indro montanelli eugenio scalfari

“SCALFARI? UNO DI QUEI DUELLATORI CHE, PER IMPRIMERE PIÙ FORZA AL FENDENTE, SEGUONO COL CORPO LA SCIABOLA E PERDONO LA GUARDIA” – LE PERLE DI INDRO MONTANELLI RACCOLTE IN UNA NUOVA ANTOLOGIA – UNA VOLTA UN TIZIO AMERICANO A UN CORSO DI GIORNALISMO GLI DISSE: “SE IO NON CAPISCO QUELLO CHE LEI SCRIVE, VUOL DIRE CHE L’IMBECILLE È LEI”. E MONTANELLI: “TI CHIEDO SOLO UNA COSA. PORTAMI IN DOTE UNA PISTOLA E SPARAMI, SE MAI MI SENTIRAI PARLARE IN QUEL MODO…”

Marina Valensise per “il Messaggero”

 

indro montanelli

Ecco una chicca che farà cambiare idea agli indignati pronti a rimuovere la statua di Indro Montanelli dai giardini di Porta Venezia, perché non si può onorare la memoria di un colonialista stupratore e fascista, che si vantò di aver avuto una sposa eritrea tredicenne durante la guerra in Etiopia.

 

Colpa orribile, sia chiaro, che richiede però un minimo di attenzione al contesto e di comprensione per il famoso giornalista che sopravvisse a più regimi, diventando l'emblema dell'opinione pubblica italiana, confortato da decine di milioni di lettori, tanto da assurgere al prototipo dell'arcitaliano.

 

INDRO MONTANELLI - SE NON MI CAPITE L'IMBECILLE SONO IO

Leggendo questa antologia di scritti sfolgoranti, ripresi da lettere, saggi, articoli, corrispondenze, di guerra, come quella dalla Finlandia o dalla Polonia nel 1939, che include una raccolta di aneddoti, racconti, ritratti al fulmicotone, osservazioni sapide e ficcanti come solo un toscanaccio doc può produrne, si potrà apprezzare la versatilità di un commentatore che passò indenne dal fascismo all'antifascismo, dai balilla ai democristiani, dalle pose dannunziane di Curzio Malaparte alla ludopatia di Guido Piovene.

 

E si riconoscerà il suo genio anarchico, fatto di cinismo, sprezzatura, superiorità borghese, irrisione dei nobili, insofferenza al potere, affidato a uno stile piano, trasparente, dal ritmo naturale, mai agghindato.

 

«Se io non capisco quello che lei scrive, vuol dire che l'imbecille è lei» gli spiegò un tizio americano a un corso di giornalismo dell'United Press. E il giorno in cui con la ragazza che sognava di sposare andò a sentire il principe del foro Carnelutti, «Ti chiedo una sola cosa», le disse, «portami in dote una pistola e sparami, se mai mi sentirai parlare in quel modo».

INDRO MONTANELLI EUGENIO SCALFARI

 

RICCHEZZA

Difficile che i critici suoi più radicali restino insensibili a tanta ricchezza di testimonianze.

Montanelli certo si macchiò di colpe gravi. Era anche un misogino, marito devoto dell'influente Colette Rosselli, e amante fedele di una bellissima signora milanese. Ebbe tutte le debolezze del maschio italico, al punto di riconoscerle egli stesso nel nonno, sindaco di Fucecchio e massone, uomo di emerite virtù, sposo e padre felice, ma fedifrago sebbene in campo libero, con giovane merlettaia sistemata a Empoli.

 

EUGENIO SCALFARI INDRO MONTANELLI

Eppure non era ipocrita. Pur col suo opportunismo, coi suoi tatticismi «tappatevi il naso e votate DC» con l'insofferenza verso la cappa di piombo dell'ideologia e del terrorismo che a settant' anni suonati lo gambizzò in piano centro a Milano, mirava al sodo, cercando di difendere la libertà sopra ogni cosa, e irridendo col suo gusto anarchico a quelli che senza volerlo rischiavano di minacciarla.

 

DUELLATORE

 Rileggete le righe su Eugenio Scalfari, «uno di quei duellatori che, per imprimere più forza al fendente, seguono col corpo la sciabola e perdono la guardia».

 

Scalfari, di cui riusciva a essere amico solo a distanza, nel 1969 propugnava il connubio clerico-marxista pensando che il Partito Socialista avrebbe coagulato all'opposizione le forze laiche e democratiche: «È incredibile la carica d'intelligenza che egli investe in tesi così stupide», notava Montanelli nel Diario cortinese, temendo di ritrovarsi a parlare di quelle cose in una cella di prigione.

 

indro montanelli colette rosselli

SATIRA

Prendete le pagine su Ennio Faiano, genio della satira, scrittore di successo, sceneggiatore affermato. Montanelli lo va a trovare in un albergo romano a Prati, dove Flaiano, reduce da un infarto, gli appare ingrassato, pallido in volto, privo dell'abituale schermo di cinismo. È un uomo esausto, sfibrato dalla moglie e prof di matematica, che ha sacrificato tutta la vita alla loro disgraziatissima figlia malata, che li obbliga a vivere al buio, per le continue convulsioni da crisi epilettiche. «Che castigo rivedere i miei film in tv e pensare che quel dialogo l'ho scritto io», gli dirà malinconico Flaiano. E così, nel regno delle ombre, la verità si colora di compassione per dare voce all'umanità.

la statua di indro montanelli e raffaella carraBENEDETTI - INDRO MONTANELLI - EUGENIO SCALFARIindro montanelli gambizzatoINDRO MONTANELLIindro montanelli gambizzato 2INDRO MONTANELLIMargarethe de Colins de Tarsienne e Indro Montanellienzo biagi e indro montanellistatua indro montanelliINDRO MONTANELLI - UN SUO SCRITTO DURANTE LA CAMPAGNA D AFRICAINDRO MONTANELLIINDRO MONTANELLI IN ABISSINIAindro montanelliCOLETTE ROSSELLI INDRO MONTANELLI

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