maradiaga

“IN VATICANO NON SI CONTROLLAVANO ABBASTANZA LE OPERAZIONI FINANZIARIE” - IL CARDINALE OSCAR MARADIAGA, A CAPO DEL CONSIGLIO CHE COLLABORA CON BERGOGLIO, FA MEA CULPA DOPO IL CASO BECCIU: “I MAGGIORI OSTACOLI ALLA TRASPARENZA SONO I NEMICI INTERNI - ALLO IOR, AD ESEMPIO, LA GESTIONE IN PASSATO ERA VIZIATA DA TANTI CONTI DI PROVENIENZA "INCERTA", SCONOSCIUTA, APERTI SOLO PERCHÉ SI ERA "AMICI" DI QUALCHE FUNZIONARIO. C'ERANO PRELATI CHE PORTAVANO NELLO IOR FONDI "STRANI" DA FUORI…”

Domenico Agasso per “la Stampa”

 

maradiaga

«In Vaticano non si controllavano abbastanza le operazioni finanziarie. Dobbiamo correggere ciò che abbiamo sbagliato e che non funziona nel nostro sistema». Lo riconosce Óscar Rodríguez Maradiaga, l'eclettico cardinale honduregno che nella foto profilo di whatsapp è alla guida di un aereo, coordinatore del C6, il Consiglio dei porporati che collaborano con il Papa nel governo della Chiesa. Centralizzazione dei bilanci e degli investimenti, che potranno essere verificati da un «comitato di saggi».

 

MONSIGNOR ANGELO BECCIU

Severità e rigore nell'applicazione del codice appalti. Sobrietà, trasparenza e buon esempio. Mentre il caso Becciu scuote la Chiesa, Oltretevere si lavora a un piano anti-corruzione per purificare una volta per tutte le Sacre Stanze dal malaffare, colmare quei vuoti nelle procedure di verifica, e ripulire così l'immagine sporcata dagli scandali finanziari.

 

Eminenza, che cosa pensa della rimozione di Giovanni Angelo Becciu?

«Sono dispiaciuto per lo scandalo che ha creato. Ma allo stesso tempo ritengo che la ricerca della verità in questa vicenda sia una tappa di un processo di pulizia iniziato con la prima riunione del nostro Consiglio, nell'ottobre 2013, quando papa Francesco disse: "È urgente la riforma dell'economia", all'insegna della trasparenza e dell'onestà».

La famiglia Valladares con Maradiaga

 

Che cosa non funziona in particolare in Vaticano?

«Il sistema di controllo delle operazioni finanziarie era insufficiente: da 7 anni stiamo lavorando per correggerlo e renderlo efficiente, e abbiamo già ottenuto buoni risultati».

 

Ci fa qualche esempio?

«I più importanti sono la creazione della Segreteria per l'Economia e le riforme dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede apostolica (Apsa) e dell'Istituto per le Opere di Religione (Ior)».

 

Come è cambiato lo Ior?

«La gestione in passato era viziata da tanti conti di provenienza "incerta", sconosciuta, aperti solo perché si era "amici" di qualche funzionario. C'erano prelati che portavano nello Ior fondi "strani" da fuori. Ora quel tempo è finito. Lo Ior ha incrementato la lotta antiriciclaggio. Adesso se uno ha un conto nello Ior e vuole ritirarlo gli si domanda il motivo. E se una persona ha un deposito si indaga sulla provenienza di quel denaro».

 

GEORGE PELL PAPA FRANCESCO BERGOGLIO

Quali sono i più grandi ostacoli che avete incontrato?

«I nemici interni, perché quando si mettono le mani nei fondi economici e nelle amministrazioni dei dicasteri si trovano cose che non vanno e questo provoca reazioni molto dure».

 

Qual è il prossimo grande obiettivo di «correzione»?

«La centralizzazione degli investimenti. Prima l'amministrazione generale prevedeva che ogni dicastero e congregazione avesse i suoi fondi e budget, che poteva gestire in autonomia. In troppa autonomia, con alcune conseguenze negative che abbiamo constatato. Stiamo lavorando affinché il controllo venga sempre più centralizzato. Il Pontefice ha trasferito il Centro Elaborazione Dati alla Segreteria per l'Economia».

 

LIBERO MILONE PAPA FRANCESCO BERGOGLIO

Su quali strumenti puntate?

«Centralizzazione del bilancio e applicazione rigorosa del codice appalti».

 

Ce li spiega?

«Papa Francesco ha varato con un Motu Proprio un codice per gli appalti. Serve a chiudere l'epoca in cui ogni dicastero o ente poteva stabilire autonomamente a chi affidare i propri lavori o consulenze. L'obiettivo è annullare i favori a conoscenti o parenti, le "opacità" varie».

 

Ci illustra la questione del bilancio?

«Fino ad alcuni anni fa non esisteva un bilancio di tutta la Curia romana, adesso c'è. Il Consiglio per l'Economia e la Segreteria per l'Economia sono chiamati ad approvare i bilanci di ogni dicastero ed ente, che a loro volta sono obbligati a presentarli. Non si potrà più puntare a evitare i controlli dicendo: "Ho ricevuto questi fondi e li metto da parte per un altro progetto", o altre motivazioni generiche facilmente strumentalizzabili e manipolabili».

carlo maria vigano' 4

 

E per quanto riguarda la gestione degli investimenti? È un punto dolente, alcuni sono stati «spericolati».

«Ha detto bene il prefetto della Segreteria per l'Economia, padre Juan Antonio Guerrero Alves: "Puntiamo ad avere un comitato serio, di persone di alto livello, senza conflitti di interesse, che ci aiuti (per quanto possibile) a non sbagliare". Lo scopo è promuovere investimenti etici, e possibilmente legati all'ecologia».

 

Qual è la strategia per riacquistare la fiducia dei fedeli, crollata dopo gli scandali?

Il torrione Niccolò V, sede dello Ior niccolov

«Intanto va fatta una considerazione: è un bene che si sia saputo subito delle perquisizioni in Segreteria di Stato, delle indagini e delle rimozioni. Una volta si faticava di più a fornire questo tipo di informazioni. Così ora la gente sta vedendo che maggiore attenzione e severità nei confronti dei corrotti sono in atto, non solo a parole. Il grande passo avanti è che oggi è il Vaticano a denunciare i presunti illeciti di uomini di Chiesa. E poi, celebrando il processo, si dimostrerà ulteriormente la volontà concreta di debellare il malaffare».

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…