edward snowden pegasus

“QUESTA FUGA DI NOTIZIE SARÀ LA STORIA DELL’ANNO” – EDWARD SNOWDEN PRENDE I POPCORN E SI GODE L’INCHIESTA SUL SOFTWARE PEGASUS, IL PIÙ GRANDE SCANDALO DI SPIONAGGIO DAI TEMPI IN CUI ERA LUI A FAR USCIRE I DOCUMENTI TOP SECRET: “SMETTI DI FARE QUELLO CHE STAI FACENDO E LEGGI QUESTO” – SONO ALMENO DIECI I PAESI IMPLICATI NELL’AFFAIRE PEGASUS COME CLIENTI DI NSO: SI TRATTA DI UNGHERIA, AZERBAIGIAN, KAZAKHSTAN, ARABIA SAUDITA, EMIRATI ARABI UNITI, BAHREIN, INDIA, MAROCCO, RUANDA E MESSICO, DOVE IL PROGRAMMA ISRAELIANO È FINITO NELLE MANI DEI NARCOS…

 

 

 

Lo spione Pegasus su giornalisti e dissidenti. Snowden: "La storia dell'anno"

Giulia Belardelli per www.huffingtonpost.it

 

inchiesta pegasus

 

Più di mille persone – tra cui quasi 190 giornalisti, oltre 600 politici e funzionari governativi, almeno 65 dirigenti aziendali, 85 attivisti per i diritti umani e diversi capi di Stato e di governo - sono finite nel mirino di governi autoritari che sono ricorsi al software di spionaggio Pegasus dell’azienda israeliana NSO Group.

 

A rivelare il maxi sistema di spionaggio è un’indagine condotta da 17 testate internazionali - tra cui il Washington Post e il Guardian - sulla base di dati ottenuti dall’organizzazione no profit di giornalismo Forbidden Stories con base a Parigi e dal gruppo per i diritti umani Amnesty International.

PEGASUS NSO GROUP

 

Secondo il Security Tech Lab della ong, guidato dall’italiano Claudio Guarnieri, il malware era stato installato sul telefono di Hatice Cengiz, la fidanzata di Khashoggi, quattro giorni dopo il suo assassinio. Lo spyware dell’azienda israeliana NSO Group - denuncia l’organizzazione - ”è usato per facilitare violazioni dei diritti umani a livello globale e su scala massiccia”.

 

jamal khashoggi

 

NSO Group è l’organizzazione di hacker su commissione più famigerata al mondo, e Pegasus è lo spyware di punta del gruppo. Il software di livello militare, nato per per consentire ai governi di penetrare le reti di terroristi e criminali, è un malware che infetta gli iPhone e gli smartphone Android per consentire a chi lo opera di accedere ai dispositivi ed estrarre messaggi, foto, email e anche per attivare segretamente il microfono e la telecamera del dispositivo.

 

NSO Group nega che i dati siano trapelati dai suoi server e definisce il rapporto di Forbidden Stories “pieno di ipotesi errate e teorie non confermate”.

 

Sono almeno dieci i Paesi implicati nell’affaire Pegasus come clienti di NSO: si tratta di Ungheria, Azerbaigian, Kazakhstan, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, India, Messico, Marocco, Ruanda.

 

Come tengono a evidenziare le testate internazionali, la sola presenza del numero di telefono nel database di Pegasus - composto da oltre 50.000 contatti - non significa necessariamente che quella persona sia stata spiata, tuttavia il dato è rivelatore del fatto che ci sono governi pronti a tenere sotto controllo la vita professionale e privata di persone che con la criminalità o il terrorismo internazionale non hanno nulla a che fare.

COVER DEL GUARDIAN SUI GOVERNI CHE SPIANO I CITTADINI CON PEGASUS

 

La tecnologia – riporta il Guardian - sarebbe stata usata anche dal governo ungherese di Viktor Orbán nell’ambito della sua guerra ai media. Proprio lo staff di Orban, con il Washington Post, replica secco: “In Ungheria gli organi statali autorizzati all’uso di strumenti sotto copertura sono monitorati regolarmente dalle istituzioni governative e non governative. Avete fatto la stessa domanda ai governi degli Stati Uniti, del Regno Unito, della Germania o della Francia?”.

 

A Pegasus avrebbero fatto ricorso anche l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti per prendere di mira i cellulari di alcune persone vicine al giornalista ucciso Jamal Khashoggi. Secondo le verifiche di Amnesty, lo spyware è stato installato con successo sul telefono della fidanzata di Khashoggi, Hatice Cengiz, appena quattro giorni dopo l’omicidio avvenuto nel 2018 nel consolato saudita a Istanbul. La società NSO era stata precedentemente implicata in altre attività di spionaggio sul caso Khashoggi.

nso group 1

 

Da un elenco di oltre 50.000 numeri di cellulare ottenuto da Forbidden Stories e Amnesty International, il Pegasus Project ha identificato più di 1.000 persone in 50 Paesi che sarebbero state selezionate da clienti di NSO per una potenziale sorveglianza. A essere finiti nell’occhio di Pegasus sono, tra gli altri, la direttrice del Financial Times Roula Khalaf e giornalisti di Associated Press, Reuters, CNN, Wall Street Journal, New York Times, Bloomberg News, Le Monde.

spiare i cellulari

 

L’analisi dell’elenco mette in evidenza che il cliente di NSO che ha selezionato la maggior quantità di numeri di telefono è il Messico con oltre 15.000. Il Marocco e gli Emirati Arabi Uniti ne hanno selezionati più di 10.000. I numeri selezionati sono stati rintracciati in oltre 45 Paesi in quattro continenti. In Europa sono oltre 10.000 i contatti telefonici inseriti dai clienti di NSO.

 

lenaig bredoux

L’inchiesta riapre il dibattito sull’uso diffuso di strumenti di spionaggio che minacciano le democrazie, affermano i critici, osservando come la sorveglianza renda difficile per i giornalisti raccogliere informazioni, per gli attivisti continuare a svolgere la loro attività e per gli oppositori politici pianificare le loro strategie. Con Pegasus, mette in evidenza l’ex dell’intelligence americana Timothy Summers, si può spiare quasi l’intera popolazione mondiale: “Non c’è nulla di male nello sviluppare tecnologie che consentono di raccogliere dati. Ma l’umanità non è in una situazione di poter rendere accessibile a tutti tanto potere”.

 

il rapporto della cia sul ruolo di mohammed bin salman nell omicidio khashoggi

Per Agnes Callamard, segretaria generale di Amnesty International, “il numero di giornalisti identificati come obiettivi illustra chiaramente come Pegasus venga utilizzato come strumento per intimidire i media critici. Si tratta di controllare la narrativa pubblica, resistere al controllo e sopprimere qualsiasi voce di dissenso″. In un caso evidenziato dal Guardian, il giornalista messicano Cecilio Pineda Birto è stato assassinato nel 2017 poche settimane dopo che il suo numero di cellulare era apparso sulla lista trapelata. Tra gli spiati figura Umar Khalid, leader indiano della Democratic Students’ Union in carcere dallo scorso anno. Nel corso del processo, l’accusa ha presentato documenti che erano nel telefono personale dell’imputato senza spiegare in che modo vi fosse entrata in possesso. È stato spiato per ben tre anni il telefono di Khadija Ismayilova, una delle più importanti reporter dell’Azerbaigian per le sue inchieste atte a rivelare corruzioni e abusi del presidente Ilham Aliyev. Il governo di Baku è accusato di aver messo sotto controllo almeno 48 cronisti.

 

VIKTOR ORBAN SPIONAGGIO

L’inchiesta ha rilanciato le pressioni internazionali sul governo israeliano, che di fatto consente all’azienda di fare affari con regimi autoritari che utilizzano lo spyware per scopi che vanno ben oltre l’obiettivo dichiarato, che è quello di prendere di mira terroristi e criminali. Le rivelazioni seguono un recente rapporto del New York Times, secondo cui Israele ha permesso alla NSO di fare affari con l’Arabia Saudita e l’ha incoraggiata a continuare a farlo anche dopo l’omicidio del giornalista e dissidente Khashoggi.

 

Per fornire i propri servizi in un dato Paese, l’azienda deve ricevere un permesso dal governo israeliano, ma una volta consegnati i software ai governi che ne fanno richiesta NSO ha un limitato controllo su scopi e modalità di utilizzo.

enrique pena nieto

 

Le nuove accuse hanno accresciuto le preoccupazioni tra gli attivisti per la privacy secondo cui nessun utente di smartphone, nemmeno quelli che utilizzano software come WhatsApp o Signal, è al sicuro dai governi e da chiunque altro disponga della giusta tecnologia di sorveglianza informatica.

 

“Smetti di fare quello che stai facendo e leggi questo”, ha twittato Edward Snowden, l’informatore che ha fatto trapelare un gran numero di informazioni riservate dalla National Security Agency nel 2013. “Questa fuga di notizie sarà la storia dell’anno”.

nso group 3

 

2 - Messico, così il software spia Pegasus è finito in mano ai Narcos

Daniele Mastrogiacomo per www.repubblica.it

 

Lo scandalo è esploso a metà giugno del 2017. Ma era almeno da sei anni che le agenzie di intelligence messicane si dedicavano a spiare decine di migliaia di cittadini. Soprattutto oppositori politici e attivisti sociali. Ma quando decine di giornalisti, avvocati, docenti universitari e persino parlamentari hanno scoperto che il loro cellulare era stato infettato con un software che li trasformava in potenziali bersagli, allora Pegasus è venuto allo scoperto.

 

 (…)

 

IL SOFTWARE PEGASUS

Lo scandalo Pegasus diventa una bomba politica per l'allora presidente Enrique Peña Nieto. Tra le vittime del software ci sono dei parlamentari. Fioccano le interrogazioni, il presidente nega. Ma di fronte all'evidenza è costretto ad ammettere.

 

Si tratta di un software acquistato dal governo messicano dal gruppo NSO, una società informatica israeliana all'avanguardia anche nei sistemi di spionaggio militare. La quale, a sua volta, conferma di averlo venduto alle tre agenzie di intelligence messicane per 80 milioni di dollari.

inchiesta pegasus. washington post

 

Ma chiarisce anche che l'acquisto aveva una condizione che ogni governo doveva sottoscrivere: poteva essere usato solo nella lotta alla criminalità e il terrorismo. Violare questa clausola provocava la cancellazione del diritto alla licenza e il virus-spia veniva disattivato. In apparenza.

 

IL SOFTWARE PEGASUS

Il presidente Nieto si impegnò a svolgere un'accurata indagine che, come sempre, non ha approdato a nulla. L'intelligence ha interrotto la sua attività di controllo. Ma ha attirato l'interesse dei Cartelli.

 

 E' bastato pagare e Pegasus è finito nelle mani dei narcos che di soldi ne hanno montagne. Anche l'attuale presidente Andrés Manuel López Obrador ha dichiarato che il software era stato eliminato. Ma la serie impressionante di omicidi eccellenti fanno invece ritenere che sia in circolazione. Il Gruppo NSO spiega che è impossibile capire nelle mani di chi sia finito.

 

"E' come un kalashnikov. Lo vendi a qualcuno che può venderlo ad altri e questi ad altri ancora. Non lo ritrovi più e continua a sparare", dicono a Tel Aviv.

 

(…)

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…