ospedale borgo trento verona

“I PRODOTTI DI IGIENE SONO SOTTO GLI STANDARD MINIMI DELL’OMS” – LA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE REGIONALE SUL BATTERIO KILLER INCHIODA I VERTICI DELL’OSPEDALE BORGO TRENTO, A VERONA: TRA IL 2017 E IL 2020 CI SONO STATI 91 SOGGETTI POSITIVI E 4 NEONATI MORTI. NEI PRIMI 5 MESI DEL 2020 IL 33,6% DEI BAMBINI ERA STATO COLPITO DAL BATTERIO. CHE IN ALCUNI MOMENTI AVEVA RAGGIUNTO IL 75% DEI RICOVERATI…

 

 

1 – ERA ANNIDATO IN UN RUBINETTO DELL’OSPEDALE DI VERONA IL BATTERIO KILLER CHE HA UCCISO QUATTRO NEONATI -  DALLA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE REGIONALE EMERGE CHE IL CITROBACTER E’ STATO PORTATO DA FUORI – OGGI RIAPRE IL PUNTO NASCITE. FRA IL 30 SETTEMBRE E I PRIMI GIORNI DI OTTOBRE RIAPRIRANNO LE TERAPIE INTENSIVE NEONATALE E PEDIATRICA…

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/tutta-colpa-mancanza-igiene-era-annidato-rubinetto-246023.htm

 

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2 – VERONA, BATTERIO KILLER NEI BIBERON E NEI RUBINETTI. ECCO LA RELAZIONE DEGLI ISPETTORI

Giusi Fasano per www.corriere.it

 

ospedale borgo trento verona

Fra il 1 aprile del 2017 e il 1 luglio del 2020, «sono stati identificati 91 soggetti positivi per Citrobacter koseri» e di questi «complessivamente 9 pazienti hanno sviluppato una patologia invasiva» e 4 sono morti. Se si va indietro fino al 2015 i numeri dei bambini infettati dal batterio salgono a 100: 98 fra la terapia intensiva neonatale e quella pediatrica e altri due in Pediatria.

 

Sono i dati della Commissione ispettiva voluta dal governatore del Veneto Luca Zaia sulla situazione medico-sanitaria all’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento, a Verona.

citrobacter 1

 

Le carte

La Commissione ha appena depositato la sua relazione: 52 pagine che descrivono sottovalutazioni, scarsa cura per l’igiene, per esempio non rispetto dei protocolli sulla sterilizzazione delle mani de personale medico-infermieristico ma anche di genitori presenti nei reparti sotto accusa. Si parla del batterio sui filtri rompigetto dei rubinetti (quindi nell’acqua) e sui biberon (sia sulla superficie esterna sia su quella interna).

 

Si descrive la mancanza di comunicazioni con gli enti istituzionali che avrebbero dovuto sapere dell’epidemia in corso. Dalla documentazione che la Commissione ha raccolto e analizzato risulta che dopo l’interruzione dei controlli per via del Covid, «la ripresa dello screening dimostra come persista una elevata circolazione del batterio tra i neonati ricoverati in Terapia intensiva neonatale.

 

RELAZIONE SUL BATTERIO KILLER ALL'OSPEDALE BORGO TRENTO DI VERONA

Nei primi 5 mesi del 2020 sono stati interessati il 33,6% dei neonati e, in alcuni momenti, come riportato dai verbali, il coinvolgimento ha riguardato il 75% dei soggetti ricoverati». Altro passaggio: «Esiste l’evidenza di una mancanza di comunicazione degli eventi a Regione veneto e Azienda Zero (la centrale amministrativa della sanità veneta)» contrariamente a quanto «stabilito dalle direttive regionali e Nazionali».

tende per il triage all'ospedale di borgo trento

 

Nessuno ha fatto uscire dall’ospedale le informazioni «sugli eventi epidemici». Niente «fino alla mail del Risk Manager del 22 giugno. Si sottolinea come tale comunicazione sia successiva alla costituzione della presente Commissione».

 

citrobacter 2

«Prodotti di igiene sotto gli standard»

Non è invece «noto quali informazioni e quale modalità di comunicazione siano state effettuate verso i familiari dei neonati coinvolti». Ancora: «Nella Terapia Intensiva neonatale e Pediatrica i prodotti a uso di soluzione alcolica è stato sotto gli standard minimi Oms», standard da considerare «non sufficienti data la tipologia di pazienti gestiti».

verona punto nascite

 

I Commissari ipotizzano la trasmissione del citrobacter anche attraverso l’utilizzo dell’«acqua di rete». Spiegano che «per le cure igieniche del bambino, è previsto l’impiego di acqua prelavata dal rubinetto dotato di filtro antibatterico, ma dall’analisi dei verbali risulta che i filtri antibatterici siano stati posizionati solo a luglio del 2020». Un insieme di sottovalutazioni tali che la relazione si chiude con parole su «una sostanziale carenza di cultura infettivologica».

ospedale di borgo trento verona 2

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