papa francesco ucraina

“SANTITÀ, VADA A LEOPOLI, VADA IN UCRAINA A DIRE LA PAROLA PACE” – L’APPELLO DI DOMENICO QUIRICO A PAPA FRANCESCO: “VADA SUBITO, ORA, A ESIGERE CHE ESSERI UMANI NON DEBBANO ATTENDERE LE INSOPPORTABILI LENTEZZE DELLA DIPLOMAZIA PER SPERARE DI RESTARE VIVI. BISOGNA RADDRIZZARE I SENTIERI SBANDATI DELLA STORIA. LEI PUÒ FARLO. LE CHIEDO UN GRANDE GESTO UMANO. UN GESTO IMPOSSIBILE CHE SOLO LEI PUÒ COMPIERE. UN MIRACOLO…”

Domenico Quirico per “La Stampa”

 

PAPA FRANCESCO

Santità Oso. Oso lanciarle un appello perché credo che soltanto un grande gesto umano possa spezzare questa mischia sacrilega in cui l'Europa sale sullo scannatoio e come per un contagio di furore omicida tutti ormai si armano e gridano e minacciano e sembra impossibile salvare la ragione dalle allucinazioni che il flagello scatena. Oso con l'umile diritto del credente.

 

guerra in ucraina 2

E aggiungo perché so che cosa è la guerra per averla vissuta e guardata negli occhi in molti luoghi dove ho visto galleggiare gli infiniti relitti di vite naufragate. Le chiedo, la invoco: Santità, vada a Leopoli, vada in Ucraina a dire la parola pace. Lo so, in questi giorni Lei ha detto e ridetto ciò che è vero per sempre. Ma bisogna gridarlo lì. Non a Roma: a Leopoli, a Kiev dove la morte fa le sue grandi manovre, la violenza ci accerchia e il perverso incantesimo deve essere affrontato e vinto. Vada subito, ora. A chiedere la pace, a esigere, sì esigere, che esseri umani non debbano attendere le insopportabili lentezze della diplomazia per sperare di restare vivi. Bisogna raddrizzare i sentieri sbandati della Storia.

 

PAPA FRANCESCO PUTIN

Lei può farlo. Le chiedo un grande gesto umano, oltre la ragione la prudenza le condizioni della realtà la sicurezza le usanze. Un gesto impossibile che solo Lei può compiere. Un miracolo. Ma saremmo cristiani se non credessimo nel miracolo, se accettassimo il riposo, non fossimo portatori di meraviglie? Dolore si chiama questo mistero e questa condanna. Lei può spalancare questo mistero.

 

Chieda, ci chieda, da lì, alzando semplicemente le braccia al cielo, di spezzare il contagio dell'odio che è peggio della guerra perché è prodotto dalle ferite che essa provoca, e fa male sia a quello che le porta in sé sia a colui che ne è vittima. Non per una provocazione, parola orribile perché tante già ne vediamo ogni giorno: per un atto a cui sono certo nessuno, neppure gli aggressori, potrebbero sottrarsi, davanti a cui divenuti inermi dovrebbero fermarsi.

 

guerra in ucraina 1

Sento già gli scettici opporre: sarebbe un grido nel deserto, un rumore di canne nel frastuono delle bombe, vuol dire essere scudisciati da delusioni e amarezze. Forse. Forse grido nel deserto è ogni parola di pietà. Ma noi siamo uomini, non possiamo avere la sublime pazienza di io. Lei non è un politico, è una autorità morale, forse l'ultima in questo mondo dove ogni atto, ogni parola determina rappresaglie. Io credo che per noi laici l'unica sincera comunanza nel dolore sia quella che si prova insieme. Altrimenti ogni «io sono con voi» sillabato da lontano è retorica.

papa francesco 5

 

Non possiamo dire agli ucraini (e ai russi perché nella guerra muoiono anche ragazzi russi) sono con voi. Non è vero: io, noi siamo qua, li guardiamo, ma non soffriamo. Non si possono amare le astrazioni. Bisogna sagomare, anche laicamente, la vita su questa determinazione cocente: affiancare il dolore dove è. Il cristianesimo infatti è una religione che sboccia dalla sofferenza, fisica, umana, visibile e vissuta, che sublima lo scandalo del dolore.

 

È impastato di profezia, di martirio, pianto, sangue e regno. Chi altri ha il diritto di essere lì a condividere tutto questo se non Lei santità? Per questo le chiedo: se il male, e non ci sarebbe la guerra se non ci fosse il male assoluto, altro non è che la somma di atti umani, chi se non Lei, santità, può sfidarlo con un atto umano? L'Ucraina è un forsennato campo di battaglia, non c'è la possibilità di percorrerla, come sarebbe possibile organizzare un viaggio sicuro?

papa francesco 4

 

Perfino ministri e ambasciatori si tengono alla larga, si fermano ai confini... Li sento già i prudenti, i realisti. Ma dove è più sicuro un Papa se non accanto ai poveri armenti umani uguali dinanzi al dolore? Questa è una guerra tra cristiani: dove può esser più sicuro che tra i martiri cristiani? Sono certo Santità che io, molti, se deciderà di andare, fisicamente la accompagneremo. Il terzo millennio, così breve e inerte, ha già bisogno di risorgere.

guerra in ucraina 3papa francesco 3pompieri al lavoro a kievpalazzi distrutti a kiev uomo piange sul corpo della madre a kiev 1uomo piange sul corpo della madre a kiev 3uomo piange sul corpo della madre a kiev 2vittime a kiev 2vittime a kiev 1fossa comune a bucha kiev 2una donna in lacrime davanti a un palazzo distrutto a kiev papa francesco 1esplosione a leopoli esplosione a leopoli esplosione a leopoli 2papa francesco 2donna ferita a kievbombardamenti in ucrainala protesta delle carrozzine a leopoliPAPA FRANCESCO

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)