direttiva copyright 2

“È UNA NORMA SCRITTA A FAVORE DI QUALCUNO (I GRANDI EDITORI) E CONTRO QUALCUN ALTRO (GOOGLE, FACEBOOK E APPLE)” – L’AVVOCATO MARCO SCIALDONE STRONCA LO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO CON CUI L'ITALIA RECEPIRÀ LA DIRETTIVA SUL COPYRIGHT: “LA LEGGE ITALIANA VA MOLTO OLTRE RISPETTO ALLA DIRETTIVA EUROPEA. DIVENTIAMO UNA ENCLAVE, PER CUI UN GRANDE EDITORE INTERNAZIONALE SI TROVERÀ DAVANTI DUE SISTEMI MOLTO DIVERSI IN ITALIA E IN GERMANIA. L’OPPOSTO DI QUANTO PREVISTO DALL’UE...”

Giorgio Rutelli per www.formiche.net

MARCO SCIALDONE

 

Il Consiglio dei ministri ha appena dato il via libera allo schema di decreto legislativo che dovrà recepire in Italia la Direttiva Copyright, approvata oltre due anni fa. L’Unione europea ha appena aperto una procedura d’infrazione contro il nostro Paese (e un’altra ventina) per il ritardo nell’adozione del testo, che punta ad armonizzare il mercato digitale unico dell’Ue.

 

Il dettaglio, come già emerso nell’intervista di Formiche.net al professor Giuseppe Colangelo, è che la norma armonizza ben poco: stravolge sia la direttiva che la legge delega.

 

Invece di un diritto degli editori a negoziare con le grandi piattaforme un compenso per la distribuzione dei loro contenuti, introduce un obbligo; in caso di disaccordo tra le parti dovrà intervenire l’AgCom, stabilendo un equo compenso, procedura non prevista dalla direttiva; se neanche dopo l’intervento dell’authority le parti ottemperano, entra in gioco il giudice ordinario.

direttiva copyright

 

Secondo l’avvocato Marco Scialdone, docente di Diritto e Gestione dei contenuti e servizi digitali all’Università Europea di Roma, disattende anche il parere del Comitato consultivo permanente italiano per i diritti d’autore, istituito presso il Ministero della Cultura, di cui fa parte.

 

Ci spieghi meglio.

 

copyright

Ci era stata sottoposta una norma completamente diversa da quella approvata oggi, quindi mi chiedo come mai sia stato fornito al Comitato (che è organo consultivo tecnico e ha espresso un parere formale) un testo che non si aveva alcuna intenzione di portare avanti in quella formulazione.  È molto singolare che non ci sia stato alcun dibattito né supervisione tecnica. Soprattutto perché è un unicum in Europa e ha davvero poco a che fare con il testo della direttiva.

 

Ora il testo andrà al Parlamento. In quella sede si potrà cambiare qualcosa?

 

Dubito, a meno che non ci siano le autorità europee a manifestare dubbi (eufemismo) davanti a un testo che non rispetta quello della direttiva. In mancanza di un intervento da Bruxelles, la maggioranza mi pare orientata a non discutere quello che arriva dal governo, salvo alcune battaglie legate all’identità dei partiti.

direttiva copyright 3

 

Quando lo schema di decreto legislativo che doveva introdurre le modifiche al Codice Privacy – per armonizzarlo con il  GDPR – arrivò alle commissioni parlamentari, ci furono dei correttivi, ma erano concordati con il governo. Oggi non mi pare che il clima sia quello.

 

Siamo la patria del contenzioso, una norma simile sarà impugnata subito.

 

MARCO SCIALDONE

Il rischio è che vengano coinvolte sia la Corte costituzionale, per l’eccesso di delega, sia la Corte di Giustizia dell’Unione europea, per violazione del diritto comunitario. È difficile non riscontrare un caso di gold plating, un eccesso di regolazione rispetto a quanto deciso a Bruxelles, una pratica che l’Italia si è impegnata a contrastare, anche nel Pnrr.

 

Se le parti non ottemperano alla decisione dell’AgCom e non stipulano il contratto, si va al giudice ordinario, sezione impresa.

 

direttiva copyright

Il testo lo precisa perché altrimenti si dovrebbe ricorrere al Tar essendo un provvedimento di un’autorità amministrativa. Invece come nel caso dei provvedimenti del Garante Privacy, la competenza è del tribunale civile. Naturalmente, nelle more del giudizio, si potranno esperire i procedimenti cautelari e inibitori per impedire la riproduzione dei contenuti sulle piattaforme.

 

Però un intervento del Tar non è escluso.

 

direttiva copyright 2

Già, perché l’AgCom nei prossimi mesi dovrà pubblicare un regolamento in cui precisa i criteri con cui determina l’equità del compenso. E immagino che ci saranno molti player che non si sentiranno tutelati visto che si parla di “storicità, posizionamento nel mercato”, concetti molto vaghi e che favoriscono gli editori già consolidati. Ci potrebbe essere qualcuno disposto ad impugnare il regolamento al Tribunale amministrativo per farne dichiarare eventuali vizi.

 

Un campo minato, insomma. Con quale obiettivo?

 

copyright

Leggendo lo schema di decreto si capisce che non è una norma che punta a un’applicazione generale ma scritta a favore di qualcuno (i grandi editori) e contro qualcun altro (Google, Facebook e Apple, in sostanza).

 

La battaglia viene da lontano.

 

Da quando nel 2014 la Spagna impose a Google di pagare gli editori per poter indicizzare i link di notizie e il gigante californiano chiuse il servizio News. Da allora, i gruppi di media tradizionali cercano un modo per costringere le Big Tech a rispettare le loro richieste, partendo da una posizione di forza: se in un singolo paese si può interrompere un servizio, non conviene farlo in 27, a meno di perdere il pregiato mercato europeo.

 

Solo che la legge italiana spacca il fronte, andando molto oltre rispetto alla direttiva, alle leggi già adottate (come quella francese) e alle bozze che ho potuto leggere (Germania, Belgio, Lussemburgo). Diventiamo una enclave, per cui un grande editore internazionale si troverà davanti due sistemi molto diversi in Italia e in Germania. L’opposto di quanto previsto dall’Unione europea con questa direttiva che mirava a favorire il mercato unico digitale.

riforma ue copyright online

 

Ma simile a quanto congegnato in Australia.

 

Sì, abbiamo introdotto a forza un pezzo del modello australiano ignorando i principi sottostanti: lì si parla di rapporti economici tra contraenti che hanno un diverso peso negoziale. Qui si parla, anzi non si sta più parlando, di diritto d’autore.

Ultimi Dagoreport

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...

fabrizio corona bloom media house

FLASH – COME HA FATTO UNA SCONOSCIUTA CASA DI PRODUZIONE MILANESE COME “BLOOM MEDIA HOUSE” A PRODURRE “IO SONO NOTIZIA”, LA DOCU-SERIE SU FABRIZIO CORONA? 800MILA EURO SONO ARRIVATI DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI VIA TAX CREDIT, MA L'ALTRO MILIONE E 700MILA? GUIDATA DA MARCO CHIAPPA E ALESSANDRO CASATI, “BLOOM” MEDIA FINORA AVEVA PRODOTTO SOLO SPOT E UNA MANCIATA DI DOCUMENTARI “SOCIALI” IMPEGNATI TRA DROGA, FOTOGRAFIA E DISAGIO PSICHICO. COME HA OTTENUTO IL CONTRATTONE PER LA SERIE SUL PREGIUDICATO EX “RE DEI PAPARAZZI”? A PROPOSITO, DOVE SONO LE NUOVE SCOTTANTI “VERITÀ” CHE “FURBIZIO” AVEVA MINACCIATO DI RIVELARE? IL 29 DICEMBRE AVEVA PROMESSO: "CI VEDIAMO A GENNAIO". QUALCUNO HA SUE NOTIZIE?

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI FINIRA' COME GIANFRANCO FINI, CON IL SUO “CHE FAI MI CACCI"? SEMBRA CHE IL GENERALE PUNTI A FORZARE LA MANO A SALVINI FINO A FARSI ESPELLERE - IL VICESEGRETARIO DELLA LEGA, IN QUOTA X MAS, NEI PROSSIMI GIORNI (FORSE GIÀ DOMANI) INCONTRERÀ IL SUO SEGRETARIO PER UN CHIARIMENTO DOPO GLI SCAZZI DELLE ULTIME SETTIMANE. CHE FARÀ L'EX TRUCE DEL PAPEETE? CACCERÀ IL MILITARE SCRIBA DEL “MONDO AL CONTRARIO”? SICURAMENTE CI SARÀ UNA "RESA DEI CONTI" - IL BAROMETRO DEL "VAFFA" DA' AL 50% L'IPOTESI DI UN ADDIO...

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…