giuseppe conte luca ricolfi

“SCONSIGLIEREI QUALSIASI PAESE DI SEGUIRE IL MODELLO ITALIANO” – LUCA RICOLFI TORNA A CANNONEGGIARE CONTE: “RITARDI, DISORGANIZZAZIONE, LEGGEREZZA, INCAPACITÀ DI FAR RIPARTIRE L' ECONOMIA, SE DOVESSI ADOTTARE MODELLI, CITEREI GERMANIA O COREA DEL SUD” – “MI ASPETTO UN BRUSCO RISVEGLIO NEL PRIMO SEMESTRE 2021, QUANDO CI SI ACCORGERÀ CHE NON SI PUÒ ANDARE AVANTI CON I SUSSIDI. RISCHIAMO DI DIVENTARE UNA SOCIETÀ PARASSITA DI MASSA IN CUI UNA PICCOLA MINORANZA LAVORA E LA MAGGIORANZA VIVE DI TRASFERIMENTI”

 

 

Pier Francesco Borgia per ''il Giornale''

 

 

luca ricolfi 6

Un anno particolare, segnato dalla pandemia e da una crisi economica senza precedenti. Dove si torna a discutere del ruolo dello stato sociale, della scuola e della sanità pubblica in una società, la nostra, per la quale il sociologo Luca Ricolfi ha coniato l' espressione «società signorile di massa» (una società dove molti consumano ma pochi producono perché si fonda sulla ricchezza accumulata dai padri). Professor Ricolfi, mancano meno di due settimane all' inizio della scuola.

 

Lo considera l' ultimo banco di prova della tenuta dello stato di emergenza? Si sente ottimista?

coronavirus Italia

«Né ottimista né pessimista, perché mancano (o meglio sono secretati) i dati che permetterebbero di formulare previsioni solide. Quello che posso dire, con i pochi dati che la Protezione Civile e l' Istituto Superiore di Sanità rilasciano, sono essenzialmente due cose.

 

La prima è che fra i paesi avanzati solo tre Belgio, Spagna e Regno Unito hanno un bilancio complessivo di morti (per abitante) peggiore di quello dell' Italia. La seconda è che, se guardiamo al solo mese di agosto, le cose vanno un po' meglio per noi: l' Italia è intorno alla metà della classifica e, fra i grandi paesi, solo Germania, Giappone, Corea del Sud, presentano tassi di mortalità più bassi dei nostri».

 

LUCA RICOLFI - LA SOCIETA SIGNORILE DI MASSA

Didattica a distanza, cattedre vuote, edilizia scolastica in condizioni critiche, è l' ora di ripensare il modello della nostra istruzione pubblica oppure non c' è spazio che per la gestione dell' emergenza?

«Veramente è da mezzo secolo che sarebbe il momento di ripensare il sistema dell' istruzione. Magari non pensando solo all' edilizia e alle graduatorie dei precari ma anche al fatto che la qualità dell' istruzione (e dei docenti) si è abbassata drammaticamente, e ora con la didattica a distanza si appresta a ricevere il colpo di grazia.

 

Travolte dalle pressioni a promuovere, per dare all' Europa i numeri che pretende, scuola e università sono diventate macchine per produrre false certificazioni, o meglio certificati veri indistinguibili da quelli falsi».

 

Altri Paesi adesso guardano con interesse al modello Italia, almeno per la gestione sanitaria del Covid-19. Crede che la nostra consapevolezza e la profilassi ormai entrata nelle abitudini quotidiane ci eviteranno un ritorno al lockdown?

GIUSEPPE CONTE MEME

«A giudicare dai risultati, sconsiglierei qualsiasi paese di seguire il modello italiano, fatto di ritardi, disorganizzazione, leggerezza nel far rispettare le regole, incapacità di far ripartire l' economia. Siamo al 4° posto in Europa come numero di morti per abitante, e all' ultimo come andamento del Pil 2020. Come si fa a parlare di modello italiano?

 

giuseppe conte meme 1

Se dovessi additare dei modelli, citerei piuttosto quello della Germania e quello della Corea del Sud, due paesi che molti media stanno descrivendo come attualmente più inguaiati di noi, ma che in realtà si stanno comportando meglio: anche considerando il solo mese di agosto, il numero di morti per abitante della Germania è poco più della metà di quello dell' Italia, e quello della Corea del Sud è circa un sesto».

 

Emergenza sanitaria ed economia non sono mai stati così correlati. Quando saremo fuori dal pericolo del contagio tornerà il modello economico che è entrato ora in crisi o cambierà qualcosa?

conte meme

«Una cosa nuova ci sarà di sicuro, anche se la pandemia dovesse miracolosamente sparire nel 2021: il mondo occidentale si troverà ad avere perso ulteriori posizioni nella competizione con la Cina. Sul fatto che possa tornare il modello economico precedente, ho i miei dubbi, almeno per l' Italia.

 

Noi eravamo già una società signorile di massa in declino. Questi mesi li abbiamo usati per tappare le falle e congelare tutto, senza la minima attenzione a creare le condizioni di una ripartenza. Quel che mi aspetto, quindi, è un brusco risveglio nel primo semestre 2021, quando ci si accorgerà che non si può andare avanti in eterno con i sussidi e il blocco dei licenziamenti».

 

Lo smart working secondo lei cambierà il volto delle nostre città e il settore dei servizi?

ZINGARETTI - CONTE - DI MAIO

«Sì, lo cambierà, con un abbattimento parallelo dei costi e della qualità».

 

Più volte lei ha lamentato in passato il rischio di finanziamenti a pioggia per riparare i danni economici di questa crisi. Ma è davvero possibile in un momento simile pianificare interventi a lungo termine?

«Certo che è possibile, basta togliere la parola pianificare. Non si tratta di pianificare, ma di creare un ambiente meno tasse e meno burocrazia che consenta ai produttori di restare sul mercato o di entrarvi. L' alternativa è di diventare una società parassita di massa, in cui una piccola minoranza lavora e la maggioranza vive di trasferimenti».

 

coronavirus Italia

Dalle prime misure di marzo a oggi il governo ha dovuto prendere decisioni poco popolari. Ora che siamo tornati in campagna elettorale crede sia difficile conquistare il consenso degli elettori senza perdere di vista il bene comune?

«Era già impossibile prima, figuriamoci oggi. Il governo Conte è un mirabile esempio di esecutivo basato esclusivamente sulla massimizzazione del consenso, anzi del consenso di breve periodo».

giuseppe conte meme

 

A proposito di elezioni, cosa pensa del referendum confermativo sul taglio dei parlamentari?

Penso che qualsiasi cosa si voti si sbaglia. Votando sì, si legittima il qualunquismo grillino, e si rafforza un governo che ha già notevolmente compromesso il nostro futuro. Votando no ci si accoda a un penoso tentativo di vestire di nobili intenzioni (la Costituzione, la Democrazia, ecc.) la fame di posti del ceto politico».

 

Le Regionali in piena pandemia e durante una conclamata crisi economica che banco di prova rappresentano per il governo?

luca ricolfi 2

«Nessuno può saperlo. Se hanno avuto il fegato di fare un governo che se ne infischia di un voto politico (quello del 2018), non mi stupirei restassero abbarbicati al potere di fronte a un voto amministrativo, anche dovessero perdere in 6 Regioni su 6.

 

Se proprio devo immaginare degli scenari capaci di mettere in crisi l' attuale governo, le eventualità che mi vengono in mente sono altre, nessuna auspicabile: 1 milione di posti di lavoro distrutti, una tempesta finanziaria, una nuova chiusura di scuole e università, una proliferazione dei focolai e dei connessi lockdown».

conte di maioconte di maio franceschini

 

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