cate blanchett tar

“LE MOLESTIE? NON SONO UNA QUESTIONE DI GENERE” –  IL METOO INIZIA A NON PORTARSI PIÙ NEMMENO A HOLLYWOOD. CATE BLANCHETT A VENEZIA PER “TÁR”, IL FILM SUL DECLINO DELLA DIRETTRICE D’ORCHESTRA ACCUSATA DI MOLESTIE: "NON SONO SOLO GLI UOMINI A CAVALCARE IL POTERE. NEL FILM IL METOO E LA CANCEL CULTURE SONO FUNZIONALI ALLA TRAMA, RAPPRESENTANO IL MONDO CHE CI CIRCONDA. NON SONO IL CENTRO. NON BISOGNA ESSERE ACCECATI DAL PREGIUDIZIO, MA…” – VIDEO

 

Estratto dell'articolo di Arianna Finos per “la Repubblica”

 

tar cate blanchett 9

La divina Cate Blanchett torna a Venezia con un film che è una sfida (vi anticipiamo che l'ha vinta, ne dubitavate?) e che farà discutere: in Tár, ritorno al cinema dopo sedici anni del regista Todd Field, si racconta il mondo internazionale della musica classica attraverso la figura di Lydia Tár (Blanchett), ampiamente considerata una delle più grandi compositrici/direttrici d'orchestra viventi e la prima donna a dirigere una grande orchestra tedesca.

 

tar cate blanchett 8

Il film (in sala a febbraio 2023 con Universal) la segue dall'apice dei suoi poteri creativi, di carriera e personali - vive con una violinista, hanno adottato una bimba - fino allo straziante declino. Un crescendo di accuse MeToo, video e mail rilanciati sui media: la accusano di aver favorito in orchestra la violoncellista di cui è invaghita, molestato donne in passato, perseguitato una musicista che poi si è tolta la vita. L'incontro con l'attrice è all'hotel Excelsior, giacca bianca, l'aria serena e sicura. (…)

cate blanchett

 

Il film affronta tanti temi.

«È una creatura tentacolare. Mi sono svegliata stamani pensando che è una sorta di meditazione sul potere, istituzionale e creativo. Un potere in una relazione disuguale. Un direttore spesso parla dell'orchestra come del proprio strumento, ma è composta da molti individui, su cui ha il potere di nomina.

 

Tu percepisci in alcune istituzioni, in particolare nel mondo della musica classica, in cui il canone è creato e diretto da maschi, che il potere è quello di un monarca. Che succede allora se sfidi il sistema per arrivare al potere? Sei consumato o alterato da questo? La relazione fragile che hai con gli impulsi creativi può essere distrutta». (…)

 

tar cate blanchett 6

Il film è una storia di MeToo al contrario?

«No. Le molestie non sono una questione di genere. Ma se nel film si vede solo il MeToo è perché la questione è ancora aperta, c'è una rabbia non metabolizzata. Nel film il MeToo e la cancel culture sono funzionali alla trama, rappresentano il mondo che ci circonda. Non sono il centro».

tar cate blanchett 7

 

In una scena del film si nomina Placido Domingo.

«Tutti abbiamo seguito le sue vicende giudiziarie. Nel film i riferimenti sottili sono tanti».

tar cate blanchett 1

 

L'arte va divisa dalla persona?

«Davanti a un Picasso immagino cosa potesse accadere in quel suo studio, ma Guernica è una delle più grandi opere create. L'importante è esercitare, sempre, una critica sana. Il pregiudizio però non ti deve accecare. A 22 anni mi presero per Oleanna di Mamet, il testo mi pareva orrendo. Alle prove arrivai sprezzante e il regista urlò "sei di ostacolo allo spettacolo, ti faccio licenziare". Fu un trauma, ma imparai che al pubblico non serviva il mio giudizio: fu libero di discutere all'uscita, qualche coppia ha divorziato nel foyer».

tar cate blanchett 4cate blanchett. tar cate blanchett 11cate blanchett tar cate blanchett 3tar cate blanchett 10tar cate blanchett 2tar cate blanchett 5

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…