arrigo cipriani

“I NO VAX? NEL MONDO COMANDANO LE MINORANZE. ANZI ASSISTIAMO A UNA SORTA DI DITTATURA DELLE MINORANZE. CHI URLA DI PIÙ ALLA FINE VINCE SEMPRE” - ARRIGO CIPRIANI, TITOLARE DELL’HARRY’S BAR DI VENEZIA, DICE SÌ AL PASS VERDE: “IL CERTIFICATO VALGA ANCHE PER CHI HA FATTO SPUTNIK O LA DOSE CINESE. FAREMO NOI I CONTROLLI DENTRO I LOCALI, MA LO STATO SORVEGLI I MEZZI PUBBLICI” – I COSTI DELLA PANDEMIA

Tobia De Stefano per “Libero quotidiano”

 

arrigo cipriani harry s bar

Mi scusi per la violazione della privacy, ma ormai anche le interviste non si possono fare senza. Lei si è vaccinato?

«Certo che sono vaccinato. Con Pfizer a Dubai, ma fosse stato Astrazeneca sarebbe stato lo stesso».

 

Perché Dubai?

«Perché ero lì per motivi di lavoro in uno dei nostri ristoranti. Guardi, ce lo insegna la storia, pensi al vaiolo, il vaccino è l'unica speranza che abbiamo per sconfiggere la pandemia».

 

 E il green pass? Anche il green pass serve per ammazzare il virus?

«Certo. Io darei il certificato di immunizzazione anche a chi si è vaccinato con lo Sputnik o con la dose cinese».

 

Anche se non sono stati approvati dagli enti regolatori?

arrigo cipriani 3

«E quali sarebbero questi enti regolatori?»

 

Beh l'Aifa in Italia, l'Ema in Europa.

«E io dovrei fidarmi dell'Aifa e dell'Ema?».

 

Beh dovrebbe funzionare così.

«No, guardi io non mi fido. Per quello che ho visto anche lo Sputnik o il vaccino cinese sono affidabili».

 

A parlare è Arrigo Cipriani 89 anni e una lucidità da far invidia a un quarantenne. Proprietario del mitico Harry' s Bar di Venezia il monumento nazionale frequentato negli anni da Gary Cooper, Peggy Guggenheim, Orson Welles, Joe di Maggio e Truman Capote - e creatore con il figlio Giuseppe dell'impero di famiglia, 16 ristoranti di lusso a marchio Cipriani sparsi in giro per il mondo: da Montecarlo ad Ibiza fino a New York, Mosca e Abu Dhabi.

 

Torniamo al Green pass. I controlli toccheranno a voi...

harry's bar 2

«Mi sembra giusto, noi non ci sottraiamo, purché lo Stato ci garantisca gli stessi controlli sulle persone che viaggiano con i mezzi pubblici».

 

Come giudica il fenomeno dei "No vax"? Ci sono migliaia di italiani che non vogliono vaccinarsi.

«Cosa vuole che le dica. Nel mondo comandano le minoranze. Anzi assistiamo a una sorta di dittatura delle minoranze. Chi urla di più alla fine vince sempre».

 

In che senso?

«Beh, è un po' lo stesso meccanismo che regola il mondo dei social, a partire da Facebook. Chi odia di più ha la meglio».

 

Non le piacciono i social?

«No, per nulla. Non mi dica che esprimono cultura».

 

harry's bar 1

Rappresentano la nuova frontiera della comunicazione.

«Sono una degenerazione della comunicazione».

 

A proposito, come vanno gli affari? Quanto vi è costa la pandemia? Si torna a comunicare nei locali?

«Con la pandemia abbiamo perso l'80% del fatturato, ora siamo tornati al 50%. Ma si vede che la gente ha di nuovo voglia di vivere e incontrarsi. Anzi le diro di più. La pandemia in un certo senso ci ha migliorato».

 

Addirittura?

harry's bar 3

«Il mondo la ristorazione e il lusso si sono sempre divisi tra l'aspetto formale o esteriore e quello intrinseco, la vera anima, quella che fa la differenza. Il Covid ha portato a rivalutare delle cose che valgono davvero, dell'anima e della passione. Le persone hanno una consapevolezza diversa».

 

Nonostante la paura.

«Sta a noi ristoratori aiutarli a vincerla».

 

 Come?

«Mettendoli a loro agio. Regalandogli libertà ma al tempo stesso controllando all'ingresso che tutti gli ospiti abbiano il Green pass o areando i locali 17 volte al giorno. Proprio come facciamo noi».

arrigo cipriani 2arrigo cipriani 5

 

arrigo cipriani 4arrigo cipriani 8arrigo cipriani 10arrigo cipriani 11arrigo cipriani 9arrigo cipriani 13arrigo cipriani 12arrigo cipriani 6arrigo cipriani 1

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…