emma marrazzo luana dorazio

“SPERAVO IN UNA PENA PIÙ GIUSTA, SONO DELUSA” – IL GUP DI PRATO HA ACCOLTO LA RICHIESTA DI PATTEGGIAMENTO PER LUANA COPPINI E IL MARITO DANIELE FAGGI. I TITOLARI DELLA DITTA DOVE LA 22ENNE LUANA D’ORAZIO MORÒ SCHIACCIATA DA UN ORDITOIO SCONTERANNO 2 ANNI E 1 ANNO E 6 MESI – LA MADRE DELLA GIOVANE OPERAIA: “ASPETTAVO UN PO’ PIÙ DI RISPETTO, HO SEMPRE DETTO NO ALLA VENDETTA, VOLEVO STOPPARE LE MORTI SUL LAVORO MA NE AVVENGONO ANCORA TANTE. PENSO CHE LE PERSONE POTRANNO COMMENTARE QUESTA SENTENZA, NON SARÒ IO A FARLO…” - VIDEO

 

 

Giorgio Bernardini per ANSA

 

LUANA D'ORAZIO LUANA COPPINI

Trova un punto fermo la vicenda di Luana D'Orazio, la 22 enne morta sul lavoro a Montemurlo, in provincia di Prato, mentre era impegnata a una macchina tessile. Ci sono da oggi una condanna a 2 anni di reclusione per Luana Coppini, titolare dell'azienda in cui è avvenuto l'incidente mortale il 3 maggio 2021, e un'altra a 1 anno e 6 mesi per il marito Daniele Faggi, considerato dagli inquirenti il titolare di fatto della stessa ditta. Sono entrambe condanne patteggiate.

 

Il giudice per l'udienza preliminare Francesca Scarlatti ha accolto il patteggiamento su cui hanno concordato la pubblica accusa e gli avvocati difensori dei due imputati (su tre) accusati della morte della giovane madre e operaia. Per entrambi c'è la sospensione condizionale. "Speravo in una pena più giusta", sono "molto delusa", ha spiegato all'uscita dall'udienza la mamma di Luana D'Orazio, Emma Marrazzo. Che ha aggiunto: "Andremo avanti per la nostra strada.

luana d'orazio funerali

 

Mi dicevano tutti: 'tanto nel mondo del lavoro non cambia niente, cosa vuoi cambiare?' Forse avevano ragione…Aspettavo un po' più di rispetto, qualcosa in più. Ho sempre detto no alla vendetta, volevo stoppare le morti sul lavoro ma ne avvengono ancora tante. Penso che le persone potranno commentare questa sentenza, non sarò io a farlo".

 

"Si tratta di una sentenza molto celere - ha detto invece l'avvocato Alberto Rocca, che difende assieme a Barbara Mercuri i due imputati che hanno patteggiato - che si poggia su due pilastri: non è affatto scandalosa, come pure ho sentito dire sui social, ma giusta". La proposta di patteggiamento della difesa dei due imputati ha trovato l'assenso della procura, che ha posto come condizione l'effettivo pagamento del risarcimento assicurativo stabilito in circa di 1 milione di euro, aspetto che è sembrato pesare sul 'via libera' al patteggiamento stesso.

la ragnatela sull'orditoio di luana d'orazio

 

Il legale della famiglia D'Orazio, avvocato Daniela Fontaneto, ha annunciato che proverà a far alzare il risarcimento passando per "un distinto procedimento civile". L'azienda è stata inoltre condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria che ammonta a 10.300 euro. "Accogliamo la sentenza con l'amaro in bocca per le modalità dell'infortunio dato che nel capo d'imputazione - commenta l'avvocato Fontaneto - si legge di manomissioni e di un comportamento da parte dei titolari che non fatico a definire scellerato.

 

EMMA MARRAZZO - LA MADRE DI LUANA DORAZIO

È stata data in mano a Luana una pistola carica senza sicura". Per loro, Laura Coppini e Daniele Faggi la vicenda, drammatica, trova un epilogo. Nella stessa udienza, invece, la giudice ha deciso di rinviare a giudizio il terzo imputato, il manutentore Mario Cusimano, che affronterà un processo con rito ordinario per le accuse di omicidio colposo e rimozione dolosa di cautele antinfortunistiche, con questo secondo reato si fa riferimento alla saracinesca che avrebbe dovuto impedire all'operaia di entrare in contatto con il macchinario. Sono le stesse accuse contestate agli imputati che hanno patteggiato.

 

L'ORDITOIO DOVE LAVORAVA LUANA D'ORAZIO

La prima udienza è fissata per il 13 dicembre. Le indagini della procura di Prato sulla morte della giovane, madre di un bambino che oggi ha 6 anni, si erano concentrate da subito sugli accertamenti tecnici, sulla meccanica che ha portato al trascinamento dell'operaia, assunta come apprendista, negli ingranaggi del macchinario.

 

In particolare, la perizia di un consulente della procura aveva individuato nella rimozione della saracinesca di sicurezza dell'orditoio, uno sbarramento che in teoria deve ostacolare eventuali cadute degli addetti dentro la macchina tessile, la causa principale dell'incidente. Per questo le accuse sono state rivolte ai coniugi titolari della ditta e al tecnico che secondo le ricostruzioni avrebbe materialmente disattivato il dispositivo di sicurezza per loro conto.

 

 

Articoli correlati

LA PROCURA DI PRATO HA ACCOLTO LA RICHIESTA DI PATTEGGIAMENTO A 2 ANNI DEI DUE...

 

 

 

 

LUANA D'ORAZIO E IL FIDANZATOluana d'orazioluana d'orazioLUANA D'ORAZIO E IL FIDANZATO

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…