alessandro nasta amerigo vespucci

“NON VOGLIO UN COLPEVOLE A OGNI COSTO, VORREI SOLO CHE MI DICESSERO: SÌ, GLI IMPUTATI SONO RESPONSABILI OPPURE NO”– LA RICERCA DELLA VERITA' DI MARISA TORALDO, LA MADRE DI ALESSANDRO NASTA, SOTTUFFICIALE DELLA MARINA MORTO NEL 2012 MENTRE ERA IN SERVIZIO SULL'AMERIGO VESPUCCI – IL NOCCHIERE È CADUTO DA 15 METRI MENTRE CHIUDEVA LE VELE - GLI IMPUTATI PER OMICIDIO COLPOSO SONO L'ALLORA COMANDANTE DELLA "VESPUCCI", DOMENICO LA FAIA, E TRE CAPI DI STATO MAGGIORE DELLA MARINA...

Giusi Fasano per il “Corriere della Sera”

 

i genitori di alessandro nasta 1

«Mio figlio è morto dieci anni fa. Le sembra normale che a dieci anni dai fatti e a cinque dall'inizio del processo non siamo arrivati nemmeno a una sentenza di primo grado? Io non ne sapevo niente della giustizia prima che Alessandro morisse, adesso so che finire nell'aula di un tribunale è un po' come giocare al Lotto. Ti devi affidare alla fortuna. E noi finora non siamo stati fortunati». 

 

Marisa Toraldo è «la mamma di Ale» e da dieci anni a questa parte è come se fare «la mamma di Ale» fosse il suo mestiere. Una specie di lavoro «arrivare alla verità e andare un giorno sulla tomba di mio figlio a dirgli che ha avuto giustizia e può finalmente riposare in pace». Alessandro Nasta, suo figlio, morì a 29 anni il 24 maggio del 2012 mentre era in servizio sull'Amerigo Vespucci, nave scuola e veliero più vecchio della marina militare. 

 

ALESSANDRO NASTA

Lui era un sottufficiale - nocchiere di terza classe - e quel giorno la Vespucci navigava 40 miglia a Nord di Civitavecchia. Alessandro, nato a cresciuto Brindisi, aveva cominciato a lavorare alle quattro del mattino e quand'era quasi ora di smontare chiesero a lui e alla sua squadra di affiancare quella di turno sull'albero maestro per chiudere le vele. La richiesta, dicono alcuni suoi compagni, era su base volontaria. 

 

L'albero maestro è il più alto, 54 metri. Lui salì, fece quello che doveva fare e cominciò a scendere nel modo in cui aveva sempre fatto e come voleva la tradizione marinaresca, cioè senza imbragature anti-caduta. E questo nonostante fossero in vigore ormai da due anni (per i militari come per i civili) le norme stabilite dal Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. A essere più precisi: lui era imbragato, sì, ma dalla cosiddetta «cintura di posizionamento», che veniva ancorata alla struttura (con un moschettone a vite) soltanto per il tempo in cui era necessario usare entrambe le mani. 

 

ALESSANDRO NASTA

Non per salire e per scendere. Quella mattina il nocchiere finì le operazioni di chiusura delle vele e scese fino alla coffa, una sorta di piattaforma a 15 metri di altezza. Il collega che scendeva dopo di lui sentì una «forte vibrazione», guardò in basso e lo vide cadere; né un lamento, né un urlo né il tentativo di aggrapparsi a qualcosa. Una marionetta senza fili. Morì sull'elicottero che lo portava in ospedale. 

 

ALESSANDRO NASTA

Da quel giorno in poi sua madre ha studiato tutto su norme di sicurezza e corsi di formazione che i marinai erano e sono tenuti a seguire, ha scovato in Rete filmati sugli uomini della Vespucci in azione prima e dopo la morte del figlio, ha imparato programmi informatici per trattare video che ora sono agli atti... Dopo il caso Nasta la Marina ha adottato, in sostanza, misure anti-caduta che potevano salvarlo se fossero state applicate quel 24 maggio 2012. E questo indipendentemente dal motivo della caduta. 

 

amerigo vespucci 1

«Io cerco di onorare la memoria di mio figlio», dice sua madre. «Non voglio un colpevole a ogni costo, vorrei solo che mi dicessero: sì, gli imputati sono responsabili oppure no, le responsabilità sono altrove. Basta che lo facciano, il tempo è diventato stretto». Gli imputati sono l'allora comandante della Vespucci, Domenico La Faia, e tre Capi di Stato Maggiore che erano ai vertici della Marina: gli ammiragli Giuseppe De Giorgi, Bruno Branciforte e Luigi Binelli Mantelli. Dalla prima udienza a oggi il processo è passato di mano quattro volte. Il quarto giudice l'altro 

 

amerigo vespucci 2

giorno ha ammesso nuove prove e si è riservato di decidere (il 9 giugno) se rifare daccapo l'attività processuale. E quando la madre di Alessandro dice che «il tempo è stretto» parla della possibilità, non più tanto remota, della prescrizione. La sua avvocata, Alessandra Guarini, lo dice con parole giuridiche: «Il reato di cui parliamo è omicidio colposo, aggravato dalle violazioni delle norme antinfortunistiche. I termini della prescrizione in questo caso raddoppiano, quindi sono 17 anni e mezzo. Ma se pensa che siamo già al decimo senza neanche la prima sentenza...».

i genitori di alessandro nasta 2

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…