ugo russo

“NON AVEVAMO I SOLDI PER ANDARE A BALLARE, PER QUESTO ABBIAMO DECISO DI FARE LA RAPINA” - LA SPIEGAZIONE FORNITA DAL COMPLICE 17ENNE DI UGO RUSSO, 15 ANNI, UCCISO A NAPOLI DA UN CARABINIERE FUORI SERVIZIO A CUI AVEVA PUNTATO UNA PISTOLA ALLA TEMPIA… - LE OMISSIONI NEL RACCONTO DEL COMPLICE DELLA VITTIMA. IL MILITARE È INDAGATO PER OMICIDIO VOLONTARIO, "UN ATTO DOVUTO” PRECISA IL PROCURATORE. MA POTREBBE SUBENTRARE L' ECCESSO DELLA LEGITTIMA DIFESA...

Grazia Longo per “la Stampa”

 

ugo russo

«Non avevamo i soldi per andare a ballare, per questo abbiamo deciso di fare la rapina». Ecco la spiegazione fornita dal complice diciassettenne di Ugo Russo, 15 anni, ucciso a Napoli sabato notte da un carabiniere fuori servizio a cui aveva puntato una pistola alla tempia. Il militare, 23 anni, in servizio a Bologna, era nel capoluogo campano in malattia. Ora è indagato per omicidio volontario.

 

Le indagini La ricostruzione di quella notte ruota intorno a tre punti chiave: autopsia, esame balistico dei colpi di pistola, analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.

 

ugo russo-1

Si è poi scoperto che la pistola era in realtà una replica in metallo della Beretta, in grado quindi di scarrellare, tanto che quando il militare ha sentito il rumore del colpo in canna ha temuto per la sua vita e quella della sua fidanzata e ha reagito sparando. Sul resto rimangono, invece, versioni discordanti sulle quali solo la soluzione dei tre punti chiave potrà offrire un contributo decisivo. Anche se, per restare nel campo delle parole, un peso hanno anche quelle non dette, ovvero le omissioni nel racconto del complice della vittima. Cerchiamo di capire perché.

 

ugo russo 2

«Mi dispiace per il ragazzo morto e per il dolore della sua famiglia, ma io ho sparato per difendermi nel rispetto della legge e mi sono qualificato prima di farlo - racconta il carabiniere attraverso il suo avvocato, Enrico Capone - . Sono fiducioso nel lavoro dei magistrati e convinto che otterrò giustizia». Mentre il complice di Ugo, arrestato per rapina su ordine della Procura dei minori di Napoli, e difeso dall' avvocato Mario Bruno, sostiene che il carabiniere non si è presentato come tale. «Era seduto in macchina e ha fatto finta di togliersi il Rolex che Ugo gli voleva prendere e invece ha tirato fuori la pistola e ha sparato.

 

Ugo ha avuto come un rimbalzo, poi si è girato verso di me e quello gli ha sparato un' altra volta. Poi ha sparato pure verso di me ma io sono scappato con il motorino».

 

I dubbi Questo diciassettenne racconta la verità? Il carabiniere sostiene di no: «Il rapinatore a cui ho sparato solo per difendere me e la mia fidanzata si era affacciato dal finestrino. Mentre il complice era rimasto sullo scooter distante, come ha fatto dunque a sentirmi così lontano?».

 

napoli, pronto soccorso devastato dai parenti del 15enne 7

Ma, al di là delle opposte versioni, va sottolineato che il diciassettenne su tanti altri aspetti della vicenda non parla. Dice di non sapere. A partire dal fatto che Ugo aveva in tasca un Rolex e una collanina d' oro, probabile refurtiva di un' altra rapina andata a segno, fino al motorino con la targa clonata usata per la rapina. Le indagini serviranno anche a definire esattamente la contestazione del reato al carabiniere. «Per ora è omicidio volontario, un atto dovuto» precisa il procuratore Giovanni Melillo. Ma potrebbe subentrare l' eccesso della legittima difesa.

napoli, pronto soccorso devastato dai parenti del 15enne 8napoli, pronto soccorso devastato dai parenti del 15enne 9

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