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“È STATO GARANTE DI LIBERTÀ E DIFENSORE DEI DIRITTI, SOPRATTUTTO DEI PIÙ DEBOLI” - È MORTO A 86 ANNI VALERIO ONIDA, EX PRESIDENTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE, ANIMATO DA PROFONDA PASSIONE CIVILE E A LUNGO DOCENTE DI DIRITTO, E TUTTA LA POLITICA L’HA RICORDATO, A PARTIRE DA DRAGHI E MATTARELLA - FU UN MAESTRO DI GENERAZIONI DI GIURISTI, A COMINCIARE DALL'ATTUALE GUARDASIGILLI MARTA CARTABIA - LA CANDIDATURA NEL 2010 ALLE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA PER IL SINDACO DI MILANO, IL NO AL REFERENDUM SULLA RIFORMA RENZI-BOSCHI...

Valeria Di Corrado per “Il Messaggero

 

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Era riconosciuto da tutti come un maestro di generazioni di giuristi, a cominciare dall'attuale Guardasigilli Marta Cartabia, che con lui si laureò nel 1987. Ieri è scomparso Valerio Onida, ex presidente della Corte costituzionale, animato da profonda passione civile e a lungo docente di diritto, molto amato dai suoi studenti.

 

Si è spento nella sua Milano, con la quale - lui, nato da padre sardo e madre siciliana - aveva costruito un forte legame, ricambiato e fatto di cose concrete. Come il suo impegno volontario da consulente per i detenuti delle carceri milanesi e l'associazione Avvocati per niente.

 

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Forte il cordoglio di cittadini e istituzioni, a partire da quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: ha inviato un messaggio ai familiari di Onida - che lascia 5 figli e 6 nipoti - ricordandone la figura di maestro di diritto pubblico, di autorevole giudice e presidente della Corte costituzionale, di presidente della Scuola superiore della magistratura, «costantemente animato da forte spirito civico e da prezioso impegno per le istituzioni della Repubblica».

 

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Per il Presidente e il premier Mario Draghi, Onida «è stato garante di libertà e difensore dei diritti, soprattutto dei più deboli. Alla sua attività di giudice e accademico, ha affiancato per anni quella di volontario nelle carceri, segno della sua umanità e delle sue convinzioni». Da Giuliano Amato, attuale presidente della Corte, parole toccanti: «Ho perso un fratello. Era un uomo buono e un vero maestro».

 

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«Milano saluta commossa Valerio Onida - ha detto il sindaco Beppe Sala - Per tutti un esempio di profonda passione civile. Non lo dimenticheremo». «Per me è stato il maestro che mi ha aperto la strada, un gigante del diritto costituzionale, che ha messo la sua passione, la sua disarmante semplicità e la sua limpida intelligenza al servizio delle istituzioni e dei diritti degli ultimi», ha commentato la Cartabia.

 

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Onida aveva compiuto 86 anni lo scorso 30 marzo. Alla guida della Consulta dal settembre del 2004 al gennaio del 2005, era stato anche presidente dell'Associazione italiana dei costituzionalisti e dell'Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione, succedendo a Oscar Luigi Scalfaro.

 

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LA CARRIERA DI DOCENTE

Come docente di diritto costituzionale aveva insegnato alla Statale di Milano, dove era diventato ordinario nel 1983 e poi era tornato - salve le pause per i suoi incarichi - fino al 2009, come emerito. Aveva insegnato anche a Sassari, Pavia, Padova nella sede di Verona, e Bologna.

 

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Nel 1986 fondò a Milano uno studio legale che poi chiuse per incompatibilità con i suoi incarichi, ma nel 2012, libero da vincoli, era tornato alla professione dando vita allo studio associato Oralex, molto orientato alla tutela dei diritti.

 

Il Parlamento lo elesse giudice della Consulta nel 1996. Nel 2010 si era candidato alle primarie del centrosinistra per il sindaco di Milano, arrivando terzo dopo Giuliano Pisapia (poi eletto) e Stefano Boeri.

 

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Nel 2016, il costituzionalista aveva sostenuto le ragioni del No al referendum sulla riforma Renzi-Boschi. Nel 2013 era stato chiamato dall'allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a far parte dei dieci saggi che dovevano progettare riforme per una nuova prospettiva politica e sociale. È stato il figlio Francesco, su Facebook, a comunicare la notizia della morte: «Ciao papà, grazie di tutto».

 

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