elisoccorso

“NON ABBIAMO CHIAMATO I SOCCORSI, NON ERAVAMO NEL PANICO” – L’INCREDIBILE VICENDA DI DUE ESCURSIONISTI SPAGNOLI RIMASTI BLOCCATI SULLE TRE CIME DI LAVAREDO: DOPO AVER RIFIUTATO PER TRE VOLTE L’AIUTO DELL’ELISOCCORSO INVIATO DALLA MADRE DI UNO DEI DUE, NON VOGLIONO PAGARE IL CONTO DI 9MILA EURO – IN POCHI SANNO CHE USARE L’ELISOCCORSO HA UN PREZZO DI 90 EURO AL MINUTO E I CONTI NON SALDATI AMMONTANO A UNA CIFRA DI QUASI MEZZO MILIONE DI EURO DAL 2020 A OGGI…

Alice Manfroi per www.corriere.it

 

elisoccorso

Rifiutare i soccorsi per tre volte di fila e non pagare il conto. Era il 2019 quando due escursionisti spagnoli, un ragazzo e la sua compagna, rimasero bloccati sulla parete delle Tre Cime di Lavaredo, i soccorsi cercano di aiutarli per tre giorni, fino al quarto tentativo andato a buon fine. Il souvenir della vacanza è un conto di 9 mila euro tuttora da saldare. «La multa è arrivata in tre invii distinti per tre mila euro ciascuno: uno a me, uno alla mia compagna e uno a mia madre» raccontano i due spagnoli. «Non le abbiamo pagate. Quest’anno abbiamo scalato le Alpi francesi». Forse lo hanno fatto per evitare altre multe, ma la vicenda degli escursionisti spagnoli rientra a pieno nella casistica che vede quasi uno straniero su due non saldare il conto dell’elisoccorso.

elisoccorso 1

 

La mobilitazione

Erano i primi di settembre di tre anni fa, quando il Soccorso Alpino di Pusteria e Auronzo accorre in aiuto dei due alpinisti che risultano essere bloccati sulla via Cassis delle Tre Cime. La coppia aveva rifiutato l’aiuto dell’elisoccorso domenica mattina e lo ha rifatto lunedì, trascorrendo 72 ore in parete. Intanto la madre del giovane escursionista, non vedendo rientrare il figlio al rifugio Auronzo, terrorizzata per la sua sorte, ha fatto mobilitare i soccorsi.

 

Alle 16 del lunedì per la quarta volta l’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano sale in quota e si avvicina a Cima Ovest. Questa volta però, convinti anche dalla pioggia forte, gli alpinisti accettano l’aiuto e vengono fatti salire a 2750 metri in elicottero. «Pensavamo di essere quasi in cima» commentano quando vengono recuperati.

 

Elisoccorso

Il presunto equivoco

A loro dire, la richiesta di soccorsi sarebbe stata provocata solo da un errore di comunicazione per la diversità linguistica, oltre che dall’apprensione naturale di una madre. «Ho visto diverse volte l’elicottero, ma non pensavo fosse per noi — spiega l’alpinista spagnolo —. Eravamo tranquilli, capisco che c’è chi fa la parete in 12 ore, ma noi abbiamo i nostri tempi. Nessuno ha avuto crisi di panico, stavamo solo aspettando che il tempo cambiasse» insiste la coppia. Nel frattempo che loro «erano tranquilli» i soccorsi sono stati tre giorni in allerta.

ELISOCCORSO

 

I numeri degli interventi

Secondo i numeri dell’elisoccorso nel 2020 sono stati 366 i pazienti «codici bianchi», ossia senza alcuna emergenza sanitaria, trasportati. Il conto totale richiesto per compartecipare alla spesa dell’elicottero ammonta a 608 mila euro, il 77% delle persone soccorse è di nazionalità italiana. Nel 2021 si è registrato un calo: 324mila euro; ma quest’anno, fino il 3 agosto, ci sono già 173 fatture emesse pari a 208 mila euro ed il 76% di coloro che chiamano l’elisoccorso senza essere feriti, è italiano.

 

Il 45% delle richieste è per stanchezza

elisoccorso alpino

Quello che pochi sanno, però, è che usare l’elisoccorso ha un prezzo: 90 euro al minuto. Sulle Dolomiti bellunesi il 45% degli interventi è da codice bianco e chi abusa dei soccorsi alpini deve pagare, come previsto da una delibera di giunta della Regione Veneto del 2011. Nel 2021 l’elisoccorso ha volato 900 volte e da gennaio al 31 luglio di quest’anno le missioni sono state già 726. Secondo i dati dell’Ulss 1 Dolomiti, ammonta a 1 milione e 200mila euro il totale di fatture emesse, ma sono in molti a non pagare. In particolare, gli stranieri: quasi il 40% non ha versato quanto dovuto.

ELISOCCORSO

 

Ai tedeschi il primato dei conti non pagati

I conti non saldati ammontano ad una cifra di quasi mezzo milione di euro dal 2020 a oggi. Il primato dei debitori insolventi va ai tedeschi, seguono gli americani e i polacchi. Rispettivamente nel 2020 i tedeschi, con una media di circa 3 mila euro a fattura, raggiungono un conto di 78 mila euro non saldati; i polacchi sfiorano i 54 mila con 9 mila euro di media. Quest’anno i tedeschi arrivano già agli 80 mila euro da pagare. Insomma, sono in tanti a chiedere l’elisoccorso solo per situazioni di affaticamento e non per infortuni, si pretende di utilizzare l’elicottero come un taxi d’alta vetta e magari senza nemmeno pagare la «corsa».

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...