“SONO PASSATI PIÙ DI TRE ANNI E ANCORA MI SCRIVONO ‘VAI SULLA SALARIA’” – UNA RAGAZZA ROMANA RACCONTA LA SUA STORIA DI REVENGE PORN: “ERA IL 2019 E AVEVO 13 ANNI, MANDAI DELLE FOTO E UN VIDEO IN CUI MI SI VEDE IL SENO AL MIO FIDANZATINO DELL’EPOCA. LUI LE HA MANDATE IN GIRO, NON PERCHÉ CI ERAVAMO LASCIATI, MA PER VANTARSI. ANCORA OGGI CIRCOLANO ONLINE SUI PROFILI FALSI DI INSTAGRAM. MI SCRIVONO ‘SE METTI LIKE TI FACCIO UN RAPPORTO ORALE GRATIS”

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Luca Monaco e Andrea Ossino per “la Repubblica – ed. Roma”

 

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« È successo tutto a febbraio del 2019, avevo solo 13 anni, ero piccola, ingenua. Andavo a scuola in centro, ho dovuto cambiare istituto. Le mie foto e quel video in cui mi si vede il seno circolano ancora sui profili falsi di Instagram, scrivono: " Se metti like ti faccio un rapporto orale gratis". Sono passati più di tre anni e ancora mi insultano tutti, mi scrivono "Vai sulla Salaria" e roba del genere. L'inverno scorso tre ragazze di Roma sud mi hanno picchiata all'Eur perché hanno visto le mie foto sui cellulari dei loro fidanzati». Adesso Marta ha 16 anni, studia turismo, fatica a metabolizzare l'incubo del revenge porn subito a opera della baby gang 18.

 

A chi aveva mandato quelle foto?

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«L'avevo mandate una sera del febbraio 2019 al mio fidanzatino dell'epoca. Mi pento amaramente di quello che ho fatto. Lui e il suo migliore amico l'hanno mandate in giro, non perché ci eravamo lasciati, visto che ancora ci parlavamo, ma più che altro credo per vantarsi con gli amici. Li per lì, il mio ex mi ha detto che il suo migliore amico gli aveva preso il telefono e le aveva condivise. Io gli ho creduto perché ero ingenua».

 

Da quel giorno come è cambiata la sua vita?

«Mi sono depressa. A scuola mi insultavano tutti, mi dicevano che ero una poco di buono, che ero la figlia sbagliata dei miei genitori.

Continua a succedere».

 

Ha tentato atti di autolesionismo?

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«In un certo senso si, è così. Ero preda dell'ansia. Come se non avessi più voglia di vivere. Ho iniziato a non stare mai a casa, tornavo solo la sera e rispondevo male a mia madre. A scuola non riuscivo a stare attenta, mi hanno bocciata tre volte. Spesso facevo sega e mi facevo un sacco di canne. Ancora oggi non mi fido più di nessuno, ho grandi difficoltà a relazionarmi con le persone».

 

È stata aggredita per via di quelle foto?

«Si. Un sabato dello scorso inverno stavo al McDonald's dell'Eur, mi sono venute addosso tre ragazze di Roma Sud e mi hanno picchiata in tre, perché hanno visto che sui telefoni dei loro ragazzi c'erano le mie foto. Ma io che c'entro? Vorrei dirlo al mondo, a tutti quelli che mi accusano: non sono io a pubblicare le foto che circolano su Internet. È una cosa che non riesco a fermare».

 

Le tre ragazze erano della gang 18?

«No, io quelle persone non le frequento. Sono ragazzini. Gang 18 è Roma Sud e Gang 17 Roma Nord, ma si conoscono tutti, tra loro. E tutti conoscono qualcuno di loro».

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Quanto è complicato convivere con tutto questo?

«Non riesco più a fidarmi di nessuno. Ho solo un'amica che considero fidata e non so neanche fino a che punto. Le ultime relazioni sentimentali che ho avuto le ho rovinate io, perché sono diventata fredda, algida, non mi fido più».

 

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