proteste e arresti in russia contro la chiamata alle armi di putin

“PUTIN, IN TRINCEA VACCI TU” – INCIDENTI E OLTRE MILLE PERSONE ARRESTATE DURANTE LE MANIFESTAZIONI DI PIAZZA CONTRO LA CHIAMATA ALLE ARMI DI “MAD VLAD” – CHI MANIFESTA RISCHIA 15 ANNI DI CARCERE, PANICO TRA I GIOVANI. UNA DELLE VOCI PIÙ RICERCATE SU GOOGLE E' "COME ROMPERSI UN BRACCIO" – FUGA DI MASSA DALLA RUSSIA: ESAURITI I BIGLIETTI AEREI, I BENESTANTI SPENDONO 14MILA EURO PER SCAPPARE A DUBAI, LUNGHE CODE AL CONFINE CON LA FINLANDIA. IL PROBLEMA E' CHE MANCA UN "LENIN" IN GRADO DI CATALIZZARE LA PROTESTA... - VIDEO

 

 

 

GIOVANNI PIGNI per la Stampa

 

PROTESTE E ARRESTI IN RUSSIA CONTRO LA CHIAMATA ALLE ARMI DI PUTIN

«Abbracciami se anche tu hai paura», si leggeva su un cartello di protesta esibito da una ragazza nella città siberiana di Tomsk, poco prima che la polizia la portasse via. Era la paura, appunto, a dominare lo stato d'animo di milioni di russi, il giorno in cui il presidente Vladimir Putin ha annunciato la mobilitazione parziale nel Paese. In centinaia sono usciti ieri nelle strade e nelle piazze di tutta la Russia per protestare contro la chiamata alle armi di Putin, disposto a tutto pur di prevalere nel conflitto in Ucraina. I manifestanti portavano cartelli con le scritte «no alla mobilitazione», «no alla guerra», «vita ai nostri figli».

PROTESTE E ARRESTI IN RUSSIA CONTRO LA CHIAMATA ALLE ARMI DI PUTIN 2

 

A coordinare le proteste il movimento di opposizione Vesna, che già a febbraio aveva organizzato le prime manifestazioni contro «l'operazione militare speciale». «Putin ha passato il limite. Si sta giocando l'intera Russia e le vite di tutti i suoi cittadini», hanno scritto i membri del movimento sul loro canale Telegram, esortando i russi a scendere in piazza. «Migliaia di uomini russi - i nostri padri, fratelli e mariti verranno buttati nella carneficina della guerra. Per cosa moriranno? Per cosa le loro madri e sorelle verseranno lacrime? Per il palazzo di Putin?», continuava il post.

 

Come a febbraio, le proteste di ieri sono state brutalmente represse dalla polizia, con circa un migliaio di fermi in tutto il Paese. E come a febbraio, ai manifestanti mancava un leader di riferimento.

 

PROTESTE IN RUSSIA CONTRO LA CHIAMATA ALLE ARMI DI PUTIN 5

«All'opposizione manca un rivoluzionario, qualcuno che catalizzi il sentimento di protesta. La Russia non ha il suo Lenin», diceva il giorno prima Vasily, uno studente di Storia dell'Università di San Pietroburgo, anche lui preoccupato per la mobilitazione imminente. L'ultimo a pretendere a quel ruolo di leadership è stato Aleksey Navalny, l'oppositore che ora sta scontando una condanna di nove anni in una colonia di regime severo. Nonostante il suo movimento sia stato smantellato, Navalny continua a far sentire la sua voce. «Putin vuole sporcare di sangue centinaia di migliaia di persone», ha detto ieri l'oppositore, commentando la notizia della mobilitazione.

 

«L'entità di questo crimine e il numero delle persone coinvolte è in aumento, e questo viene fatto esclusivamente per garantire che una persona preservi il suo potere personale», ha proseguito. Il suo braccio destro Ivan Zhdanov, ora in esilio, ha chiamato i russi a protestare in ogni modo possibile, incluso appiccando fuoco agli uffici di arruolamento. Come dichiarato dalle autorità, la mobilitazione parziale prevede la chiamata alle armi di circa 300 mila riservisti che ora potrebbero essere inviati al fronte in Ucraina.

 

PROTESTE E ARRESTI IN RUSSIA CONTRO LA CHIAMATA ALLE ARMI DI PUTIN 45

Tuttavia, come fatto notare l'avvocato e attivista per i diritti umani Pavel Chikov, il numero dei mobilitati potrebbe ben presto crescere, data la vaghezza del decreto legge. «Di fatto sarà il Ministero della Difesa della Federazione Russa a decidere chi, da dove e in che numero inviare in guerra», ha scritto Chikov sul suo canale Telegram. Una cosa è sicura: i giorni in cui il conflitto in Ucraina era per i russi solo "un'operazione speciale", un affare distante riguardante solo un numero limitato di militari professionisti e volontari, sono giunti al termine.

Ora la tragedia potrebbe toccare ogni famiglia, e per il russo qualunque sarà sempre più difficile restare indifferente.

 

A poche ore dall'annuncio di Putin, erano già in molti i cittadini ad aver ricevuto l'avviso di mobilitazione. Una volta in mano il documento, non presentarsi all'ufficio di arruolamento comporta la responsabilità penale. Intanto è iniziato un nuovo esodo di uomini in età di leva, simile a quello visto a febbraio, subito dopo l'inizio dell'"operazione speciale". I prezzi dei biglietti aerei avevano incominciato ad aumentare sin dalla sera di martedì, dopo l'annuncio dell'imminente discorso di Putin.

 

PROTESTE IN RUSSIA CONTRO LA CHIAMATA ALLE ARMI DI PUTIN 46

Turchia, Armenia, Azerbaijan le destinazioni più prese d'assalto: i biglietti per i voli di ieri si sono esauriti in poche ore, quelli per i giorni successivi sono schizzati alle stelle. Anche via terra, non sono rimaste molte vie di fuga: i Paesi baltici hanno da poco chiuso le frontiere ai cittadini russi non residenti. La Georgia, che aveva accolto la prima ondata di dissidenti in fuga dopo il 24 febbraio, ha recentemente iniziato a respingere i russi alla frontiera. Resta la Finlandia, che per ora ha i confini aperti. «Cercherò di raggiungere la Bielorussia in macchina», dice Dmitry, 34 anni, un agente immobiliare di San Pietroburgo. Per ora non rientra nelle categorie dei mobilitati ma non ha intenzione di aspettare un eventuale allargamento dei criteri, scenario che molti ritengono più che probabile. Suo fratello minore, Artem, un ufficiale in riserva, è quello più a rischio: potrebbe ricevere l'avviso di mobilitazione da un momento all'altro. I suoi amici, trasferitisi a Dubai subito dopo l'inizio del conflitto, stanno organizzando una colletta per comprargli un biglietto aereo e permettergli di raggiungerli. Dmitry e Artem hanno parenti ucraini e non hanno nessuna intenzione di andare a combattere. «Andrà sempre peggio. Vogliono costringerci a uccidere i nostri fratelli», si sfoga sconsolato Dmitry.

PROTESTE IN RUSSIA CONTRO LA CHIAMATA ALLE ARMI DI PUTIN

 

 

IL RICHIAMO DELLE SPIAGGE SICURE DI DUBAI 

Estratto dell'articolo di MAURO EVANGELISTI per il Messaggero

CITTADINI RUSSI IN FUGA ALLA FRONTIERA CON LA FINLANDIA

 

 

La patria ha bisogno di te, ma il richiamo delle spiagge sicure di Dubai è molto più convincente di quello delle trincee fangose e pericolose di Kherson e del Donetsk. Un volo di solo andata per gli Emirati Arabi da Mosca ieri costava anche più di 5.000 euro con scalo, addirittura 14.000 per un collegamento diretto; sugli aerei per Istanbul, nei prossimi cinque giorni, i posti sono tutti esauriti.

 

Poche disponibilità anche verso Azerbaigian, Kazakistan, Uzbekistan e Kirghizistan. Ci sono voci di limitazioni alle vendite di biglietti agli uomini tra i 18 e i 60 anni imposte alle compagnie aeree russe e alle ferrovie. Chi può, scappa dalla Russia, soprattutto chi appartiene a famiglie benestanti: come spesso succede a pagare le conseguenze della guerra e del richiamo alle armi, sono i più poveri.

 

Per i meno abbienti le scorciatoie per evitare l'arruolamento sono più cruente: su Twitter il politologo Bremmer ha diffuso un grafico in cui mostra che in Russia una delle voci più ricercate su Google era «come rompersi un braccio». Altra ricerca: «Come lasciare la Russia». La Lettonia sta bloccando i visti ai russi, anche la Finlandia va in questa direzione.

 

CITTADINI RUSSI IN FUGA ALLA FRONTIERA CON LA FINLANDIA

VOLARE Subito dopo il discorso di Putin, in cui ha annunciato la mobilitazione di 300.000 riservisti (uomini che hanno in passato ricevuto un addestramento militare ma che ora conducono una vita normale), c'è stata la corsa alla ricerca di un modo per fuggire. In aereo, con il moltiplicarsi di prenotazioni di voli diretti negli Emirati Arabi, in Turchia, in Armenia, in Serbia (paese che non richiede il visto in Russia), ma anche in macchina, viste le code che si sono formate al confine con la Finlandia e con la Georgia. Fino ad oggi, specialmente nelle grandi città come Mosca e Sanpietroburgo, dai giovani russi e dalle loro famiglie la guerra in Ucraina veniva vista come qualcosa di lontano, oggetto di noiosi dibattiti in tv. 

 

CITTADINI RUSSI IN FUGA ALLA FRONTIERA CON LA FINLANDIA

(...) 

 

TIMORI Un volo per la Turchia costa almeno 1.200 euro la prossima settimana, il triplo del prezzo medio prima del discorso di Putin. E poi c'è la fuga via terra. Non tutti possono permettersi un volo (e soprattutto un hotel) a Dubai. Sui social ieri circolavano i video delle lunghe code di auto ai confini con la Finlandia. La guardia di frontiera finlandese però, con un comunicato su Twitter, ha smentito che vi fossero anomalie rilevanti. Scrive però il quotidiano finlandese Ilta Sanomat: «I valichi di frontiera nel Sud-Est della Finlandia sono Vaalimaa, Nuijamaa e Imatra. Secondo il deputato Revo, circa il 70-80 per cento del traffico è russo». Lunghe code di russi che cercano di passare il confine anche in Georgia.

VOLI ESAURITI DALLA RUSSIAIMPENNATA DI RICERCHE SUI VOLI DALLA RUSSIA DOPO IL DISCORSO DI PUTINPREZZO BIGLIETTI AEREI DOPO IL DISCORSO DI PUTIN

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...