ahsraf ghani talebani afghanistan

“I TALEBANI SONO A 11 CHILOMETRI DA KABUL” – UNA DEPUTATA PROVINCIALE ANNUNCIA CHE LE MILIZIE ISLAMISTE HANNO CATTURATO UN’ALTRA PROVINCIA A SUD DELLA CITTÀ, E STANNO AVANZATO SEMPRE PIÙ SPEDITE VERSO LA CAPITALE – IL PRESIDENTE AHSRAF GHANI: “NON LASCERÒ CHE LA GUERRA CAUSI LA SCOMPARSA DELLE CONQUISTE DEGLI ULTIMI VENT’ANNI. HO AVVIATO CONSULTAZIONI PER TROVARE UNA SOLUZIONE POLITICA CHE GARANTISCA PACE E STABILITÀ AL POPOLO AFGHANO" (MA SÌ, FAI CON CALMA) – VIDEO

 

 

 

1 - AFGHANISTAN: MEDIA, 'TALEBANI SONO A 11 KM DA KABUL'

ahsraf ghani

(ANSA) - ROMA, 14 AGO - Continua l'avanzata verso Kabul dei Talebani, che hanno raggiunto il distretto di Char Asyab, a soli 11 chilometri a sud della capitale afghana. Lo ha riferito la legislatrice provinciale Hoda Ahmadi, citata da Al Jazeera, secondo cui il gruppo armato ha catturato una provincia a sud della città, Logar, e ha arrestato i suoi funzionari provinciali.

 

Gli insorti hanno anche attaccato la città settentrionale di Mazar-e-Sharif da diverse direzioni, scatenando pesanti combattimenti alla periferia, ha riferito Munir Ahmad Farhad, portavoce del governatore provinciale.

 

2 - AFGHANISTAN:GHANI,NON LASCERÒ CANCELLARE 20 ANNI PROGRESSI

avanzata dei talebani verso kabul

(ANSA-AFP) - KABUL, 14 AGO - "Non lascerò che la guerra imposta al popolo causi la morte di altre persone innocenti, la scomparsa delle conquiste degli ultimi 20 anni, la distruzione di strutture pubbliche e la continuazione dell'instabilità". Lo ha dichiarato in un discorso televisivo alla nazione il presidente del Paese, Ahsraf Ghani. Il leader non ha fatto allusione a una possibile dimissione, richiesta da alcuni.

 

 

3 - I TALEBAN ASSEDIANO KABUL, FORZE AFGHANE ALLO SBANDO: “SITUAZIONE FUORI CONTROLLO”

Giordano Stabile per “La Stampa”

ahsraf ghani.

 

Sedici, anzi no, diciotto province ormai nelle mani dei taleban. La marea jihadista sale verso Kabul con una forza inarrestabile, dopo aver isolato le forze governative allo sbando, quelle che ancora vogliono combattere. L’hanno soprannominata la strategia «dell’anaconda», strozzare la capitale dopo averla avvolta in una presa di ferro e di fuoco.

 

talebani felici avanzano verso kabul

Le avanguardie erano ieri a 50 chilometri, le ambasciate occidentali preparano i piani d’evacuazione, l’edificio Afghanistan, come se i pilastri fossero già rosi fino al midollo senza che nessuno se ne fosse accorto, crolla a una velocità inimmaginabile. Le mappe aggiornate di ora in ora mostrano i tre quarti del territorio nelle mani dei seguaci del mullah Omar, che adesso sognano a occhi aperti di mettere al suo posto l’emiro Haibatullah Akhundzada.

talebani avanzano verso kabul

 

L’ultima settimana è stata terrificante per il governo del presidente Ashraf Ghani. Ha visto i suoi piani in briciole. Metà dei capoluoghi di provincia persi, prima i piccoli e periferici, poi Kunduz, Ghazni, Herat, Kandahar, quattro delle cinque città più popolose dopo Kabul. E ieri ancora Lashkar Gah, Tarin Kot e l’intera provincia di Logar, alle porte orientali della capitale.

 

milizie dei talebani

I consiglieri militari del presidente sono caduti nella trappola dell’anaconda. I taleban sapevano che i governativi si sarebbero battuti fino all’ultimo uomo per difendere il Sud, soprattutto Kandahar, hanno attirato su molteplici fronti le forze speciali, hanno esaurito le loro riserve e poi hanno attaccato a Nord. A quel punto Kabul non aveva più uomini da inviare al fronte e l’intero castello è crollato. Altro errore enorme è stato investire sui signori della guerra locali, ostili ai jihadisti. Alcuni si sono venduti, altri come il molto mediatizzato Ismail Khan a Herat, sono fuggiti e sono stati catturati. In un video il vecchio guerriero appare spaventato e balbettante.

LA GUERRA IN AFGHANISTAN BY ALTAN

 

Il raiss della minoranza uzbeka, Abdul Rashid Dostum, si è trincerato invece nel suo feudo, Mazar-e-Sharif, all’estremo Nord. Ieri ha cercato di contrattaccare, è stato respinto. Ma non è da lì che verrà lanciata l’offensiva finale. I conti con gli uzbeki i taleban li faranno alla fine.

 

Con Dostum si può trovare anche un accordo, basta pagare. La marcia su Kabul partirà da Ovest, Sud ed Est. I jihadisti hanno il controllo delle principali vie di comunicazione, a cominciare dalla ring road, la superstrada che come un anello unisce i principali capoluoghi. La capitale è una metropoli di 4,6 milioni di abitanti. È già stata distrutta in una lunga battaglia casa per casa fra il 1992 e il 1996, fino alla vittoria del mullah Omar. Nessuno ha voglia di ripetere l’esperienza. I militari statunitensi ritengono più probabile un collasso definitivo dei governativi.

 

talebani in marcia verso kabul

Il Pentagono sta per inviare tre battaglioni, 3500 uomini, a difesa della zona verde delle ambasciate e dell’aeroporto. Una brigata aviotrasportata è invece in allerta in Kuwait. L’obiettivo è evitare l’«effetto Saigon», con la gente sui tetti in attesa dell’ultimo elicottero, «una disfatta» per Joe Biden, un altro Vietnam.

 

Sarà, se sarà, un’evacuazione ordinata. Il personale dell’ambasciata, che fino a due mesi fa contava 1.400 persone, verrà ridotto all’osso e forse spostato in una sede provvisoria accanto allo scalo. Le altre ambasciate occidentali hanno piani simili. Mentre la Nato convoca una riunione di emergenza il segretario generale dell’Onu Guterres sottolinea che «l’Afghanistan sta andando fuori controllo», e si dice inorridito dagli abusi dei taleban sulle donne.

polizia afghanistan

 

«Almeno 241.000 persone sono state costrette a fuggire dalle loro case, i bisogni umanitari crescono di ora in ora, gli ospedali stanno traboccando, le scorte di cibo e medicinali stanno diminuendo, strade, ponti, scuole, cliniche vengono distrutte».

avanzata talebana in afghanistan 3

 

Gli abitanti di Kabul con mezzi e passaporti stranieri hanno prenotato in massa i voli disponibili verso Europa e Nord America. Mezzo milione di sfollati vaga invece verso la capitale, compresi, secondo l’Unicef, «72 mila bambini, molti alla fame», mentre la minoranza sciita Hazara, un quinto della popolazione, teme massacri, come quello del 1998. L’emiro Akhundzada finora è rimasto silente, ha lasciato i suoi inviati fare promesse nelle trattative a Doha. Ma non ha mai ripudiato, di persona, l’alleanza con il capo di Al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri.

TALEBANI HERAT TRUPPE NATO IN AFGHANISTAN

Ultimi Dagoreport

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...