giovanna botteri cina

“SPERAVO CHE PER LA SEDE RAI DI BRUXELLES AVREBBERO SCELTO ME” – LA DELUSIONE DI GIOVANNA BOTTERI SCARTATA DALL’AD SALINI: “PENSAVO DI RACCONTARE L'EUROPA IN MODO DIVERSO E DI AVVICINARMI A CASA” – LA SOLITUDINE A PECHINO E LE ACCUSE DI ESSERE FILO CINESE ANTI-TRUMP: “QUANDO STAVO IN AMERICA DIVENTAVA DIFFICILE FARE L'APOLOGIA DI TRUMP” – IL RAPPORTO CON LA FIGLIA: “QUANDO MORÌ ILARIA ALPI UN’AMICHETTA ANDÒ DA LEI E LE CHIESE: 'È TUA MADRE?'. TORNAI SUBITO" – E SUL LOOK: “I MIEI CAPELLI SONO ANARCHICI…”

Laura Rio per ''il Giornale''

 

giovanna botteri a domenica in 1

Esausta, stremata e anche un po' amareggiata, ma senza perdere la sua proverbiale serenità. Dopo i duri mesi vissuti nel Paese che ha dato origine alla più grande pandemia della storia recente, tra lockdown, veglie notturne, continui collegamenti con l' Italia, solitudine, paura, fatica, stress, ora Giovanna Botteri, la corrispondente Rai da Pechino, potrà finalmente trascorrere un periodo di riposo in Italia.

 

giovanna botteri

Sta tornando in queste ore con un viaggio fortunoso perché i voli sono pochi e complicati. Primo desiderio: festeggiare i 30 anni della figlia Sarah. Si aspettava, però, di restarci in questa parte del mondo, nella sede di Bruxelles della tv di Stato, per un cambio di lavoro e di vita. Anche una meritata ricompensa per questo periodo difficile, oltre che per tutta la sua carriera. Ma non è andata così.

 

Giovanna, partiamo da qui: ci sei rimasta male? Pensi di restare a Pechino?

GIOVANNA BOTTERI

«Sarebbe stata per me una grande sfida. Avevo fatto domanda tramite il job posting interno all' azienda. Immaginavo che il mio curriculum fosse sufficiente Dopo aver coperto i Balcani, il Medio Oriente, l' America e l' Asia, pensavo di raccontare l' Europa in modo diverso. E anche di avvicinarmi a casa. Ma rispetto le decisioni dell' ad Salini. Adesso penso solo a godermi mia figlia e dormire poi vedremo cosa fare».

 

Di guerre ne hai raccontate tante, dai Balcani all' Irak, dall' Afghanistan al Kosovo, ma quella del Covid è stata diversa, subdola, incomprensibile.

giovanna botteri

«Vero. La differenza con i tanti altri conflitti che ho visto è che lì sapevi chi era il tuo nemico. Qui no. Può essere il tuo vicino, l' amico del cuore, un parente. Quando fai l' inviata, sai come comportarti, ti premunisci, cerchi di evitare pericoli, di metterti in salvo, con il virus non lo puoi fare, non ti puoi nascondere, non puoi scappare».

 

Un anno durissimo a Pechino, che da gennaio è diventato il centro dell' attenzione mondiale...

«E all' inizio da fuori nessuno capiva quanto qui fosse terrificante. Non se ne aveva la percezione: 60 milioni di persone chiuse in casa, dalla sera alla mattina, le città vuote, le strade deserte. Non sapevamo niente, avevamo una grande paura. E, poi, abbiamo dovuto riviverla una seconda volta, quando c' è stato un nuovo focolaio».

crozza imita giovanna botteri

 

In tutto questo, hai dovuto quadruplicare il lavoro, con corrispondenze di giorno e di notte, per tg, talk e radio

 «Quando è iniziato il lockdown ho riempito il frigorifero dei nostri uffici nella sede Rai. Spesso dormivo lì, di solito alla mattina, tra le pause dei telegiornali, dato il fuso orario in avanti rispetto all' Italia. Ho tenuto in servizio solo due montatori, gli altri sono rimasti a casa in smart working. Per gestire tutti i collegamenti, c' è una sola possibilità: l' organizzazione».

 

Hai avuto paura, momenti in cui hai pensato di non farcela più?

«La paura della morte la porto sempre addosso: quando la respiri nei posti di guerra non te ne puoi più liberare. Ma bisogna tenersela per sé, non ti puoi permettere di trasmetterla agli altri, altrimenti quelli che ti guardano cosa possono pensare? Andavo in panico all' inizio, magari avevo qualche linea di febbre e pensavo al peggio, soprattutto di finire in quei lebbrosari dove sono morte chissà quante persone. E non lo sapremo mai...»

Giovanna Botteri

 

 Non era certamente facile ottenere informazioni in un paese già poco «trasparente» come la Cina.

«A darci una mano ci sono i social, che fanno un grande lavoro di contro-informazione, a volte basta una foto o una frase per farci capire tante cose. Poi ovviamente si ascoltano le fonti ufficiali. Io leggo molto anche il South China Morning Post che si colloca in mezzo, né filo né antigovernativo, una fonte attendibile».

 

Tanti mesi sola, senza la famiglia

«In effetti la solitudine è stato l' aspetto più difficoltoso. Mia figlia Sarah era chiusa in casa a Roma, anche lei sola: il senso di impotenza, il non poter fare qualcosa per lei mi affliggeva.

 

MICHELLE HUNZIKER E GIOVANNA BOTTERI

Una solitudine che già sentivo quando sono arrivata in Cina, ma che è dilagata con il lockdown: non parlo il mandarino e dunque è difficile entrare in contatto con la gente. Sono stata 13 anni a New York e lì mi sentivo a casa. Ho anche girato tutto il mondo come inviata, ma qui è tutto diverso...».

 

Sei stata accusata di essere filo cinese e anti trumpiana

«Mi sembra proprio un' accusa gratuita. È ovvio che quando stavo in America diventava difficile fare l' apologia di Trump. Ma pensare che sia dalla parte del governo di Pechino è assurdo».

 

Ti sei mai pentita di aver inseguito tante guerre lasciando spesso tua figlia senza di te, soprattutto quando era piccola?

crozza imita giovanna botteri

«Pentita di aver scelto questo lavoro mai. Ora mia figlia è grande e non mi rimprovera le assenze. Abbiamo costruito un rapporto e una vicinanza che vanno oltre la presenza fisica. Lei ha sempre saputo che io per lei c' ero, che sarei tornata, come nell' analisi freudiana del gioco del rocchetto: scompare e ricompare quando il bambino lancia il filo a cui è attaccato e poi lo tira indietro.

 

Ricordo sempre quando stavo per partire per l' Afghanistan insieme al convoglio in cui c' era anche Maria Grazia Cutuli, l' inviata del Corriere rimasta uccisa in quell' agguato. Mia figlia mi disse basta, torna, ho bisogno di te. Insomma, mi ha salvato la vita. Io avevo un motivo in più per stare attenta: dovevo tornare da Sarah».

 

Ti sei mai chiesta: ne vale la pena?

«Sì spesso, soprattutto quando hanno ucciso Ilaria Alpi in Somalia, la mia amica del cuore, la compagna di banco nella redazione del Tg3. Miran Hrovatin, morto con lei, era stato mio operatore. Io ero in Bosnia. Mia figlia con mio padre a Trieste, la mia città di nascita. All' asilo, un' amichetta le dice: Ho sentito che è morta un' inviata, è tua mamma? Sono tornata di corsa a casa».

FABIO FAZIO GIOVANNA BOTTERI

 

E cosa ti spinge a continuare questa vita?

«Quando cominci a raccontare le storie delle persone, non riesci più a fermarti. Non sono mai stata interessata ad altri tipi di carriera, alle direzioni. Faccio il lavoro che so fare. Mi chiedo sempre come una persona possa vivere, dormire, mangiare, amare, sognare quando le cadono le bombe sulla testa.

 

Come fanno le mamme a mandare fuori i figli a giocare quando sanno che potrebbero non tornare più come quei sei bambini di Sarajevo che mi rimarranno sempre in mente: usciti per scivolare sulla neve e rimasti lì.

FABIO FAZIO GIOVANNA BOTTERI

Quando assisti a tanto dolore e ingiustizie capisci che non ci si può arrendere, non si possono abbandonare le persone che soffrono e che non avrebbero neppure la possibilità di far sentire la loro voce».

 

Si è parlato tanto di te negli ultimi mesi per il servizio di Striscia la notizia che ti prendeva bonariamente in giro per il look. Si è tirato in ballo il body-shaming, sono scoppiate polemiche... Tu, alla fine, hai sdrammatizzato

«Mah... sì, penso che sia stata anche un' occasione per parlare di temi importanti come l' immagine della donna e la pressione della società sull' aspetto fisico, discorsi che possono far bene alle giovani generazioni.

 

GIOVANNA BOTTERI

E, poi, forse, non è stato casuale che l' argomento sia nato proprio in periodo di Covid quando non si poteva andare dal parrucchiere: la gente a casa ha avuto bisogno di vedere in tv persone normali e non modelli patinati irreali».

 

Ma tu ci vai o no dal parrucchiere?

«Ma avete visto che capelli lunghi ho? Ci andrò in Italia, li taglierò 30 centimetri. I miei capelli sono anarchici: per questo da ragazza li tenevo sempre corti Cerco di sistemarli come riesco.

lilli gruber e giovanna botteri

 

Non c' è nulla di male, ovviamente, a tenere in ordine il proprio aspetto. E vogliamo parlare delle magliette, pure tanto criticate? Mi dicono che metto sempre la stessa, nera: ma io, per praticità, ne ho 40, tutte simili: vanno bene per sistemare il microfono e per come mi stanno addosso».

FABIO FAZIO E GIOVANNA BOTTERIgiovanna botteri

Ultimi Dagoreport

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO

sergio mattarella giorgia meloni alfredo mantovano

SUL DECRETO SICUREZZA MELONI E MANTOVANO HANNO PRESO UNA “MATTARELLATA” IN TESTA – IL CAPO DELLO STATO HA ESERCITATO UNA MORAL SUASION PUNTUTA E SENZA SCONTI SULLE FOLLIE PREVISTE DAL DECRETO DEL GOVERNO: NEL FACCIA A FACCA CON IL SOTTOSEGRETARIO, MATTARELLA HA PASSATO AL SETACCIO OTTANTA PAGINE DI NORME, STRACCIANDO LE PARTI PALESEMENTE INCOSTITUZIONALI, COME LO SCUDO PENALE PER GLI AGENTI, CHE AVREBBE FATTO SALTARE IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DEI CITTADINI, O IL FERMO PREVENTIVO PER I MANIFESTANTI – SU RICHIESTA DEL COLLE, ALCUNE MISURE “SENSIBILI” SARANNO SPOSTATE IN UN DISEGNO DI LEGGE CHE DOVRÀ SEGUIRE L’ITER PARLAMENTARE ORDINARIO (E FINIRÀ IMPANTANATO IN AULA) - LA COINCIDENZA "SOSPETTA" CON LA SCISSIONE DI VANNACCI DALLA LEGA E IL TENTATIVO DI NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL GENERALISSIMO....

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...