donald trump tiktok

“VIETEREMO TIKTOK NEGLI STATI UNITI” – DONALD TRUMP ANNUNCIA CHE INTERVERRÀ NELLE PROSSIME ORE CONTRO L’APP CINESE E SI DICE CONTRARIO ALLA CESSIONE A MICROSOFT. MA PERCHÉ? SE DIVENTASSE AMERICANA NON POTREBBE PIÙ ESSERE ACCUSATA DI SPIONAGGIO PER CONTO DI PECHINO – LA REAZIONE DELLE INFLUENCER CHE GUADAGNANO MILIONI CON I BALLETTI SCEMI – VIDEO

MICROSOFT È IN TRATTATIVA PER COMPRARE TIKTOK

https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/tiktok-chi-microsoft-ndash-rsquo-azienda-fondata-bill-243560.htm

donald trump

 

 

Trump: Vieterò TikTok in Usa, contrario a cessione a Microsoft

(LaPresse/AP) - Il presidente Usa, Donald Trump, ha annunciato che interverrà nelle prossime ore per vietare negli Stati Uniti la app TikTok, di proprietà cinese. L'annuncio il tycoon lo ha fatto parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One mentre tornava dalla Florida venerdì, spiegando che interverrà nella giornata locale di sabato.

 

tiktok

"Per quanto riguarda TikTok, lo vieteremo negli Stati Uniti", ha dichiarato Trump, spiegando che per farlo può avvalersi di poteri economici d'emergenza o di un ordine esecutivo, cioè un decreto. "Ho questa autorità", ha sottolineato, precisando che il testo "verrà firmato domani".

 

donald trump xi jinping

I commenti di Trump sono giunti dopo la pubblicazione di alcune notizie di stampa, su Bloomberg News e the Wall Street Journal, secondo cui l'amministrazione stava pianificando di ordinare alla cinese ByteDance di vendere TikTok; e sempre venerdì il New York Times e Fox Business, citando fonti anonime, riferivano che Microsoft fosse in trattativa per comprare TikTok. Trump, secondo quanto riporta Nbc News, si è detto contrario a un accordo che coinvolga Microsoft.

 

Trump: Vieterò TikTok in Usa, contrario a cessione a Microsoft-2

zhang yiming, fondatore di bytedance (tiktok)

(LaPresse/AP) - La decisione di vietare TikTok giunge in un periodo di tensione altissima fra l'amministrazione Trump e il governo cinese per una serie di questioni, fra cui la gestione del coronavirus da parte di Pechino e le dispute commerciali fra i due Paesi.

 

Le operazioni di TikTok negli Usa sono sotto la lente del Comitato sugli investimenti esteri negli Stati Uniti, un comitato governativo, dal momento che sono fonte di preoccupazioni per sicurezza nazionale e censura.

 

commenti al ban di tiktok annunciato da trump

A seguito della pubblicazione delle indiscrezioni sulle trattative di Microsoft, il colosso informatico si è rifiutato di commentare, mentre TikTok ha diffuso una dichiarazione in cui si limita ad affermare che "non commentiamo rumors o speculazioni, ma siamo fiduciosi nel successo di TikTok sul lungo termine".

 

TikTok, perché Trump vuole bloccarlo e Microsoft vuole comprarlo

Michela Rovelli per www.corriere.it

 

Il polverone attorno a TikTok si infittisce e la posizione del social network più amato dagli adolescenti si complica sempre di più. Tra indagini, blocchi statali, critiche alla privacy il suo futuro è tanto incerto quanto evidente è il suo successo.

microsoft

 

Le ultime mosse coinvolgono il presidente americano Trump - forse il nemico numero uno della piattaforma cinese - ma anche, a sorpresa, un colosso della tecnologia americana: Microsoft. Il primo vuole bandirla dal Paese, il secondo invece la vuole comprare. Le motivazioni sono diverse, le prospettive anche. Ma andiamo con ordine.

xi jinping

 

Il caso TikTok

TikTok è un social network nato da un'idea dell'imprenditore (e informatico) Zhang Yiming, oggi di proprietà di Bytedance, multinazionale cinese che, secondo Reuters, oggi, è stata valutata anche 50 miliardi di dollari. TikTok è la versione del social dedicato al mondo «occidentale», mentre nel Paese asiatico l'app utilizzata — è identica — si chiama Douyin.

 

Il suo successo mondiale è scoppiato soprattutto dopo l'acquisizione dell'americana Musical.ly, avvenuta nel 2017 per un miliardo di dollari. Oggi conta 800 milioni di utenti attivi ed è stata scaricata oltre due miliardi di volte.

la reazione della star di tiktok dixie d'amelio al ban annunciato da trump 1

 

Un colosso, insomma, a tutti gli effetti. Che cresce in modo rapido e preoccupa soprattutto a causa della sua origine cinese. Si mette in dubbio la gestione della privacy, l'utilizzo dei dati personali degli utenti — in gran parte minorenni — e i possibili rapporti con il governo di Pechino.

 

Dopo la sua esplosione nel 2019, TiTok è stata messa sotto la lente di ingrandimento in molte parti del mondo. Se da una parte l'Unione europea sta studiando le possibili violazioni, da parte dell'app, al Gdpr (il regolamento per la gestione della privacy) dall'altra l'India ha già deciso di bloccarne l'utilizzo in tutto il Paese.

 

Per TikTok è stato un colpo: un terzo dei suoi utenti vivono qui. Secondo il governo di New Delhi mette a rischio la sicurezza nazionale ma la decisione deve essere guardata anche nell'ambito delle tensioni militari che scorrono sul confine tra Cina e India.

 

Perché Microsoft vuole comprare TikTok

addison rae commenta il ban di tiktok by trump

Dicevamo che TikTok è stato valutato anche 50 miliardi di dollari. Sì, perché non sono pochi i soggetti che hanno pensato di acquisirla, visto il suo apparentemente inarrestabile successo. Secondo Reuters alcuni investitori di Bytedance, tra cui Sequoia e General Atlantic, hanno proposto una cifra pari a 50 miliardi di dollari.

 

Si tratta di un numero 50 volte superiore a quello previsto per i ricavi del 2020. Ma in precedenza, l'azionista Cheetah Mobile l'aveva valutata 140 miliardi. Un piatto ghiotto, insomma. Che fa gola anche a una multinazionale americana che, in quanto a posizionamento nel mondo social, potrebbe migliorare.

 

addison rae

Parliamo di Microsoft, già proprietaria di LinkedIn, e che — secondo il New York Times — avrebbe avviato una trattativa che ha come scopo l'acquisizione della piattaforma. Su questo si sa poco: a che punto è il dialogo, la cifra proposta. Forse qualche dettaglio in più lo avremo lunedì. Ma una certezza l'ha data Trump: il presidente degli Stati Uniti si è detto «fortemente contrario» alla cessione del social alla casa di Redmond.

 

Poco si può prevedere su come andrà a finire questa discussione — davvero Trump può fermarla? — ma di sicuro, se andasse in porto scuoterebbe, e non poco, gli equilibri della Silicon Valley. TikTok è forse l'unico concorrente che viene da oltremare nel settore, e già da mesi sta ribaltando le strategie di colossi come Facebook e YouTube.

 

la reazione della star di tiktok hyram al ban annunciato da trump

Dall'altra parte c'è da considerare il periodo storico. Un momento in cui quattro dei più importanti Ceo della tecnologia — Jeff Bezos, Tim Cook, Sundar Pichai e Mark Zuckerberg — sono stati chiamati a testimoniare davanti al Congresso per le posizioni dominanti e monopolistiche delle società che guidano. Nel mirino dei politici americani, c'erano anche le grandi acquisizioni che hanno portato a conglomerati di potere quali Amazon, Apple, Google e Facebook. Un'audizione a cui però non ha partecipato proprio la protagonista della trattativa: Microsoft.

 

Perché Trump vuole bloccare TikTok

Fondamentale, per contestualizzare la possibile acquisizione da parte di Microsoft, è la posizione traballante di TikTok negli Stati Uniti. Il Comitato per gli investimenti stranieri del Paese (il Cfius) — un ente governativo che analizza appunto le potenziali acquisizioni e i relativi rischi — ha sollevato preoccupazioni sempre in riferimento alla sicurezza dei dati personali gestiti dalla piattaforma cinese.

la ricchezza di jeff bezos in chicchi di riso su tiktok 2

 

E in generale, negli Usa, si sta portando avanti quasi una battaglia nei confronti di un'app che viene considerata un pericolo e una minaccia nazionale. A inizio luglio il segretario di Stato Mike Pompeo ha annunciato che si stava valutando il bando delle app cinesi, tra cui TikTok. Il motivo: «Danno le informazioni dei cittadini al partito comunista cinese». E ci si è messa anche Anonymous a dare l'allarme, consigliando agli utenti di «cancellarla subito.

La Cina la usa per spiarvi».

 

Insomma, la guerra fredda tra gli Usa e il Paese asiatico ha prima colpito il mondo dell'hardware (vedi caso Huawei) e ora pare stia passando a quello del software. Trump, tra l'altro, ha anche motivi «personali» per avercela con TikTok. Gli adolescenti che popolano il social network pare abbiano contribuito a rovinare uno dei suoi (pochi) eventi elettorali a Tusla. Comunque, ha già pronta la prossima mossa, piuttosto definitiva: ha già assicurato che è in arrivo un decreto per vietare ufficialmente l'uso della piattaforma negli Stati Uniti.

 

ragazzine su tiktok

Come potrebbe avvenire il blocco di TikTok

Qualora ufficializzato, il divieto di utilizzo di TikTok potrebbe avvenire in diversi modi. Il punto di partenza sarebbe ordinare a Apple e Google di eliminare l'applicazione dai rispettivi Store. Per farlo, bisognerebbe aggiungere la società proprietaria di TikTok, ByteDance, a una lista «nera» del Dipartimento del Commercio di aziende con cui gli americani non possono collaborare. Come Huawei.

 

Questa prima mossa eviterebbe nuovi download, mentre per quelli già effettuati la strategia potrebbe essere di bloccare nuovi aggiornamenti o la ricezione di notifiche. Ipotesi più radicale: chiedere a Apple e Google di impedire il lancio dell'applicazione, utilizzando uno strumento chiamato «Kill Switch».

commenti al ban di tiktok annunciato da trump 1

 

Ordine che starebbe molto scomodo ai due colossi, perché si vedrebbero obbligati ad agire attivamente sugli smartphone dei loro utenti. L'ipotesi più semplice invece sarebbe quella di intervenire sui provider locali, chiedendo loro di bloccare l'accesso al server di TikTok e dunque oscurando i video caricati. Quest'ultima è la strada scelta ad esempio dall'India.

matteo salvini e le noccioline su tiktokmatteo salvini su tiktokragazzine su tiktok 1zhang yiming con tim cookmatteo salvini con le galline su tiktokadolescenti su tiktok 2tiktok 2tiktok 11tiktok 3adolescenti su tiktokmatteo salvini abbraccia indiani su tiktok 2zhang yiming fondatore di bytedance (tiktok)aborto su tiktok 1

Ultimi Dagoreport

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?