shmuel peleg nonno di eitan

“NON SONO UN RAPITORE” - SHMUEL PELEG, IL 58ENNE NONNO DI EITAN, AVEVA UN PIANO PER RIPORTARE IL PICCOLO IN ISRAELE: IL GIORNO PRIMA AVEVA FATTO PARTIRE LA MOGLIE E IL GIORNO DOPO SI È PRESENTATO NELLA CASA DOVE IL PICCOLO ABITAVA CON GLI ZII PATERNI UFFICIALMENTE PER “ANDARE A COMPRARE DEI GIOCATTOLI”- E INVECE HA DIRETTO LA MACCHINA VERSO LUGANO E DA LÌ SI È IMBARCATO SU UN JET PRIVATO: COSTO DELL’OPERAZIONE 9MILA EURO. NULLA RISPETTO AI 130MILA EURO RACCOLTI DAL NONNO CON UNA RACCOLTA FONDI…

Giuseppe Guastella per il "Corriere della Sera"

 

eitan

La decisone l'ha presa perché secondo lui Eitan era in pessime «condizioni mentali e fisiche». In quel preciso momento Shmuel Peleg ha diretto l'auto verso la Svizzera per imbarcarsi a Lugano su un volo charter privato per Tel Aviv con il nipotino di sei anni che aveva prelevato in casa della zia paterna in uno dei consueti incontri autorizzati dal giudice tutelare di Pavia. Lo racconta lui stesso ai suoi legali in Italia, ma saranno le indagini per sequestro di persona della Procura di Pavia guidata da Mario Venditti a stabilire se si trattava di un piano organizzato da tempo oppure imbastito all'ultimo minuto, in una vicenda che vede contrapposti i familiari che si contendono l'affidamento dell'unico superstite della tragedia della funivia del Mottarone che il 23 maggio costò la vita a 14 persone, tra le quali c'erano i genitori, il fratellino e i bisnonni di Eitan Biran.

 

il piccolo eitan

Dal giorno successivo alla sciagura, Shmuel Peleg, 58 anni, si è praticamente trasferito in albergo in Italia. Arrivato per la triste incombenza del riconoscimento dei corpi dei suoi familiari deceduti, era stato raggiunto dalla moglie separata Ester che poi è tornata in patria. Ex militare dell'esercito israeliano, dopo la pensione è diventato consulente di una azienda elettronica. C'è chi dice che abbia avuto rapporti con i servizi segreti, ma la notizia non trova conferme da parte dei suoi legali, gli avvocati Sara Cazzaniga, Paolo Polizzi e Paolo Sevesi.

 

la famiglia di eitan 5

Alle 11.30 di sabato mattina, Peleg ha bussato alla porta della zia paterna di Eitan, in provincia di Pavia, per prelevare il bambino per uno degli incontri che dovrebbero aiutarlo ad avere una vita per quanto possibile normale, circondato dall'affetto di tutti i parenti che gli sono rimasti. «Ti porto a comperare tanti giocattoli» lo ha sentito dire Aya Biran mentre caricava sulla macchina a noleggio la carrozzina e il girello con cui Eitan è costretto a muoversi per i postumi delle fratture riportate nello schianto della cabina della funivia in cui si è salvato miracolosamente grazie al padre Amit che gli ha fatto scudo con il proprio corpo

 

la famiglia di eitan 2

Già subito dopo l'incidente i rapporti tra i due rami della famiglia si erano guastati. Da un lato sorella e cognato di Amit Biran, che vivono a Travacò Siccomario (Pavia) e vogliono che il bambino, che oggi sarebbe andato in prima elementare, continui a crescere nel Paese in cui il padre era venuto con la moglie per studiare medicina e ha trovato lavoro. Dall'altro i nonni materni e Gal, sorella di Tal Peleg, madre di Eitan, secondo i quali il piccolo dovrebbe trasferirsi con loro in Israele come, dicono, avrebbero voluto fare i suoi genitori.

la famiglia di eitan 3

 

Questo scontro ha innescato una furiosa battaglia legale con la zia paterna Aya nominata tutrice a tutti gli effetti dal Tribunale per i minori di Torino, secondo i suoi avvocati, ma che per quelli dei nonni materni sarebbe stata investita temporaneamente del ruolo solo per le prime cura da prestare al bambino in ospedale, decisione alla quale si sono opposti e che sarà esaminata il 22 ottobre. Ricorsi, contro ricorsi, cavilli e recriminazioni, specialmente da parte del 58enne Peleg che contesta con gli avvocati la regolarità dell'intero procedimento. Tutti giurano sdegnati di non aver interesse per i risarcimenti corposi che potrebbero arrivare da un processo sulla strage del Mottarone e per le tante donazioni che il bambino riceve da tutto il mondo.

 

la famiglia di eitan 1

Questi pensieri si devono essere rincorsi nella mente di Peleg mentre guidava con accanto il nipotino facendogli prendere la strada per la Svizzera. Ai suoi legali, ha detto che Eitan gli chiedeva insistentemente di tornare e quando lo avrebbe portato in Israele. Sarebbe stato questo a spingerlo alla decisione di tornare in patria per far sottoporre il piccolo a controlli fisici e psichici. È chiaro che non si fida di quelli che vengono fatti in Italia. Shmuel Peleg era in possesso del passaporto israeliano di Eitan che, nato in Israele, ha anche la cittadinanza italiana.

la famiglia di eitan 4

 

«Non sono un rapitore», proclama da Tel Aviv. Non avrebbe commesso violazioni perché non gli sarebbe mai stato notificato alcun divieto di espatrio che riguardasse il bambino, secondo i suoi avvocati che avevano fatto ricorso anche contro la decisione del giudice di Pavia di invitarlo a riconsegnare il passaporto del nipote entro il 30 agosto, cosa che evidentemente non ha mai fatto.

 

Ultima foto con Eitan

Le cose stanno all'opposto per i legali della parte familiare avversa, i quali affermano che nei mesi scorsi il Tribunale di Pavia non solo ha confermato la nomina della zia paterna, ma ha anche stabilito che Eitan non potesse lasciare l'Italia se non «accompagnato dalla tutrice» o con la sua autorizzazione con un provvedimento trasmesso a Questura e Prefettura di Pavia per «essere inserito nelle banche dati delle forze dell'ordine» che controllano le uscite dal territorio italiano. E allora come è stato possibile che il nonno abbia portato Eitan in Israele? «O ha eluso il sistema dei controlli, oppure ha potuto contare su un qualche supporto», commenta l'avvocato Armando Simbari, che assiste la zia paterna.

La famiglia di EitanLA FAMIGLIA DISTRUTTA SULLA FUNIVIAzia paterna eitanLA ZIA DI EITAN

 

 

striscioni per eitaneitan unico sopravvissuto del mottaronetal peleg amit biran e i figli tom e eitani genitori di eitan

 

Ultimi Dagoreport

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…