vittorio feltri colosseo roma

“TUTTI A CRITICARE ROMA, MA NESSUNO SI SOFFERMA SULLA SUA MAGNIFICENZA” – VITTORIO FELTRI INAUGURA LA SUA NUOVA RUBRICA SUL “TEMPO” CON UN’ODE ALLA CAPITALE: “UNA CITTÀ ‘SANTA E DANNATA’ COME L’HA TITOLATA ROBERTO D’AGOSTINO NEL SUO DOCUFILM” – “I ROMANI MI PIACCIONO ANCORA, MI DIVERTONO, SONO DIVERSI DA NOI LOMBARDI, NON HANNO FORMALITÀ, HANNO CONSERVATO IL LORO DISINCANTO” – IL CIBO, I TASSISTI E I RICORDI DELLA LEVA: “MENTRE PERCORREVO IN USCITA LE STRADE DI QUESTA CITTÀ MONUMENTALE, PER ME È STATO COME LASCIARE UNA DONNA MERAVIGLIOSA CHE SI È AMATO ALLA FOLLIA…”

ROMA SANTA E DANNATA - TRAILER

Estratto dell’articolo di Vittorio Feltri per “il Tempo”

 

vittorio feltri

[…] Non ho mai fatto vacanze in vita mia, perché non capisco l’illusione di andarsi a riposare od annoiare nei luoghi di villeggiatura affollati e caotici, dove tutto costa il doppio e dove solo prenotare un ristorante diventa un’impresa titanica.

 

Ma c’è una città dove torno sempre volentieri, che mi è rimasta nel cuore […] e che ogni volta che c’è l’occasione mi convince a lasciare la mia Lombardia, la metropoli che mi ha accolto da ragazzo durante il servizio militare, un periodo del quale conservo ricordi dolcissimi, dove ho conosciuto e frequentato politici, scrittori ed intellettuali, ed è Roma, […] che tutti accoglie con la sua semplicità e la sua grandezza, dal colto al popolare, che mischia miseria e nobiltà senza distinzioni di sorta, e che ha mantenuto nei secoli la sua storica identità.

ROMA SANTA E DANNATA DAGO E MARCO GIUSTI

 

Da mesi leggo sui quotidiani nazionali critiche feroci su come è gestita la Capitale, dalla sporcizia dei marciapiedi all’invasione dei turisti giornalieri, dalle buche delle strade alla manutenzione dei monumenti, dai lavori infiniti della metropolitana fino ai cassonetti dell’immondizia straripanti […], mentre nessuno si sofferma sulla magnificenza architettonica di Roma, una città «Santa e Dannata» come l’ha titolata Roberto D’Agostino nel suo docufilm, dove è descritta egregiamente con i suoi alti e bassi, tra l’eleganza dei palazzi principeschi e quelli imponenti del potere politico, dalla cupola di San Pietro con il suo colonnato che ti abbraccia al silenzio dei conventi, alle trattorie rumorose con i tavoli in strada, la musica sacra, le feste sulle terrazze, gli artisti di strada a piazza Navona, tra il disincanto e le battute fulminanti dei romani.

vittorio feltri

 

Girare per Roma equivale a passeggiare nella Storia, tra Bernini , Borromini e Michelangelo, giusto per citarne tre, trovi chiese meravigliose ovunque e in ogni angolo nascosto, reperti archeologici con scorci di prospettiva unici al mondo,c ome alla passeggiata archeologica tra piazza Venezia e il Colosseo, ed alla fine della giornata chiunque resta stordito da tanta magnificenza, da tanta arte e da tanta storia.

 

A Roma non esiste il rigore di Milano, e nemmeno lo snobismo meneghino, il tempo scorre lento, tutto è fluido, la puntualità non è nel dna dei romani, non si arriva mai in anticipo ad un appuntamento […] e le scuse per il ritardo sono sempre inventate […] ma si arriva sempre con il sorriso e la battuta pronta, soprattutto se all’ora di pranzo.

roma area fori colosseo via dei fori imperiali

 

A Roma infatti, si mangia da dio, dal ristorante rinomato alla trattoria nei vicoli, i menù ti ingolosiscono e ti mettono allegria, la pasta alla gricia, all’ amatriciana, i carciofi alla romana, la vignarola, i fiori di zucca, l’abbacchio a scottadito, sono piatti che rimpiango anche io che ormai mangio come un canarino, ma è l’atmosfera che ti avvolge e coinvolge, come quando il cameriere ti porge la pietanza dicendo: «Magna dottò che sto piatto cancella i pensieri e te rimette ar mondo!».

 

VITTORIO FELTRI

Anche per questi motivi ho accolto con entusiasmo l’invito del collega Tommaso Cerno a scrivere ogni sabato questa rubrica sul Tempo, il quotidiano romano da lui diretto, e non solo per la nostalgia della Roma che ho conosciuto da ragazzo, quella della Dolce Vita di Via Veneto, dove mi capitava di incrociare Vittorio De Sica e Federico Fellini, Dino Buzzati al Caffè Greco di via Condotti, od Oriana Fallaci da Babingtons a piazza di Spagna, quando il divismo di Roma era elegante, non c’era il traffico di oggi né l’invasione dei turisti, e neppure il caos dei mille cantieri aperti dal centro alla periferia.

ROMA SANTA E DANNATA - LOCANDINA

 

Eppure i romani di oggi mi piacciono ancora, mi divertono, sono diversi da noi lombardi, non hanno formalità, hanno conservato il loro disincanto nei confronti delle celebrità alle quali sono abituati, danno del tu a tutti, politici, artisti, santi e imprenditori, compreso me quando mi incontrano (a Vittò finalmente te se rivede da vivo!) chiamavano per nome anche Gianni Agnelli e Silvio Berlusconi, come oggi fanno regolarmente con il Santo Padre Bergoglio (a Francè preghiamo per te!).

 

Già, a Roma c’è il Vaticano, ed il solo fatto di accogliere sul suolo romano il Papa e la madre di tutte le chiese viene percepito come una protezione divina […] che […] cancella tutti i peccati dei romani, una religiosità casereccia che li fa tornare santi e vergini con un semplice segno della croce e due Pater Nostrum e Ave Mariae […].

 

PAPA FRANCESCO

[…] Anche prendere un taxi a Roma ormai è un’impresa, ma quando ci si riesce si assiste ad uno spaccato esilarante della realtà e della vita romana, con il tassista sempre loquace che ti racconta che prima di te ha caricato Sabrina Ferilli che è «un mito perché romanista ner core» e che per arrivare a MonteMario «oggi dottò bisogna fà prima testamento perché è tutto bloccato!».

 

vacanze romane 4

Alla fine del mio servizio nell’esercito a Roma, quando sono salito sulla mia Fiat500 per fare ritorno a Bergamo, ho avuto la strozza, un nodo in gola, e mentre percorrevo in uscita le strade di questa città monumentale, dove avevo trascorso dodici mesi di vita bellissima, soprattutto la sera quando ero libero dagli impegni militari e giravo per i locali fino a notte, ho pianto di dolore, per me è stato come lasciare una donna meravigliosa che si è amato alla follia, con la quale avevo vissuto momenti indimenticabili e una stagione irripetibile, la stessa nostalgia che provo ogni volta che ritorno nella Capitale, che sì è cambiata, ma è rimasta se stessa nel bene e nel male, mi accoglie allo stesso modo tra il sacro e il profano, con la sua millenaria storia che si respira ed alita in ogni angolo della città, un amore il mio, all’ombra del Cupolone, che mi resterà dentro per sempre.

il cupolone visto dalla terrazza di villa medici foto di baccocupolone san pietrovacanze romane 2vacanze romane

Vittorio Feltri 2roma santa e dannata foto di massimo sestini per oggi 1roma santa e dannata 1roma area fori colosseo roma santa e dannata 3roma santa e dannata 2vittorio feltri contro forza italia 5

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…