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“SUL PACCHETTO DI SIGARETTE C’È LA FOTO DI MIA MOGLIE MORTA” – CHOC PER UN 50ENNE DI MISANO CHE HA CHIESTO UN RISARCIMENTO DI 100 MILIONI DI EURO A UNA MULTINAZIONALE DEL TABACCO PER AVER MESSO SUI PACCHETTI UN’IMMAGINE DELLA COMPAGNA DEFUNTA: LA FOTO DELLA SIGNORA SUL LETTO DI MORTE, INTUBATA E CON LA TESTA FASCIATA, E' STATA SCATTATA IN...

Alessandra Nanni per “il Giorno”

 

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La foto della moglie morta sul pacchetto di sigarette. Un' immagine scattata non si sa come né quando, mentre era ricoverata in ospedale e ormai prossima a morire. Ma è quello che ha visto l' uomo quando è entrato dal tabaccaio per uscirne sotto choc. Quell' immagine, riportata da molte marche, è ora oggetto di una causa che il marito sta intentando contro una multinazionale del tabacco, a cui chiede un risarcimento di 100 milioni di euro.

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UNA storia che ha dell' incredibile, quella che vede protagonista un 50enne di Misano. L' uomo, alla fine dell' anno scorso, entra in tabaccheria per acquistare le sigarette e gli viene allungato un pacco con una delle tante immagini 'forti' che dovrebbero servire da deterrente.

 

Ma quando lui si sofferma a guardare l' immagine impressa sul pacchetto, quasi gli prende un colpo. Quella è sua moglie sul letto di morte, intubata e con la testa fasciata. Una tragedia, tra l' altro, che non ha nulla a che vedere con il fumo e che si è consumata nel novembre del 2017.

 

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Gli sembra pazzesco, guarda e riguarda quella fotografia straziante e non si capacita: la sofferenza di sua moglie in bella vista per la guerra contro le sigarette. Torna a casa scovolto, chiedendosi come è arrivata fin lì quella foto. Ma poco dopo al dolore subentra una rabbia incontrollabile. Deve fare qualcosa, ma da solo è impossibile. Così si rivolge all' avvocato, Guglielmo Guerra, deciso a dare battaglia a chi ha sbattuto la morte di sua moglie su un pacchetto di sigarette.

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È COME Davide contro Golia, ma non è la prima volta che il più piccolo la vince. Il legale si muove subito e invia una lettera al colosso del tabacco che utilizza la foto-choc su un bel po' di marche.

 

Nella comunicazione l' avvocato Guerra sottolinea che «quella pubblicazione non è mai stata autorizzata e che prima di pubblicizzare l' immagine l' operatore deve verificare se ci sia o meno il consenso della parte interessata, e che nel caso di specie verosimilmente nessun controllo è stato effettuato». E ovviamente minaccia un' azione legale, invitando la parte chiamata in causa a dare al più presto una spiegazione. Passa un po' di tempo, e finalmente il gigante si fa vivo.

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LA RISPOSTA è secca e non lascia spazio a trattative: «Le segnaliamo che le informazioni, così come le immagini che appaiono sui pacchetti di prodotti del tabacco, sono tassativamente indicate e incluse negli elenchi stabiliti dalla normativa europea e dalla legislazione nazionale. In buona sostanza, la società utilizza solo diciture e immagini stabilite dalle predette normative e inserite negli appositi archivi ufficiali, strutturati per consentire alle società produttrici l' apposizione delle avvertenze di legge sulle confezioni.

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Non c' è peraltro alcuna discrezionalità nella scelta delle immagini da parte degli operatori del settore che sono obbligati a usare le immagini (che normalmente sono 14 per anno)». Se vogliono protestare, concludono senza tanti complimenti, «le suggeriamo di contattare il competente dipartimento della Commissione europea o il ministero della Salute». L' avvocato è deciso a raccogliere la sfida, impossibile prevedere se a vincere sarà Davide o Golia.

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