ugo di puorto raffaele mormone corinaldo

“SE NON ERA PER I MORTI A SFERA GLI FACEVA LA COLLANA” – LE INTERCETTAZIONI CHOC CHE HANNO PORTATO AGLI ARRESTI PER LA STRAGE DI CORINALDO. LE RISATE E LE BATTUTE TRA I RAGAZZI: “CIAO ASSASSINO, CHE SPETTACOLO LE COLLANE DI QUELLA SERA” – IL RUOLO DI ANDREA BALUGANI, 65ENNE TITOLARE DI UN “COMPRO ORO” E QUELLO DEL 19ENNE UGO DI PORTO, FIGLIO DI UN PREGIUDICATO AL 41BIS – DOPO CORINALDO HANNO CONTINUATO A RUBARE: CAPODANNO AL PALA NORD DI BOLOGNA, MA ANCHE PIAZZA E CHIESE. LA NOTTE DELLA STRAGE I RAGAZZI HANNO INCONTRATO SFERA EBBASTA E… VIDEO

 

 

1 – PERICOLOSI E INDIFFERENTI «SE NON ERA PER I MORTI A SFERA FACEVO LA COLLANA»

Andrea Pasqualetto per il “Corriere della Sera”

 

ugo di puorto

Ugo spruzzava e, nella confusione, Andrea e Moez rubavano e fuggivano. A nascondere il bottino ci pensava Raffaele, che aveva anche il compito di individuare i locali giusti, le serate più affollate e dunque più redditizie. Ci pensava il «vecchio» con il suo «Compro oro» a riciclare colonnine, braccialetti e quant' altro di prezioso la banda riusciva ad arraffare. I ruoli venivano definiti prima dell' azione, ma potevano variare di volta in volta. Così, di sera e di notte.

 

Di giorno, i più bighellonavano, ogni tanto spuntava un lavoretto, ma c' è anche un operaio e un parrucchiere. Cinque italiani, un marocchino, un tunisino, quasi tutti in qualche modo coinvolti in fatti di droga con piccoli precedenti per furto e reati contro il patrimonio. Abitano nel Modenese, fra San Prospero, Castelnuovo Rangone, Castelfranco Emilia, San Cesario sul Panaro, paesi di campagna e di masserie distanti poche decine di chilometri l' uno dall' altro.

 

Parola d' ordine: rubare. Al punto che, dopo la strage del Lanterna Azzurra, dove nel panico generale erano riusciti a strappare sei catenine, avrebbero voluto arraffare anche quella del trapper Sfera Ebbasta, il loro mito, incrociato al grill dopo il concerto. «La collana quella con la chitarra fra, Badr lì se non era stato per i morti te lo giuro... gliela faceva, lo guardava in un modo», dicono fra loro senza sapere di essere intercettati.

 

«Badr è un fan di quella m... di cantante ma non è un ladro e nemmeno un assassino», insorge la madre, Leila, marocchina da oltre vent' anni in Italia. Abita con suo marito e un altro figlio piccolo in una casetta fra i campi di granturco di San Prospero. «Quella sera Badr è tornato sconvolto per quel che era successo ma lui non c' entra, ne sono sicura. Mio figlio è un lavoratore, una persona seria, ha sudato in fonderia e adesso va a scuola e lavora da parrucchiere. Un ladro non fa certi lavori».

ugo di puorto con eros amoruso

 

Il vero capo non c' era ma Ugo Di Puorto, il più giovane, un certo ascendente sugli altri ce l' aveva. Originario di Aversa, figlio di un pregiudicato al 41 bis, vive con la madre e un fratello minore in una decorosa palazzina sempre a San Prospero. Su Facebook è Hugo e come immagine di copertina ha la scritta Acab, «All cops are bastards», tutti i poliziotti sono bastardi. «Sbirri figli di p...», ribadisce in un post. Aspetto curato, abiti firmati, lavoro precario, Hugo è stato fermato due mesi prima della strage di Corinaldo per «furto con strappo», il vecchio scippo.

 

andrea cavallari

Dopo la tragedia, con gli amici ha continuato a bazzicare discoteche dove sono stati denunciati vari furti: a Brescia, a Ravenna, a Forlì, a Vicenza. Fino a Rovigo, per la seratona del 2 marzo scorso. Quel giorno in «trasferta» c' erano lui, Raffaele Mormone ed Eros Amoruso.

 

Obiettivo: discoteca Studio 16 di Arquà Polesine. Ugo invita gli altri a non avere paura e non sa che ad ascoltarlo ci sono i carabinieri. Raffaele lo rassicura: «Porto il gas dentro, ti giuro faccio spruzzare tutti, li faccio sparire». «Ormai va di nuovo di moda il gas... Già l' hanno dimenticato... Spruzzo io, tu me lo rimetti in tasca dopo che ho spruzzato - dice a Ugo - voglio vedere chi lo trova... Eh eh eh, voglio vedere se prendono le impronte dall' aria...». Una sfida. A Corinaldo infatti avevano perso la bombetta dello spray al peperoncino, sequestrata dalle forze dell' ordine.

LA STRAGE DI CORINALDO

«Mormone ha partecipato a numerosi furti - scrive il gip - commessi soprattutto con Di Puorto, Amoruso e Haddada». Lui era il selezionatore dei locali. «Eventi musicali che potevano garantire al gruppo maggiori guadagni, confrontandosi con Di Puorto per la scelta di quello ritenuto più redditizio». Modenese di San Cesario sul Panaro, Mormone salvaguardava la refurtiva. Anche perché di tempo ne aveva.

 

«Non risulta svolgere alcuna attività lavorativa tanto che i suoi complici, spesso, lo hanno spronato in tal senso per giustificare i proventi illeciti», scrive il giudice. Secondo l' accusa i lavori servivano dunque da copertura. Operai, pony express, camerieri. «Fra', mi piacciono i soldi...» dice Mormone intercettato. «E a me soldi e adrenalina», risponde Di Puorto.

LA LOCANDINA DEL CONCERTO DI SFERA EBBASTA A CORINALDO

 

Chi invece aveva una vera e propria attività era Andrea Balugani, il «vecchio» del sodalizio. Sessantacinquenne di Castelfranco Emilia, titolare di un «compro oro», era colui che ricettava collane, braccialetti, anelli, «a un prezzo di gran lunga inferiore a quello di mercato e, così, si assicurava un illecito profitto». Sia chiaro, lui non c' entra con Corinaldo e non partecipava ai «colpi» della gang. Se ne stava nel suo negozietto, il Castello, e lì aspettava.

 

Quando Di Puorto era a corto di denaro, lui glielo anticipava, cosicché si potesse permettere una nuova «trasferta». Insomma, per l' accusa l' organizzazione c' era. «Banda? Associazione? Ma state scherzando... io non c' entro nulla», ha detto Balugani agli investigatori che lo portavano via.

strage alla discoteca lanterna azzurra di corinaldo ancona 6

 

2 – LE RISATE E I COLPI DOPO LA STRAGE "CIAO ASSASSINO, CHE SPETTACOLO LE CATENINE DI QUELLA SERA"

Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

strage alla discoteca lanterna azzurra di corinaldo ancona 5CORINALDO LANTERNA AZZURRA DISCOTECA

C' è una data, il due giugno del 2019, sei mesi dopo la strage di Corinaldo, in cui la banda dello strappo ha compiuto forse il gesto più orrendo della sua epopea. Due di loro, Andrea Cavallari e Souhaib Haddada, erano in una Punto. E tornavano dall' ennesima rapina, al Parco della Musica. Quella notte, per un momento, il loro ricordo tornò alla Lanterna Azzurra, alla sera dei «morti», per citare una loro espressione. Ecco, quella sera, ripensando a Corinaldo, la banda rise. Orgogliosi del bottino di quella serata. «Te lo ricordi alla La...», dicono prima di «sorridere », come annotano gli investigatori. «Si». «Tre! Tre!». «Si!». «Tre, e belle erano». «Che spettacolo!». I furti al peperoncino «Uè assassino». «Ciao assassino di merda». Così si salutavano, con messaggi vocali, i ragazzi del gruppo.

MORTI E FERITI NELLA DISCOTECA LANTERNA AZZURRA DI CORINALDO ANCONA

 

Tutto nasce a Modena e nei comuni attorno: San Prospero, Bomporto, San Cesario sul Panaro. È qui che vivono Ugo, Andrea, Moez, Raffaele, Souhaib, Badr ed Eros. Il più grande ha 22 anni, i più piccoli 19. I loro precedenti penali sono lunghi quattro pagine: furti, per lo più, qualche rissa, un tassista non pagato. Roba da balordi di provincia. Si incontrano e conoscono per caso. E decidono di mettere su un gruppo organizzato: specialità, furti di catenine con spray al peperoncino. Il gruppo era diviso in due batterie e, ricostruisce nell' ordinanza di custodia il gip, Carlo Cimini «si muoveva in questa maniera: uno-due "disturbatori" distraggono la vittima mentre balla, spingendo o fingendo di usare il cellulare per fare delle foto o dei video.

MORTI E FERITI NELLA DISCOTECA LANTERNA AZZURRA DI CORINALDO ANCONA

 

Un altro componente strappa le collone, i bracciali e gli orologi indossate dalle vittime». Nulla è lasciato al caso. Si fanno accompagnare spesso in discoteca da un 50enne che, dovrebbe sembrare un genitore. Ma in realtà è una via di mezzo tra un complice e una vittima: l' uomo a un certo punto si rifiuta e loro lo picchiano con spranghe e bastoni. Precisa è anche la scelta del luogo. I colpi dal 20 ottobre del 2018 al 20 luglio del 2019 sono stati 95, in tutta Italia e nelle discoteche più famose: dall' Hollywood all' Alcatraz di Milano fino allo Spazio 900 di Roma.

 

BIGLIETTO DI SFERA EBBASTA CORINALDO LANTERNA AZZURRA

Seguivano gli artisti più in voga: Sfera Ebbasta ma anche Gabry Ponte e Achille Lauro. Prima di partire chiamavano (è successo anche a Corinaldo) gli organizzatori per avere informazioni precisi su parcheggi e numeri di partecipanti. Poi, attraverso i social network, si accertavano che la zona non fosse già "coperta" dalle bande rivali: i torinesi, tra cui anche quelli che hanno provocato il disastro di piazza San Carlo, durante la finale di Champions league del 2017. E i genovesi con cui non correva affatto buon sangue: «Sai, i cazzotti in bocca, fra!».

strage alla discoteca lanterna azzurra di corinaldo ancona 4

 

"Usiamo anche il taser" Quanto accaduto a Corinaldo, lo ritenevano un incidente di percorso.

raffaele mormone

Meglio, non una loro responsabilità. «È stata la prima volta al mondo che è successo una cosa così» si dicevano. E soprattutto pensavano che tutto, dopo il clamore delle prime settimane, fosse stato dimenticato. In un primo momento avevano cominciato a pensare di usare il taser, la pistola elettrica, «sai quello che hai in tasca lo lasci per terra che non si muove più sicuro». Ma poi erano tornati allo spray. «Il gas va di nuovo di moda, quello che è successo non se lo ricorda più nessuno».

 

La notte di Capodanno, tre settimane dopo Corinaldo, sono al Pala Nord di Bologna. Addio rimpianti. Raccontano di aver incontrato la notte della strage Sfera Ebbasta a un autogrill. «Aveva una collana, quella con la chitarra, e non sai come lo guardava Badr... Se non era stato per i morti gliela faceva!». Le discoteche non sono l' unico obiettivo. «Le viette dove passeggiano le signore, adesso è orario perfetto. Andiamo fuori dalla chiesa adesso...

commenti ai morti di corinaldo

che tutte vanno a messa».

 

"Sgasiamo tutti" A febbraio l' attività è nel pieno. «Io spruzzo, tu me lo rimetti in tasca e voglio vedere chi lo trova, voglio vedere se prendono le impronte dell' aria » diceva ai suoi amici Ugo Di Puorto. Colpiscono almeno sei volte al mese, da un calcolo approssimativo intascano 12mila euro al mese, grazie alla vendita di oro a un ricettatore di fiducia. I nemici sono gli «sbirri», «figli di puttana», come scrive lo stesso Di Porto sui social.

L’ingresso della discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo (Ancona)

 

Una sera stanno per essere presi. Seminano i buttafuori grazie allo lo spray. Poi, la fuga in auto. «Via! Via! Investili!» urlano mentre vanno via da una discoteca di Padova. «Hanno un sistema di vita polarizzato alla commissione di reati» scrive il giudice, che segnala anche come non ci siano tracce di rimorsi. O quasi. «È andata così - diceva - in questo giochini sono morte sei persone. La gente che urlava, la gente che iniziava a cadere, io ho saltato tre persone... Ho passato certe cose», diceva Eros Amoruso, 20 anni, uno della banda. Eros il 25 aprile è morto, un sorpasso sbagliato, in auto. Con i suoi amici.

biglietto sfera ebbasta corinaldo discoteca discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldostrage alla discoteca lanterna azzurra di corinaldo ancona 2strage alla discoteca lanterna azzurra di corinaldo ancona 3strage alla discoteca lanterna azzurra di corinaldo ancona 7corinaldo lanterna azzurra il ponticello dove sono morte sei personecorinaldo mascherina discotecalanterna azzurra corinaldo anconalanterna azzurra sfera ebbastadiscoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo (Ancona)

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