un'ora, ha chiesto per Cipollini due anni e sei mesi di reclusione. Il pm ha esordito riandando indietro nel tempo e riassumento, uno dopo l'altro, gli episodi che hanno caratterizzato questa vicenda di violenza tra le mura domestiche, ma non soltanto. In primo luogo l'evento che ha, poi, convinto la vittima a denunciare l'ex marito ossia l'aggressione subita mentre si trovava all'interno del luogo di lavoro, il centro sportivo Ego di Sant'Alessio dove la donna svolgeva la sua attività e dove, tra l'altro, presta tutt'ora la propria opera.

la ex moglie e le figlie di cipollini novella

 
In quella circostanza l'ex campione iridato afferrò la consorte per il collo e la sbattè al muro. Terrorizzata, Sabrina Landucci fu soccorsa da alcune persone che si trovavano in palestra e, successivamente, scelse di intraprendere la strada legale superando la paura di una bufera mediatica che avrebbe inevitabilmente travolto anche le figlie e vincendo anche la propria attitudine alla riservatezza.
 
Sebbene l'evento avvenuto nella palestra sia stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, i comportamenti violenti del "Re Leone" - titolo che suona ormai quasi parodistico - erano cominciati molto prima, già dai primi anni di matrimonio. Il pubblico ministero, infatti, ha ripercorso i primi atti violenti e le prime minacce, come quando, in preda ad un attacco di gelosia, Cipollini arrivò a segare in due la bicicletta dell'allora compagna per paura che lei "disobbedisse" scegliendo di usarla senza il suo consenso.
 

mario cipollini

Nonostante le dettagliate descrizioni dei fatti fornite dai testi della parte civile e del pubblico ministero, il noto ciclista ha continuato a smentire tutti i fatti, arrivando a negare un episodio avvenuto direttamente all'interno del tribunale, nell'ultima udienza, in cui Cipollini ha strattonato con forza Sabrina Landucci di fronte all'avvocato di lei e a decine e decine di testimoni.
 
Il ritratto datoci dal PM è quindi quello di un uomo "estremamente violento, estremamente minaccioso ed estremamente prevaricatore" la cui gelosia e cieca rabbia si è più volte riversata contro Sabrina Landucci ma anche contro il suo attuale compagno Silvio Giusti.
 
Proprio all'interno della già citata palestra Ego, Cipollini arrivò a definire Silvio Giusti un signor nessuno, urlando di fronte a numerose persone: "Tu non sei nessuno e non vali niente, mentre io sono Cipollini. Se un giorno alle 5 mi sveglio e voglio farti sparire non ti trova più nessuno, ho amici ovunque."
 

mario cipollini sabrina landucci

E' proprio l'idea di essere sostituito, evidentemente, che ha più volte animato la rabbia del ciclista, che già dall'inizio aveva impostato la relazione in modo profondamente unilaterale e tossico, facendo in modo che la compagna non possedesse niente di ciò che la circondava così da poterla controllare prima di tutto economicamente. E' infatti solo grazie alla "complicità" della domestica che la sig.a Landucci riuscì a portare via i vestiti quando nel 2013 decise per la seconda volta di trasferirsi dalla madre, arrivando a gettarli dalla finestra e poi spostarli di nascosto.
 
Per quanto il processo e le deposizioni dipingano una relazione tossica e pregna di violenza fisica e psicologica è importante far notare come, fortunatamente, le figlie dei due non siano rimaste in alcun modo coinvolte né nel processo, né nelle vicende mediatiche che lo hanno riguardato, grazie all'impegno degli avvocati e dei due protagonisti. "Un elemento che va sicuramente a nostro favore è il tipo di teste chiamati dalla difesa - ha affermato l'avvocato della signora Landucci, Sabrina Campione dopo l'udienza -, i quali hanno difeso l'imputato solo sui maltrattamenti e solo fino al 2009, perché tutti loro non vedevano la mia cliente da allora, alcuni addirittura dal 2004.

mario cipollini sabrina landucci

 
E' importante notare anche come nessuno di loro facesse parte della cerchia familiare, non abbiamo visto né la mamma, né un fratello di Cipollini: la sorella addirittura ha scelto di non rispondere piuttosto che tentare di scagionare il fratello." "Anche la testimonianza della Ventura - ha continuato l'avvocato - la domestica della coppia che tral'altro lavora ancora per Cipollini è determinante.
 
Lungi dallo smentire ciò che dice la sig.a Landucci, in realtà finisce per confermarlo, dando una versione dei fatti incredibile. Durante un litigio tra i due ex coniugi è stata lei a chiamare la mamma della sig.a Landucci, dicendole di muoversi che sua figlia rischiava di essere ammazzata. Lei ha parlato di una normale lite fra coniugi, con la sig.a che la chiamava mentre Cipollini la mandava via e che lei spaventata ha deciso di chiamare la madre."
 

mario cipollini

"Quale moglie che litiga col marito chiama la domestica se non è in pericolo? Poi, lei si spaventa per sè stessa, ha affermato, ma ha poi chiamato la mamma di Sabrina - ha concluso l'avvocato - già questo può dirci molto sul tipo di situazione in cui questa donna si è trovata ed il modo istintivo in cui ha reagito tentando di proteggere la sig.a Landucci."
 
Non rimane, quindi, che aspettare la sentenza che arriverà il 13 luglio, anche se le motivazioni arriveranno come di consueto solo più avanti. Sarà allora che il giudice deciderà sui due anni e mezzo richiesti dal pubblico ministero e sugli 80 mila euro richiesti dalla parte civile come risarcimento.

mario cipollini sabrina landucciCIPOLLINICIPOLLINIcipollini CIPOLLINI

 

CIPOLLINI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO