bullismo

“LE RAGAZZINE SONO TALVOLTA PIÙ VIOLENTE DEI MASCHI PERCHÉ HANNO UN MODO DI ATTACCARE SOFISTICATO, USANO L'ARMA PSICOLOGICA, PUNTANO A COLPIRE IL LATO FRAGILE” – LA PSICOLOGA RACCONTA COME SI PROPAGA IL BULLISMO TRA I GIOVANI: "È UN ERRORE PENSARE CHE LA VIOLENZA SIA SOLO NEI CETI PIÙ DISAGIATI. L'AGGRESSIVITÀ UNITA ALLA SPAVALDERIA LA TROVIAMO ANCHE TRA I RAGAZZI BENESTANTI” – “MENTRE TRA I MASCHI LA GERARCHIA È PIÙ MARCATA, TRA LE FEMMINE È SFUMATA, SONO QUASI TUTTE SULLO STESSO PIANO, NON CI SONO LEADER…”

L.D.P. per "la Verità"

adolescenti e bullismo 5

 

«Spesso aggrediscono per il gusto di far male, di umiliare, per rimarcare una superiorità. Sottrarre un oggetto non è tanto una rapina fine a sé stessa, ma un modo per punire, spogliando la vittima dei suoi beni. Le ragazzine sono talvolta più violente dei coetanei maschi perché hanno un modo di attaccare sofisticato, usano l'arma psicologica, puntano a colpire il lato fragile». Andreana Pettrone è una psicologa specializzata in psicoterapia sistemica relazionale. 

 

adolescenti e bullismo 6

Fa parte del pool di medici che partecipano al progetto Informa a Napoli: con un camper fanno la spola davanti a tre istituti tecnici di Napoli che abbracciano una vasta area urbana. «È un errore pensare che la violenza sia solo nei ceti più disagiati, che si sviluppi in famiglie che vivono in condizioni di marginalità sociale. L'aggressività unita alla spavalderia la troviamo anche tra i ragazzi benestanti». 

 

adolescenti e bullismo 4

Pettrone dice che il fenomeno più dilagante è quello delle gang rosa: «Sono gruppetti di adolescenti che iniziano con piccoli atti di bullismo e poi in un crescendo di violenza, organizzano veri e propri raid contro loro coetanee. Di solito agiscono in branchi tutti al femminile. I pretesti sono i più disparati: da ritorsioni sentimentali, alla punizione per una presunta maldicenza o semplicemente il gusto di umiliare chi è isolata, chi non riconoscono come una loro pari». 

 

adolescenti e bullismo 1

Secondo la psicologa vale molto l'omologazione fisica: «Chi non condivide un look, un atteggiamento dominante, è esclusa e bullizzata». Le frasi che ricorrono spesso a spiegare gli attacchi violenti - «non risparmiano alla vittima calci, pugni, graffi, sputi» - sono: «Meritava solo di essere picchiata» e «se l'è andata a cercare». Ma se poi viene chiesto loro di dare una spiegazione ulteriore, «non sanno cosa dire, c'è un vuoto linguistico disarmante», spiega Pettrone. 

ragazzina depressa 4

 

A differenza dei coetanei maschi, le ragazze usano con compiacimento narcisistico i video che mettono sulle reti sociali. «Si compiacciono non solo di aver umiliato la vittima, ma anche di avere un riconoscimento pubblico, tramite i like, delle loro bravate. Cercano spesso una platea maschile come a dimostrare di essere più dure degli uomini. Il piacere maggiore lo traggono dal consenso dei coetanei maschi. Si scambiano tra loro nelle chat i commenti e li rilanciano alla ricerca di una approvazione più ampia possibile». 

adolescenti e bullismo 2

 

Le modalità di aggressione, dice la psicologa, sono ripetitive. «Circondano la vittima, che di solito ha l'apparenza debole. L'aggrediscono e la filmano. L'obiettivo è totalizzare più like possibili sui social. La loro speranza è che i video diventino virali». Talvolta si formano gang miste. 

 

«Le ragazzine vengono accettate perché fidanzate di uno del branco, c'è una sorta di iniziazione sessuale. Ma una volta entrate nel gruppo tendono in breve tempo a uscirne per creare una loro gang. Mentre tra i maschi la gerarchia è più marcata, tra le femmine è sfumata, sono quasi tutte sullo stesso piano, non ci sono leader. Sono sfacciate, audaci e la maggior parte abituate alla violenza in famiglia, per loro l'aggressività è naturale. Quelle che vengono da famiglie benestanti, spesso emulano i video». 

 

cyberbullismo

E la reazione dei ragazzi? Pettrone commenta che «tendono a minimizzare gli atteggiamenti violenti delle coetanee, a sminuirne il valore perché si sentono in competizione e in un certo senso le temono. Talvolta sono divertiti dalla tipologia delle ragazze cattive e questo non fa che accrescere il loro compiacimento. 

 

Si sentono al centro dell'attenzione maschile e la loro smania di protagonismo è soddisfatta.Fanno a gara sul social Tiktok per le bravate. Acquisiscono una parità distorta nella violenza. Imitano molto le eroine dei film che hanno tratti mascolini e ostentano forza e aggressività». Pettrone, raccogliendo le esperienze dei ragazzi, ha rilevato che ci sono videogiochi e film diventati modelli «cult» di violenza. Come il Gta, in cui vince chi ruba e violenta le donne. 

bullismo esclusione dal gruppo

 

È vietato ai minori ma dilaga proprio tra di loro. «Lo spaccio di droga, lo sfruttamento della prostituzione e l'incitamento alla violenza non dovrebbero costituire la principale trama di un videogioco per adolescenti. Eppure alcuni di questi videogiochi che si basano proprio su una serie di attività criminali finalizzate a conseguire i punti sono molto vendute tra i giovani», spiega la psicologa. 

 

GTAV GRAND THEFT AUTO CINQUE

«Più si spara, più si uccide e più si sale nella graduatoria. La classifica si scala facilmente se tra le vittime ci sono i poliziotti. In ragazzi già predisposti all'aggressività, film e giochi forniscono modelli, lanciano messaggi negativi che trovano terreno fertile tra le baby gang». Nel camper del progetto Informa arrivano anche i genitori. Pettrone sottolinea che tali fenomeni di violenza di gruppo sono radicati soprattutto lì dove le famiglie sono assenti: «I genitori non sanno più mettere un limite, stabilire regole. 

 

bullismo scuola 1

Il che consente di scrollarsi di dosso le responsabilità. C'è la cultura dell'adolescente che deve essere libero. Così accade che difendono i figli anche di fronte ad atti gravi. Cercano di addossare la colpa all'esterno, agli insegnanti, agli amici».

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