bergoglio ezio mauro spadaro

“LA REPUBBLICA” DELLE VATIMINCHIATE - FORSE INVIDIOSO DI SCALFARI, CHE OGNI TANTO VA A CASA SANTA MARTA PER CONFESSARE BERGOGLIO, SAN EZIOLO MAURO S’È IMPANCATO A SCRIVERE TRE-PAGINE-TRE DI ROMANZO VATICANO, ZEPPE DI SFONDONI - CHI SARÀ LA GOLA PROFONDA CHE L’HA IMBECCATO? “SICURAMENTE UNO DEGLI UOMINI PIÙ VICINI AL PAPA”. E CHI È LO SPIN DOCTOR OMBRA (PIÙ OMBRA CHE DOCTOR) DI BERGOGLIO SE NON PADRE ANTONIO SPADARO, IL GESUITA CHE DIRIGE ‘’LA CIVILTÀ CATTOLICA’’?

DAGOREPORT

 

ezio mauro

Forse invidioso di Eugenio Scalfari, che com’è noto ogni tanto va a Casa Santa Marta per confessare Bergoglio, san Eziolo Mauro, successore di Barbapapà sul soglio di Repubblica, e ora emerito quanto Ratzinger e il Fondatore, s’è impancato a scrivere sul quotidiano che ha diretto per 20 anni tre-pagine-tre di romanzo vaticano.

 

Siccome i republicones sono gente fina, la messa cantata è stata presentata sia in prima pagina che all’interno come «Longform», qualunque cosa significhi. Bisogna capirli: sono 44 anni che si credono il New York Times.

 

papa bergoglio

Peccato che il polpettone, golosamente intitolato «Il Papa e il segreto della scatola sacra», abbia risentito delle scarse frequentazioni sacramentali di san Eziolo, cosicché le sottane d’Oltretevere da tre giorni si stanno tenendo la pancia dalle risate per gli svarioni storico-religiosi che è riuscito a infilarci.

 

Siccome da quelle parti non si tengono un cecio in bocca (semmai una fava), un’anima pia ci ha segnalato l’elenco delle vatiminchiate sparse a piene mai dal venerato Mauro da Dronero nella sua chilometrica pezza. Eccole.

 

eugenio scalfari foto di bacco

1. San Eziolo comincia parlando del cardinale Louis Billot, fatto dimettere nel 1927 da Pio XI. «Era un uomo molto influente, autorevole, potente. Proprio lui in San Pietro aveva appoggiato la tiara, corona dei pontefici simbolo della pienezza del potere temporale, sul capo del nuovo Papa». Sbagliato: fu il protodiacono Gaetano Bisleti.

 

2. Poi scrive: «È chiaro che a distanza di un secolo, e con il potere temporale svanito, l’autorità al vertice della Chiesa non è più quella del Papa Re, ma nasce da un potere spirituale». Sbagliato: l’ultimo Papa Re fu Pio IX.  E comunque lo Stato della Città del Vaticano, di cui il Papa resta sovrano, che cos’è se non potere temporale, rafforzato da Bergoglio con leggi, tribunali, indagini, processi, carcere e così via, fino ad arrivare ad assumere addirittura l’ex procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone?

 

ezio mauro

3. San Eziolo afferma che «l’autorità al vertice della Chiesa non è più quella del Papa Re, ma nasce da un potere spirituale conferito dalla scelta libera dei cardinali nel Conclave, su ispirazione dello Spirito Santo». Sbagliato: il prudente Benedetto XVI nel 1997, intervistato dalla televisione bavarese, chiarì una volta per tutte la faccenda: «Non direi così, nel senso che sia lo Spirito Santo a sceglierlo. Direi che lo Spirito Santo non prende esattamente il controllo della questione, ma piuttosto da quel buon educatore che è, ci lascia molto spazio, molta libertà, senza pienamente abbandonarci».

 

giuseppe pignatone

4. Secondo il venerato Mauro da Dronero, Bergoglio «non dimentica le umiliazioni della Segreteria di Stato quando il cardinale di Buenos Aires veniva a Roma e non vedeva né il Segretario né il Sostituto, che lo rinviavano al giovane vescovo Pietro Parolin prima che partisse per il Venezuela». Sbagliato: l’attuale segretario di Stato era un semplice monsignore, fino a quando non  fu nominato nunzio a Caracas.

 

5. Secondo san Eziolo, «Francesco agisce su due fronti. Le nomine diventano a tempo, il mandato dura per tutti cinque anni». Sbagliato: non per tutti. Fanno eccezione – si fa per dire – i fedelissimi del pontefice argentino, come Parolin, Baldisseri (fino al compimento degli 80 anni il 29 settembre scorso), Krajewski, Stella, ma anche curiali ereditati dal precedente pontificato, come Sandri, Versaldi, Bertello, Comastri, Mamberti, Piacenza, Sarah, Harvey, Koch, Ouellet, Ravasi, per limitarsi ai cardinali. «Poi si cambia: una rivoluzione», aggiunge l’agiografo di Repubblica. E dove sta allora la rivoluzione, considerate queste vistose preferenze che Francesco fa per i suoi pupilli?

 

papa bergoglio

6. Oltre che di religione, Ezio Mauro adesso mastica anche di nuove tecnologie. Infatti scrive: «“Non si capisce l’avvento di Bergoglio finché non si è capita la rinuncia di Ratzinger – dice un cardinale facendo scattare l’Apple Watch al polso – ecco, proprio oggi sono 7 anni e 8 mesi da quel giorno». Sbagliato: dal 28 febbraio 2013 fanno 7 anni e 7 mesi. Bisogna dire al cardinale o a chi per lui di restituire l’Apple Watch che va avanti di circa un mese.

 

7. San Eziolo cita «il porporato honduregno Oscar Maradiaga, coordinatore del Consiglio dei 9 cardinali (attualmente sono sette)». Sbagliato: sono sei, tanto che per il cosiddetto C9 diminuito a C6 soprattutto per gli scandali è nata la battuta vaticana: «Ci sei o ci fai?».

 

Konrad Krajewski

8. San Eziolo elogia Francesco «quando sente di doversi chinare a baciare i piedi alla delegazione sudanese». Sbagliato: era sudsudanese. Almeno come esperto di politica internazionale dovrebbe sapere che esistono il Sudan e il Sud Sudan.

 

9. Quindi il turiferario Eziolo si lancia nell’elegia pura: «In fondo la solitudine è pedagogia del potere e dell’umiltà, spiega chi conosce il Papa da molto tempo, sostituisce quotidianamente l’antico rito della stoppa che proprio nel giorno della sua consacrazione ricordava al nuovo pontefice la caducità del potere universale». Sbagliato: era l’incoronazione, perché veniva consacrato solo se non era già vescovo.

 

EZIO MAURO

10. Non contento di aver rubato il mestiere a Scalfari, san Eziolo strappa di mano il pennello anche a Vittorio Sgarbi, spiegando che papa Francesco sabato scorso ha celebrato nella basilica superiore di Assisi la messa di benedizione della nuova enciclica davanti al Sogno di Innocenzo III di Giotto. Sbagliato: ha celebrato nella basilica inferiore, mentre l’affresco è appunto in quella superiore.

 

Ora la domanda che circola in Vaticano è: chi sarà la gola profonda che ha imbeccato Ezio Mauro con una tale quantità di sfondoni? «Sicuramente uno degli uomini più vicini al papa», è la risposta unanime. E chi è lo spin doctor ombra (più ombra che doctor) di Bergoglio se non padre Antonio Spadaro, il gesuita che dirige La Civiltà Cattolica? «È proprio vero: Dio li fa e poi li accoppia», alza gli occhi al cielo una delle sottane pettegole di lungo corso.

 

Che sia stato dunque un romanzo di cappa e Spadaro, quello impapocchiato da san Eziolo? Ai posteriori l’ardua sentenza. Amen.

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?