adil belakhdim

“È MORTO PERCHÉ PENSAVA CHE NON SI PUÒ VIVERE COSÌ, PER 850 EURO AL MESE, SENZA TUTELE, SENZA VITA PRIVATA” – LA DISPERAZIONE DEGLI AMICI E DEI COLLEGHI DI ADIL BELAKHDIM, IL SINDACALISTA MORTO IERI INVESTITO DA UN CAMION A BIANDRATE (NOVARA): ENTRATO NELLA FILIERA DELLA LOGISTICA CON L’OBIETTIVO DI PAGARSI GLI STUDI, NEL 2014 SI ERA FATTO ELEGGERE DELEGATO – I TURNI DA SCHIAVI E LE CONDIZIONI IMPOSSIBILI DI LAVORO: “IL LAVORO DURA SEMPRE 13 ORE INVECE CHE OTTO, CON GLI STRAORDINARI SEMPRE DIMEZZATI E ANCHE DI NOTTE TI ARRIVANO…”

 

Marco Imarisio per www.corriere.it

 

adil belakhdim 4

«Adesso te lo dico io per cosa è morto Adil. È morto perché pensava che non si può vivere così per 850 euro al mese, senza tutele, senza vita privata, perché i turni vengono sempre spostati all’ultimo momento, le ferie non le decidi tu ma il capoarea, se chiedi un permesso per andare a prendere tuo figlio a scuola ti lasciano a casa per una settimana in punizione, e il lavoro dura sempre 13 ore invece che otto, con gli straordinari sempre dimezzati e anche di notte ti arrivano sul telefono i messaggi con l’ordine di essere in magazzino all’alba. È morto perché credeva che fosse giusto stare davanti a quei cancelli».

il corpo di adil belakhdim

 

Il cadavere

A mezzogiorno il corpo di Adil Belakhdim è ancora steso sul selciato, coperto da due teli viola dai quali spunta il piede sinistro. La scarpa ha una fibbia di metallo che brilla nella luce accecante di questo enorme piazzale chiamato Area produttiva di Biandrate, cresciuto negli anni intorno al casello dell’autostrada. Qualcuno finge di ignorare quel luccichio e quella scarpa in posizione innaturale. Ma è un dettaglio che attira lo sguardo, che disturba, sembra un’atroce dimenticanza.

adil belakhdim 2

 

«E copritelo per Dio» urla M mentre davanti ai cronisti rende omaggio all’amico e spiega i motivi che lo avevano portato qui alle sei del mattino. Usiamo una maiuscola di fantasia, perché si tratta di uno dei facchini che mesi fa avevano contattato Adil e il Sindacato Intercategoriale dei Cobas, la sigla più a sinistra dei sindacati di base.

 

Nessuno sembra ascoltare il suo grido. Polizia e Carabinieri vagano per quest’area immensa, preoccupati di intercettare una rabbia che invece è già impregnata di rassegnazione. All’inizio non si capisce neppure cosa stia dando fastidio a quest’uomo sudato fradicio che piange e intanto parla, piange e si sforza di dire delle cose.

 

Come se capisse che ora o mai più, a chi vuoi che interessi davvero questa morte assurda, avvenuta in un posto che è persino difficile da descrivere, asfalto e inferriate, asfalto e capannoni, il fondale del nostro benessere quotidiano. Adil Belakhdim era stato uno di loro.

 

camionista travolge adil belakhdim a biandrate novara

Il sindacato

Con l’obiettivo di pagarsi gli studi, era entrato nella filiera nostrana della logistica, una specie di giungla dove non esiste legalità e tanto meno tutela. Era dipendente di una società cooperativa che lavorava per la TNT di Peschiera Borromeo.

 

Per risparmiare, le aziende si affidano a miriadi di sub appalti, che pescano in un neo-proletariato composto quasi per intero da lavoratori extracomunitari. «Nel 2014 si era fatto eleggere delegato sindacale». A quei tempi, Pape Ndyaie ricopriva lo stesso incarico alla DHL di Settala. Viene dal Senegal, dove studiava matematica e fisica all’università. In Italia avrebbe voluto proseguire gli studi, ma era clandestino.

 

adil belakhdim

«Lui aveva un contratto di formazione, senza obbligo di reintegro. Lo cacciarono. Ci siamo conosciuti così, aiutandoci tra noi». Adil aveva intanto conosciuto Lucia, una ragazza di Molfetta, che poi si era convertita all’Islam. Erano nati due figli. Dopo il licenziamento, aveva fatto due anni di volontariato sindacale nella zona sud dell’hinterland milanese. «Quello fu il periodo più difficile, perché faceva fatica a mantenere la famiglia» ricorda Mauro Tagliabue, l’avvocato che per lungo tempo ha seguito le sue vertenze.

 

«Era un uomo duro, un compagno fedele alle sue idee e alla sua ideologia. Sognava di unire i lavoratori di ogni nazionalità nelle sue lotte. Credo che gli piacerebbe essere ricordato così». Quando lo SI Cobas decide di aprire un ufficio a Novara proprio per la costante crescita dei poli logistici nella zona, diventa coordinatore d’area, con la supervisione di Pape Ndyaie. Le regole interne del sindacato prevedono una retribuzione pari al salario di un operaio di quinto livello della logistica.

camionista travolge adil belakhdim a biandrate novara

 

Prendeva 1.540 euro al mese, senza indennità. «Gli bastavano. Non lo faceva per soldi, ma per sete di giustizia». Nel febbraio del 2018 organizza un picchetto davanti alla DSV, colosso danese della logistica con quartier generale nell’area industriale di San Piero Mosezzo, appena quattro chilometri di distanza dai cancelli della Lidl. Era in corso una vertenza contro il pagamento in nero.

 

adil belakhdim

Adil raccontò che i manifestanti furono caricati mentre stavano sciogliendo il presidio, mentre la Polizia accusò Adil di resistenza a pubblico ufficiale. Comunque sia andata, finì al Pronto soccorso, con lesioni alla testa, alle costole e al collo. L’ultima volta che si sono visti è stato giovedì notte, negli uffici milanesi del Cobas, in via Celentano.

 

C’era da organizzare la trasferta di sabato a Roma, per lo sciopero nazionale dei lavoratori della logistica. Racconta Ndaye che ogni tentativo di contatto con Lidl si era trasformato in una porta chiusa. «Non rispondono neanche alle mail, non vogliono fare alcuna trattativa» diceva Adil.

 

La scelta

un camion investe un sindacalista a biandrate , novara

Per quello aveva deciso quasi all’ultimo momento di convocare via WhatsApp una ventina di lavoratori. «Non si trattava di un blocco. Volevamo solo essere ricevuti. Nel giro di un’ora sarebbe finito tutto». Finirà presto comunque, anche dopo questa tragedia. I suoi compagni ripetono che non bisogna parlare di guerra tra poveri, facchini contro camionisti, quella è la vulgata dei padroni. «Vivono tutti sotto ricatto» afferma Ndaye.

 

«Da una parte quello di non essere richiamati e restare a casa, dall’altra quello degli orari e della tempistica che prevede anche 50-60 consegne nell’arco di un solo giorno. Ma sono cose che riguardano quasi esclusivamente gli immigrati, a chi vuoi che interessino i loro diritti». Con il passare delle ore, con il caldo, la rabbia si stempera, diventa dibattito, mozione, chiamata dal prefetto, trasferta a Roma.

adil belakhdim

 

Ormai tutto è accaduto, ormai sono parole vane. Il dipendente della Lidl ha fatto da solo. M ha chiesto permesso agli agenti e si è chinato su Adil, coprendo la scarpa con un panno verde. Alle 15 i necrofori portano via la salma. I suoi compagni hanno avvertito la moglie, che all’inizio dell’ultimo lockdown si era trasferita in Marocco con i figli. L’Area produttiva di Biandrate si svuota, per un solo giorno. Sulla A4 rombano i Tir carichi di merci.

adil belakhdim un camion investe un sindacalista a biandrate, novaraadil belakhdim 1adil belakhdim 3adil belakhdim 5

Ultimi Dagoreport

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….