massimo cacciari guerra russia ucraina

“L’EUROPA CONTINUA A FUGGIRE ALLE SUE STORICHE RESPONSABILITÀ” – LA STRADA PER LA PACE SECONDO CACCIARI: “È LA RUSSIA A DOVERSI MUOVERE, PERCHÉ È LA RUSSIA OGGI A RISULTARE SCONFITTA. È IN GRADO DI COMPIERE QUESTO PASSO POICHÉ LA SUA SCONFITTA NON È ANCORA UNA RESA. O VOGLIAMO SPINGERLA FINO AL BIVIO: O RESA INCONDIZIONATA O…? IN UN SIMILE SCENARIO, ARRESTO DELLE OPERAZIONI RUSSE E CONTESTUALE RIPRESA DEL NEGOZIATO SULLA BASE DEGLI ACCORDI DI MINSK MAI ATTUATI, IL RUOLO DELL’EUROPA TORNEREBBE A ESSERE DECISIVO…”

Massimo Cacciari per “La Stampa”

 

massimo cacciari a cartabianca

Forse sarebbe ragionevole considerare se esistono ancora opportunità di cessate il fuoco (pace è una parola troppo grossa) prima che si giunga a una esplicita guerra, senza più populus interpositus, tra Nato (Stati Uniti) e Russia.

 

Naturalmente, se volessimo cercare di spiegare le ragioni, o la mancanza di ragione, per cui si è giunti a questo limite estremo, il discorso sarebbe troppo lungo – e a chi interessa in questo clima insofferente di ogni “complessità”, tutto risolto nella “logica” amico-nemico, ragionare sulle cause di un fenomeno?

 

Bastano e avanzano le immagini diffuse dalla propaganda degli uni e degli altri, non è vero? E allora accontentiamoci di restare a pochi, credo incontestabili fatti e di trarre da essi alcune conseguenze. I fatti sono che la Russia, anche prima di Putin, ha contestato la politica di allargamento della Nato, che avrebbe dovuto trionfalmente concludersi (e ormai si concluderà) con l’entrata nell’alleanza di Ucraina e Georgia.

 

PUTIN ZELENSKY

Politica non certo entusiasticamente applaudita, nel suo corso tra anni Novanta e fine 2000, dalla stragrande maggioranza dei Paesi europei, ma la loro prudenza, soprattutto, appunto, verso Ucraina e Georgia, venne spazzata via già da Bush.

 

D’altra parte, la Russia avrebbe dovuto chiedersi: poteva andare diversamente dopo lo sfascio dell’URSS? Paesi usciti da quasi mezzo secolo di dominazione sovietica (dominazione che ha potentemente contribuito a prosciugare le casse del dominatore) era del tutto inevitabile che vedessero nella grande potenza dell’Occidente e nel suo sistema militare una garanzia di difesa della propria sovranità.

 

VLADIMIR PUTIN JOE BIDEN - ILLUSTRAZIONE TPI

Ogni tentativo di frenare o impedire questa fisiologica tendenza era destinato a moltiplicarne l’impeto, a renderlo sempre più russofobo. Cosa avrebbe dovuto pretendere una leadership russa dotata di vera Realpolitik, invece di illudersi di poter determinare la politica estera e le alleanze di Paesi sovrani, e quindi dimostrando di non avere metabolizzato il lutto per la sua sconfitta, netta e irreversibile nella terza Guerra Mondiale? Avrebbe dovuto pretendere autentici Trattati di pace, altro che gentlemen agreement, con Stati Uniti e Europa.

 

l attacco russo a kiev 10 ottobre 2022 3

Trattati che stabilissero solennemente il riconoscimento pieno, per forza incondizionato, della sovranità di tutti gli Stati “emersi” dalla catastrofe dell’URSS a fronte dell’impegno di non collocare dentro i loro confini sistemi d’arma che costituissero un’obiettiva minaccia per la Russia. È ovvio che in questi Trattati si sarebbe dovuto affrontare anche il problema riguardante quei territori in cui minoranze etniche si trovassero esposte a “dittature della maggioranza”. Una condizione di guerra civile è destinata infatti a imporre a entrambe le parti in lotta di richiedere l’aiuto, diretto o indiretto, di potenze amiche.

VLADIMIR PUTIN E LA NATO MEME

 

La Russia non ha avanzato con forza la proposta di un Trattato che contribuisse a metter ordine nel mondo successivo alla caduta del Muro, non ha seriamente lavorato a un’intesa strategica con l’Unione europea, ha consolidato al suo interno un regime autoritario-oligarchico, condito di assassinii politici vari, ha condotto operazioni feroci di repressione di alcune minoranze etniche. Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno continuato sulla propria road map, infischiandosene di paure russe e riserve europee. E l’Europa non ha saputo svolgere alcun ruolo di mediazione.

 

l attacco russo a kiev 10 ottobre 2022 2

Medicina preventiva zero – vediamo ora se qualche medico può ancora intervenire o il malato, cioè la pace, è ormai in fase terminale. Il fallimento della spedizione lampo immaginata da Putin contro l’Ucraina è palese. Voleva porre un altolà all’espansione Nato, far riconoscere l’appartenenza alla Russia di Crimea e altre regioni che vennero assegnate all’Ucraina nelle forme più insensate e occasionali? Ha sortito l’effetto esattamente contrario, con un costo economico e di vite umane altissimo.

 

putin zelensky

Per carità di patria non ricordiamo (quanto è consolante la nostra capacità di dimenticare) come in passato si siano aggrediti Paesi regolarmente seduti all’ONU e con che sfoggio di bombardamenti sulla loro capitale. Non ricordiamo le lezioni sulla “guerra giusta” preventiva o per “ingerenza umanitaria”. Restiamo appunto ai fatti e rimandiamo a tempi più riflessivi la considerazione sulle nostre macroscopiche ipocrisie.

 

NATO UCRAINA

La Russia non può non riconoscere che il suo attacco, in violazione a principi indiscussi (almeno in teoria) del diritto internazionale, è stato sconfitto. Ha i mezzi per proseguirlo ancora? Può darsi, ma non farebbe che rendere sempre più impossibili i risultati che si riprometteva – e più vicina la possibilità del Grande Caso, la Guerra.

 

La Russia deve fermarsi, anche unilateralmente, e richiedere contestualmente che si apra un tavolo di trattativa con Stati Uniti ed Europa. Non mi illudo affatto che in una tale sede sia oggi possibile affrontare il complesso dei temi sui quali si sarebbe dovuta svolgere una vera Conferenza di Pace dopo il crollo dell’URSS – ma basterebbe che in essa si discutesse del ruolo dell’Ucraina nell’ambito Nato, e la sistemazione delle sue provincie russofone (nelle quali tutti sanno benissimo che qualsiasi referendum controllato al microscopio da qualsiasi organismo terzo darebbe una schiacciante maggioranza favorevole all’adesione alla Federazione russa).

 

ZELENSKY - DRAGHI - SCHOLZ - MACRON

È oggi la Russia a doversi muovere in questo senso, perché è la Russia oggi a risultare sconfitta, politicamente ben prima che militarmente. Potrebbe continuare la guerra soltanto per trasformarla in un suo Vietnam. La Russia è in grado di compiere questo passo poiché la sua sconfitta non è ancora una resa. O vogliamo spingerla fino al bivio: o resa incondizionata o…? In un simile scenario, arresto delle operazioni russe e contestuale ripresa del negoziato sulla base degli accordi di Minsk mai attuati, il ruolo dell’Europa tornerebbe a essere decisivo. Ma l’Europa fugge, continua a fuggire, alle sue storiche responsabilità come fuggiva l’Italia allo sguardo dell’Enea virgiliano.

ucraini felici per l esplosione del ponte di kerch in crimea. LE DIMISSIONI DI MARIO DRAGHI BY OSHO MEME ZELENSKY PUTINguerra in ucraina carri armati distrutti bandiera bianca sul carro armato russo controffensiva ucraina nella regione di kherson 1controffensiva ucraina nella regione di kherson 2esplosione ponte kerch crimea

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....