ali agca elena rossi moglie

“MIO MARITO HA AVUTO RASSICURAZIONE DA PARTE DI UN SACERDOTE CHE EMANUELA ORLANDI ERA VIVA” – PARLA ELENA ROSSI, LA MOGLIE DI ALI AGCA: “RITIENE CHE LEI E MIRELLA GREGORI SIANO STATE COLLOCATE IN UN CONVENTO DI CLAUSURA, PERCHÉ ‘LA CHIESA NON UCCIDE IL SUO GREGGE’” – “DIETRO L'ATTENTATO AL PAPA NON C'È NESSUNO, ME L’HA SEMPRE DETTO. LUI È STATO STRUMENTALIZZATO DOPO. I SERVIZI VATICANI E LA CIA, PRETENDEVANO CHE ALÌ ACCUSASSE IL KGB. IL SEQUESTRO DI EMANUELA E DI MIRELLA GREGORI SI COLLOCANO ESATTAMENTE IN QUESTO CONTESTO..."

ALI AGCA CON LA MOGLIE ELENA ROSSI

Ferruccio Pinotti per il “Corriere della Sera”

 

Il suo nome è Elena Rossi ed è nata a Ravenna il 13 luglio 1967. Ha due lauree, una in scienze politiche a Bologna (1993) e una in filosofia, con lode, conseguita a Roma Tre (2003). Nel 1981, quando aveva 14 anni, un evento la colpì indelebilmente: l'attentato a Giovanni Paolo II compiuto da un giovane turco, Ali Agca, allora 23enne.

 

Quella ragazza cattolica iniziò allora a scrivere lettere in carcere all'attentatore. Ora Agca è suo marito da sette anni. Vivono in Turchia, a Istanbul. Elena Hilal Agca (il secondo nome lo ha assunto dopo la conversione e il matrimonio), 55 anni, si racconta per la prima volta al Corriere .

ALI AGCA CON LA MOGLIE ELENA ROSSI

 

Come ha iniziato a interessarsi della vicenda di colui che sarebbe diventato suo marito?

«Subito dopo l'attentato a Wojtyla, ancora ragazzina. Cominciai a scrivergli lettere in carcere. Durò per qualche anno, poi lasciai perdere».

 

Cosa accadde dopo?

«Il mio interesse per lui si è riacceso quando venne a Roma sulla tomba di Papa Wojtyla, nel dicembre 2014. Mi procurai il suo indirizzo mail e lo contattai, specificando che ero quella Elena che gli scriveva in carcere. Lui si ricordava delle mie lettere, così cominciammo a telefonarci».

 

Com' è Agca in privato?

26 mehmet ali agca 1981 ph barillari

«È molto buono, gentile, premuroso, a volte mi sembra che mi veda più come una figlioletta che ha adottato piuttosto che come una moglie. Nonostante i tanti anni di prigione, è sano fisicamente e mentalmente, salutista, sportivo e molto disciplinato. Io sono tutto l'opposto! È animato da una fede profonda, ma senza essere integralista o bigotto».

 

Quando maturò il progetto di una vita insieme?

«Ci siamo incontrati di persona per la prima volta nel gennaio del 2015 a Istanbul e, dopo pochi mesi di convivenza, abbiamo deciso di sposarci nell'ottobre successivo».

 

I suoi genitori come presero la decisione di sposare un uomo a dir poco particolare come Ali Agca?

«I miei genitori sapevano solo che avevo sposato un turco, ma non che si trattasse di Alì Agca... già all'epoca non stavano molto bene, così ho preferito non dire nulla. Adesso un po' mi rammarico di aver nascosto loro la verità. Penso che avrebbero accettato Alì».

 

ali agca 5

Fu lui a chiederle di convertirsi all'Islam?

«Lui non mi ha mai chiesto nessuna conversione. La scelta è stata mia».

 

Ora vivete a Istanbul. Avete dei figli?

«Nessuno dei due è mai stato sposato prima e non abbiamo figli, né insieme né separatamente».

 

Lei e suo marito come vi mantenete? Lui si ritiene vicino al governo di Erdogan?

«Economicamente stiamo bene, nonostante l'aumento dei prezzi qui la vita è decisamente meno cara rispetto all'Italia. Abbiamo una villetta di tre piani, sul mare di Marmara, e l'ultima bolletta della luce è stata di 23 euro! Politicamente Alì rimane un "lupo grigio", un idealista, dunque si colloca sulla destra. Prova rispetto e ammirazione per il presidente Erdogan: lo ritiene l'unico uomo in grado di garantire stabilità alla Turchia».

karol wojtyla ali agca

 

Ritiene che Agca sia stato manipolato da qualche servizio segreto?

«Alì, nella lettera di sei pagine inviata a Pietro Orlandi, ha detto la pura verità sull'attentato al Papa e sulla vicenda Orlandi-Gregori. Certo che lui è stato manovrato: da uomini del Sisde, dai Servizi vaticani, dalla Cia, e per Cia intendo Gladio, quanto c'é di più pericoloso al mondo, secondo quanto mi racconta Alì».

 

E l'attentato a Giovanni Paolo II? 

ali agca

«Dietro l'attentato al Papa non c'è nessuno, questo Alì me lo ha sempre detto. Lui è stato strumentalizzato dopo. Nonostante i vari occultamenti, l'origine dei soldi che aveva in tasca al momento dell'attentato è dimostrabile. I vari soggetti sopracitati si sono scatenati dopo, in quanto pretendevano che Alì accusasse i Servizi bulgari e quindi il Kgb sovietico, in realtà totalmente estranei all'attentato. Il sequestro di Emanuela e di Mirella si collocano esattamente in questo contesto». 

 

È comprensibile che lei, da moglie, dica questo, ma le indagini hanno dimostrato altre verità. Quindi perché dovremmo credergli ora quando parla della vicenda di Emanuela Orlandi? 

emanuela orlandi mirella gregori

«Come ha sempre detto a Pietro Orlandi, Alì ritiene che entrambe le ragazze siano state prese direttamente dal Vaticano, e che siano state collocate in un convento di clausura. In quanto a Emanuela ha avuto rassicurazione da parte di un sacerdote che, almeno fino a tre anni fa, era viva. Gli hanno mentito? Può essere. In ogni caso, lui ritiene che se dovesse essere venuta a mancare, è stato per cause naturali, "perché la Chiesa non uccide il suo gregge"». 

 

Pensate in futuro di tornare in Italia? 

«In Italia non credo proprio, io vorrei restare in Turchia, lui a volte pensa che potrebbe essere bello trasferirsi in un Paese straniero, magari in Tunisia, anche solo per un periodo. Vedremo cosa ci porterà la vita».

mirella gregori mirella gregorimirella gregorikarol wojtyla in ospedale dopo l'attentato un momento dell'intervista di sabrina ferilli per agon channel ad ali agca, che nel 1981 tento?? di uccidere giovanni paolo ii in piazza san pietroun'immagine di archivio del dicembre 1983, ritrae papa giovanni paolo ii mentre parla con il suo attentatore mehmet ali agca, nel carcere di rebibbiaattentato a giovanni paolo iiattentato a giovanni paolo iiattentato a giovanno paolo ii. attentato a giovanni paolo ii giovanni paolo ii ali agca.

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI