bar hobbit ventimiglia delia buonuomo

“UNA VOLTA IL LOCALE ERA SEMPRE PIENO, ORA RISCHIO DI CHIUDERE” – LA STORIA DI DELIA BUONUOMO, LA TITOLARE DEL “BAR HOBBIT” DI VENTIMIGLIA CHE HA ACCOLTO I MIGRANTI NEL SUO LOCALE: “QUESTO È UN ESERCIZIO PUBBLICO, POSSONO PRESENTARSI ALTI, BASSI, BRUTTI, ANTIPATICI, È APERTO A TUTTI” – PASSATA L’EMERGENZA MIGRANTI, CON LA CHIUSURA DEL CONFINE DA PARTE DELLA FRANCIA, NEL BAR DI “MAMA AFRICA” NON CI VA PIÙ NESSUNO

 

Niccolò Zancan per “la Stampa”

 

bar hobbit ventimiglia 5

Nessun italiano viene a bere il caffè da "Mama Africa". «Una volta il locale era sempre pieno di gente. Qui fuori c' è la succursale del Comune, ci sono la scuola francese e negozi. I clienti entravano, scambiavano due parole. Ma ora non è più così. Mi chiedono sempre se rifarei, mi dicono che sono stata una pazza a mettere a rischio la mia attività. Ma certo che rifarei tutto. Anche se rischio di chiudere il bar».

 

delia buonuomo, titolare del bar hobbit 3

"Mama Africa" è il soprannome di Delia Buonuomo, 56 anni, una donna dai modi ruvidi, l' esatto contrario dello stereotipo del buonista. Quel nome è stato inventato per lei dai migranti che, a partire dall' estate del 2015 e fino ad oggi, hanno preso il suo piccolo bar come un rifugio. Non solo. Come un bagno. Come un ristorante. Come una casa. Come punto di riferimento. «Questo è un esercizio pubblico», dice lei sciacquando un bicchiere. «Possono presentarsi quelli alti, quelli bassi, i brutti, gli sdentati, gli antipatici. Io la penso così: è aperto a tutti quelli che rispettano le regole».

 

bar hobbit ventimiglia 1

Sotto il ponte

La Francia è a 7 chilometri. All' inizio era una vera emergenza. I migranti dormivano sotto il ponte, sul greto del torrente Roja. Andavano a morire cercando di passare per i sentieri di montagna o lungo la galleria ferroviaria. «Io non sapevo niente di tutto questo..

bar hobbit ventimiglia 2

 

Non ho scelto, devo essere sincera. Sono stata trasportata dalle emozioni. Vedevo arrivare ragazze stuprate e incinte, bambini senza latte e senza pannolini, arrivavano ragazzi africani affamati che chiedevano aiuto. Non era possibile scegliere in un altro modo. Questa città non ha voluto organizzarsi. Sono state chiuse le fontane per non farli bere, non c' erano i bagni chimici. Così sono nati i problemi».

delia buonuomo, titolare del bar hobbit 10

 

Si chiama Bar Hobbit. È a pochi passi dalla stazione ferroviaria. Tutti i migranti si passano l' indirizzo di bocca in bocca. Per 3 anni la strada è sempre stata piena di ragazzi e arrivati da molto lontano. «E dove c' è disperazione, c' è criminalità», dice Delia Buonuomo. «C' erano spacciatori, c' erano passeur, c' era la tratta delle donne. Sono stata io stessa a denunciare episodi di violenza».

 

bar hobbit ventimiglia

Ora che quell' onda umana si è abbassata, quello che è resta è questo strano silenzio.

Non sempre il bar è così vuoto. Arrivano gruppi di boy-scout per sentire la storia di "Mama Africa". A pranzo c' erano quelli dell' associazione italo-francese "Servas", porta aperte. «Siamo venuti qui per esprimere la nostra solidarietà a Delia», dice la professoressa Rosmarine Oriolles. «Siamo qui per opporci a questo clima italiano, in cui tutti si sentono liberi di dire frasi orribili come: "Io non sono razzista, ma"», dice la signora Maria Teresa Pollero. Continuano ad arrivare altri migranti. Molti di loro sono stati espulsi dal sistema degli Spar per effetto del decreto sicurezza, come l' ivoriano Osman: «In Italia aspetti, aspetti. Aspetti sempre. Non lavori, non vai avanti. Ho documenti validi, ma non ho un posto dove dormire. Spero di trovare la mia vita in Francia».

bar hobbit ventimiglia 4

 

La solitudine

Chi manca sono i clienti italiani. Uomini e donne con la pelle bianca. «In questo Paese aiutare gli altri è diventata una colpa. Il mio comportamento non è stato apprezzato. Sono venuti a minacciarmi, mi hanno anche sputato in faccia una volta. La gente di Ventimiglia non viene più a bere il caffè. La solitudine la senti tutti i giorni. Se apri il tuo bar ai migranti, la prima cosa che pensano è: perché lo fa? Ci guadagna? Ma io non ho un sorriso Durbans, non ho le mèche. Questo bar ormai va avanti solo grazie alle donazioni. Posso arrivare fino alla fine dell' anno. Poi spero in un miracolo».

delia buonuomo, titolare del bar hobbit

 

Figlia di emigranti calabresi, nata a Ferrara, emigrata a sua volta in Australia quando era una bambina piccola, Delia Buonuomo vive a Ventimiglia dall' età di 10 anni: «Questo è sempre stato un paese di migrazioni. Arrivi e partenze. I francesi vengono a fare la spesa da noi perché costa meno, noi andiamo in Francia a cercare lavoro. Abbiamo visto i primi marocchini arrivare dalla Spagna, quelli che chiamavamo "Vu cumprà". Abbiamo visto i peruviani e le domestiche filippine, le badanti della Romania, i muratori dell' Est. Era sempre andato tutto bene perché gli italiani stavano bene.

 

bar hobbit ventimiglia 3

Avevano un lavoro, compravano casa, cambiavano auto ogni tre anni, potevano permettersi un mese intero di vacanza. Oggi gli italiani stanno male. È questo che vedo a Ventimiglia. Persone impoverite che se la prendono con chi sta peggio di loro».

 

delia buonuomo, titolare del bar hobbit 8

I migranti dormono rannicchiati dentro cunicoli ricavati nell' armatura di cemento dello stesso ponte del 2015. Le auto sfrecciano sopra ai loro sogni. Davanti al greto del fiume Roya c' è lo "Stikkio Bar. «Purtroppo è vero», dice la proprietaria Stefania Polizzi. «Gli italiani non vengono più perché ci sono loro». Loro. E noi.

 

bar hobbit a ventimiglia

A Ventimiglia, frontiera d' Italia. Anche qui ci saranno le elezioni amministrative il 26 maggio. Sarà un voto sull' infelicità. Alle sette di sera "Mama Africa" chiude il Bar Hobbit, in tutto il pomeriggio non è entrato neanche un cliente italiano. Gli affari non sono mai andati così male come nel 2019.

delia buonuomo, titolare del bar hobbit 9

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)