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“PER TRE VOLTE IN UN GIORNO SONO STATA SCAMBIATA PER L’IMPUTATA” - IN UN TRIBUNALE INGLESE L'AVVOCATO ALEXANDRA WILSON È STATA ADDITATA COME IMPUTATO SOLO PERCHÉ DI COLORE - SU TWITTER HA SCHERZATO: “SUL MIO VISO DEVE ESSERCI QUALCOSA CHE DICE 'NON SEI UN AVVOCATO'” – IL PRESIDENTE DELLA CORTE SUPREMA SE LA PRENDE CON IL "PREGIUDIZIO INCONSCIO”

Giampaolo Scacchi per "www.blitzquotidiano.it"

 

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Ecco l’esperienza dell’avvocato di colore Alexandra Wilson. Vittima di un fenomeno spontaneo di razzismo inglese. Per ben tre volte, nel giro di un giorno, in tribunale è stata scambiata per l’imputato. Commenta Giampaolo Scacchi: Sembravano passati i tempi descritti da Walter Scott in Ivanohe, quasi mille anni fa. In fondo fanno parte del Governo Johnson ministri figli di immigrati indiani. Così il ministro dell’Economia e quella dell’Interno. 

 

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Il fatto ha provocato un certo scombussolamento. Al punto che Lord Reed, presidente della Corte Suprema, si è sentito in dovere di intervenire. Contro “l’ignoranza e il pregiudizio inconscio” che devono essere necessariamente affrontati dall’ordinamento giudiziario.

In un’intervista alla BBC, Lord Reed ha sostenuto che prima di andare in pensione spera di vedere nelle aule più giudici di colore, asiatici e di minoranze etniche.

 

Ha spiegato che il trattamento subito da Alexandra Wilson è stato “vergognoso”.

L’avvocato, in merito all’episodio, su Twitter ha scritto:”Sul mio viso deve esserci qualcosa che dice “non sei un avvocato”. Un piccolo saggio di humour. Una volta lo chiamavano humour inglese.

 

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Lord Reed ha sostenuto:”Alexandra Wilson è una giovane avvocatessa molto dotata, laureata a Oxford e ha vinto numerose borse di studio. Essere trattata in quel modo, per lei è stato a dir poco estremamente deludente”.

Kevin Sadler, acting chief executive del Her Majesty’s Courts and Tribunals Service, si è scusato con Wilson, ha parlato di un “comportamento totalmente inaccettabile” e riguardo all’episodio avrebbe indagato sul ruolo del suo staff.

Secondo Judicial Diversity Statistics, ad aprile 2019 circa il 7% dei giudici del tribunale era BAME, acronimo di black, asiatico, minoranza etnica.

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Gli asiatici o gli asiatici-britannici rappresentavano il 4% della totalità dei giudici della corte e l’etnia mista il 2%.

I restanti gruppi, neri o neri-britannici e altri gruppi etnici, rappresentavano ciascuno circa l’1%

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