niccolo ciatti con il padre luigi rassoul bissoultanov

“MIO FIGLIO È AL CAMPOSANTO E QUESTO SE NE VA IN GIRO TRANQUILLO” – L’AMAREZZA DI LUIGI CIATTI DOPO LA SCARCERAZIONE DEL CECENO RASSOUL BISSOULTANOV, CHE NEL 2017 PESTÒ SUO FIGLIO, NICCOLÒ, FINO A UCCIDERLO: “NON LO RITROVEREMO. UN VIZIO DI FORMA NON PUÒ CONSENTIRE A UN OMICIDA DI FUGGIRE. COME SI FA A LIBERARE UN ASSASSINO?” – “CHIEDIAMO UN INTERVENTO DEL PRESIDENTE MATTARELLA. SIAMO STANCHI, DELUSI, ARRABBIATI, DISPERATI. NON CERCHIAMO LA PACE CHE ORMAI NON TROVEREMO MAI, MA UN MINIMO DI GIUSTIZIA…”

 

 

 

Serenella Bettin per “Libero quotidiano”

 

NICCOLO CIATTI CON IL PADRE LUIGI

«Avrei voluto incontrarlo. Guardarlo negli occhi. Chiedergli perché. Questo è un assassino e merita l'ergastolo».

 

Primo dell'anno, nulla da festeggiare. I nostri auguri risuonano come uno sparo nel vuoto. Questo sarà il quinto anno senza Niccolò. Il quinto vissuto tra le aule di giustizia e il cimitero.

 

Niccolò Ciatti, fiorentino di Scandicci, aveva 22 anni quando fu brutalmente assassinato a Lloret de Mar, sulla Costa Brava spagnola.

 

Era il 12 agosto 2017. Rassoul Bissoultanov, lottatore ceceno, insieme a due connazionali lo pestò a pugni e calci fino a ucciderlo. Bissoultanov era stato estradato, si trovava in cella a Roma, in attesa del processo.

 

 

rassoul bissoultanov foto la nazione

Ma un giudice della Corte d'Assise di Roma lo ha scarcerato per un cavillo procedurale: non era presente sul territorio italiano quando è stata emessa la misura di custodia cautelare, e l'arresto è stato annullato.

 

 

Il padre, Luigi Ciatti, ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per esprimere il suo sconcerto.

 

 

Cosa ha scritto al presidente?

LA BRUTALE AGGRESSIONE A NICCOLO CIATTI

«Chiediamo un suo intervento affinché si riesca ad andare avanti in questo procedimento, interrotto per un errore formale».

 

Lei se lo aspettava?

«Assolutamente no. L'ho saputo il 29 dicembre dal nostro avvocato. E dopo che il ceceno era uscito già da sette giorni dal carcere di Rebibbia».

 

Cosa vi ha detto il legale?

 «Ci ha spiegato che a causa di un errore formale il giudice della Terza sezione della Corte d'Assise di Roma aveva stabilito che il ceceno non potesse essere detenuto e doveva essere liberato».

 

Si sa ora dov' è?

 «Sicuramente è scappato, già aveva tentato di farlo. Si figuri se non è già fuori dall'Italia. Ci sarà stato qualcuno ad aspettarlo: questi sono nullatenenti ma hanno fior di avvocati pagati».

Rasul Bisultanov - La morte di Niccolo Ciatti

 

Da chi?

«Bella domanda. O la comunità cecena o dietro c'è la malavita. Uno dei tre prendeva il sussidio di disoccupazione. Sono rifugiati politici. Protetti».

 

Che idea si è fatto? Come può essere che un giudice liberi un criminale?

«Posso capire i vizi di forma, ma non è possibile non si tenga conto della differenza tra forma e sostanza. Lui non è un presunto colpevole. Tutti hanno visto quel video dove colpisce mio figlio per ucciderlo.

 

Noi abbiamo messo in libertà un assassino. Mio figlio è al camposanto e questo se ne va in giro tranquillo. Non lo ritroveremo. Qui siamo a livelli allucinanti. E la giustizia spagnola poi è di una lungaggine esasperante».

Rasul Bisultanov - La morte di Niccolo Ciatti

 

Ma il giudice che l'ha liberato è italiano.

 «Sì, per un cavillo. Dopo che eravamo riusciti a farlo estradare in Italia».

 

Nessun rispetto per chi ha perso la vita e per voi familiari.

«La norma va cambiata, un vizio di forma non può consentire a un omicida di fuggire. Come si fa a liberare un assassino?

 

Il suo avvocato affema che si sta montando un caso mediatico: ma cosa sta dicendo? Questo merita l'ergastolo».

 

Vuole dire qualcosa al giudice che l'ha liberato?

«Di farsi un esame di coscienza. La legge dev' essere rispettata, ma ora abbiamo un criminale in giro».

NICCOLO CIATTI

 

Il 18 gennaio partirà il processo. Cosa si aspetta?

 «Possiamo solo aspettare. La procura di Roma so che sta tentando di opporsi a questa sentenza. Ma il ceceno non ci sarà. Sarà un processo in contumacia».

 

Lei l'ha mai visto, lui?

«No. Mai».

 

Avrebbe voluto incontrarlo?

Rasul Bisultanov - La morte di Niccolo Ciatti

«Sì. Per chiedergli perché. "Sei un vigliacco, hai colpito una persona che non poteva difendersi". Era addestrato per combattere. Queste sono persone pericolose, meritano il carcere, possono farlo ancora».

 

Sono passati quattro anni e mezzo.

«Sì e in Spagna non sono stati in grado di fare un processo. Lui aveva già tentato di fuggire. È stato fermato in Germania ad agosto. E noi quattro annidi tribunali e visite in cimitero».

 

Sua moglie cosa dice?

«Siamo stanchi, delusi, arrabbiati, disperati da tutta questa vicenda. Noi non cerchiamo la pace che ormai non troveremo mai, ma un minimo di giustizia che possa farci vivere questa vita che ci resta».

 

Lei quanti anni ha?

«Io 61, mia moglie 57».

NICCOLO CIATTI

 

Si aspetta che il presidente le risponda?

«Non lo so. Non pretendo una risposta immediata. Siamo abituati ad aspettare. Siamo solo genitori disperati per quello che ci è successo»

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