genova - prostitute tra i vicoli

“NON MI SONO MAI VENDUTA, MI SONO SEMPRE E SOLO AFFITTATA” - VIAGGIO NELLA COMUNITÀ TRANSESSUALE CHE SI PROSTITUISCE TRA I “CARUGGI” DI GENOVA - LA PIÙ ANZIANA È LA 79ENNE ROSSELLA: “HO LA MIA CLIENTELA FISSA DA 50 ANNI. SONO NATA COME MARIO DA UNA FAMIGLIA CONTADINA IN TOSCANA. HO UN DIPLOMA DA RAGIONIERE, MA VOLEVO GUADAGNARE IN FRETTA E DIVERTIRMI. E MI DIVERTO ANCORA! NEL MIO LETTO SONO PASSATI POLITICI, IMPRENDITORI E PRETI. PRIMA FACEVO 500 EURO AL GIORNO, ORA LA METÀ. NON VOGLIO SMETTERE: PER MORIRE DA POVERA C'È SEMPRE TEMPO, L'IMPORTANTE È VIVERE DA RICCA”

Paolo Pellai per “Libero quotidiano”

 

GENOVA - PROSTITUTE TRA I VICOLI

Filippo, 59 anni, è un impiegato. Ha una moglie, due figli e ogni mese un blocchetto di buoni pasto da 7 euro l' uno. Almeno una volta alla settimana lui pranza in un vicolo dei carruggi: 20 minuti di perdizione pagati con 4 di quei buoni. Nessuno lo sa, nessuno lo deve vedere. Del resto a Genova la luce del giorno entra a fatica nei vicoli della prostituzione.

 

È un dedalo contorto di spazi stretti ed angusti che si snodano tra i traffici del porto e l'eleganza del centro cittadino, nell' area tra Sottoripa, San Luca, le Vigne, la Maddalena e i Macelli di Soziglia. I turisti s' infilano a passo svelto in vico Carabaghe, via del Campo e vico delle Cavigliere, richiamati dal ricordo di Boccadirosa e delle tante "graziose" cantate e frequentate da Fabrizio De Andrè.

GENOVA - PROSTITUTE TRA I VICOLI

 

La prostituzione ha una storia antica a Genova, nel 1400 era addirittura tassata: cinque soldi al giorno per esercitare e disporre di una tessera sanitaria. Oggi su quella storia antica ci hanno costruito due tour cittadini: "Amore proibito" (biglietto 15 euro) e "Vietato ai minori", una passeggiata virtuale per immagini e voci narranti tra i corridoi della perdizione.

 

Nel 1965 in "La città vecchia" De Andrè cantava di una marchetta a "diecimila lire per sentirti dire Micio bello e bamboccione". Facendo una rivalutazione monetaria con i dati Istat, quelle 10 mila lire corrisponderebbero a 109 euro odierni. Cifra molto lontana dagli attuali 20-30 euro richiesti per una prestazione. La crisi economica ha ridotto la domanda ma non l' offerta: l' immigrazione incontrollata ha "regalato" a Genova la densità abitativa più alta del Nord Italia, con appartamenti fatiscenti invasi anche da 15 persone.

 

GENOVA - LA TRANS ROSSELLA

Sempre l'immigrazione ha cambiato la geografia della prostituzione: il 10% sono italiane (spesso tossicodipendenti), la maggior parte è sudamericana (Colombia, Ecuador, Perù, Repubblica Dominicana), molte nigeriane e poi moldave e romene. In 300 ruotano sul territorio, con un centinaio fisse nel centro storico: le forze dell' ordine si limitano a verificare che non oltraggino la decenza, non adeschino, non siano minorenni e abbiano i documenti in regola.

 

Di solito è un italiano chi affitta loro gli appartamenti e i bassi: soluzione "remunerativa" per non ristrutturare metrature luride e squarciate dall' umidità e che fa chiudere un occhio anche sulla pratica illegale del subappalto.

 

GENOVA - LA TRANS ROSSELLA

Il quartiere della Maddalena è monopolizzato da straniere di colore, arrampicate su tacchi vistosi. Stazionano agli angoli dei vicoli o sedute su gradini o sedie, all' esterno del loro "loculo". In molte fumano, tutte scrutano un cellulare. Individuano con uno sguardo il potenziale cliente, poche parole, "pompino" e "patata" le più usate. C' è chi chiede lo sconto che a volte accettano perché, come spiega la nigeriana Yara, «al mio Paese con 4 euro ci mangio per un mese. Sfioro un mensile da 5000 euro, tutto in nero. Ma quella cifra contiene un passato di stenti, un presente di sotterfugi e un futuro senza garanzie».

 

GENOVA - PROSTITUTE TRA I VICOLI

Qui non si chiude mai, neppure per pranzo, come confermato da Filippo: dalle 11 alle 20 sono le ore più frequentate. Davanti ai vicoli di sera stazionano giovani nordafricani che per 20 euro hanno il compito di evitare risse, botte, guai con spacciatori e ubriachi. In mezzo al degrado c'è il contrasto di una zona assolata e fiorita: è il "ghetto" che, dalla metà degli anni '60, ospita la più importante comunità transessuale d' Italia.

 

È tra piazza Nunziata e via del Campo, a ridosso di piazza don Andrea Gallo, il prete che nel 2008 si battè per impedire al sindaco Vincenzi di vietare la prostituzione nei bassi del centro storico: «Chi ha scelto liberamente questo lavoro - tuonò - deve poterlo esercitare e chi invece vorrebbe cambiare vita, dovrebbe avere la possibilità di farlo» e, in contemporanea, spinse le prostitute transgender a fondare un' associazione per tutelarsi.

GENOVA - PROSTITUTE TRA I VICOLI

 

Nacque così "Princesa", presieduta da Rossella Bianchi, classe 1942, che in vico Untoria ha il suo "ufficio, sempre lo stesso dal 1971: un salottino con foto di Marylin Monroe e, subito dietro, «la camera del peccato», ordinata, colorata e piena di fantasiosi oggetti erotici. Rossella non dimostra i suoi (quasi) 79 anni: «Sto qui ogni giorno, dalle 11 alle 19. Finché mi diverto, perché no? Niente stranieri e sconosciuti, ho la mia clientela fissa da 50 anni. Sono nata come Mario da una famiglia contadina in Toscana. Ho un diploma da ragioniere, ma volevo guadagnare in fretta e divertirmi. Lavoravo all' Automobile Club Savona per 60 mila lire al mese. Quando capii che quei soldi potevo farli in un giorno prostituendomi, non ci pensai due volte».

 

GENOVA - PROSTITUTE TRA I VICOLI

Mentre parliamo arriva un cliente, ma Rossella lo invita a ripassare: «Giunsi a Genova il 31 dicembre 1964. Ero stata in vacanza a Cannes, avevo finito i soldi e contavo su alcuni amici in vico delle Cavigliere. Era pieno di prostitute, marinai americani e malavita, si faceva tarda notte in locali e ristoranti chiassosi ed allegri. Non avevo seno, me lo imbottivo con fogli di giornale. Ero felice, per la prima volta non mi nascondevo».

 

Ricorda divertita le infinite retate della polizia perché all' epoca vigeva il reato di "mascheramento politico": se ti beccavano con abiti da donna finivi in guardina. Poi gli anni '70 portarono l' eroina e gli anni '80 l' Aids. «È stata una strage - spiega-, morirono due terzi delle mie colleghe trans. E in seguito l' immigrazione selvaggia complicò l'esistenza a noi e ai clienti con una microcriminalità aggressiva». Rossella sottolinea: «Il passaggio dalla lira all' euro è stato una rovina. Tra il 1980 e il 2000 avevo 30 clienti al giorno, potevo fare un milione di lire.

GENOVA - PROSTITUTE TRA I VICOLI

 

In questo letto sono passati imprenditori,politici, calciatori, molti preti. Arrivavano qui con l'abito talare e tante perversioni. Non ho mai avuto padroni né amanti, la mia libertà davanti a tutto e a tutti. Non mi sono mai venduta, mi sono sempre e solo affittata».

 

E quando le chiedo dei prezzi, non esita: «L' euro li ha livellati e li tiene invariati da 20 anni. Dipende dai minuti dell' incontro: 30, 50 o 100 euro. Ma se mi capita un bel 25enne, allora ci si diverte e basta. Niente soldi, niente orologio».

 

Mi racconta come la pandemia abbia complicato, ma non fermato la prostituzione: «Prima facevo 300-500 euro al giorno, il virus li ha dimezzati. Molte prostitute si sono convertite agli incontri hard nelle chat erotiche. Durante il lockdown si poteva comunque andare a trovare amici e parenti. Quindi... C'è chi mi dice che ho l' età per chiudere bottega e dedicarmi alle mie passioni, la cucina e il giardinaggio. Non ci casco. Voglio continuare a divertirmi, viaggiare, abitare nel mio attico da 150mq e farmi regali preziosi... Per morire da povera c' è sempre tempo, l' importante è vivere da ricca». Già, Rossella, ma lei non paga le tasse... «È vero - ammette -. Disposta a farlo, ma in cambio di tutele, come la pensione. Abbiamo chiesto una regolamentazione, non è mai arrivata. Quindi viva la libertà».

Ultimi Dagoreport

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...