lucy trans

LUCY IN FONDO AL TUNNEL - LA STORIA DELLA PIÙ ANZIANA TRANSESSUALE D’ITALIA, LA 97ENNE LUCY, ALL’ANAGRAFE LUCIANO SALANI, DIVENTA UN DOCUMENTARIO, "C'È UN SOFFIO DI VITA SOLTANTO" PRESENTATO AL TORINO FILM FESTIVAL - BAMBINA DENTRO DA SEMPRE, ABUSATA DA UN SACERDOTE, DEPORTATA A DACHAU, DOVE ALLA FINE È TORNATA PER CHIUDERE UN CERCHIO: “DIO NON C’È. ALMENO HO POTUTO CONSTATARE CHE NON VALEVA LA PENA RIMANERE SU QUESTO PIANETA”

Fabrizio Accatino per “La Stampa

 

lucy la trans 97enne 1

«Necessario» è un termine piuttosto abusato quando si parla di cinema, per definizione meravigliosa arte del superfluo. Però sì, per «C'è un soffio di vita soltanto» di Matteo Botrugno e Davide Coluccini il termine calza a pennello.

 

Perché la storia della 97enne Lucy (all'anagrafe Luciano Salani), la più anziana transessuale d'Italia, ci restituisce le ambiguità irrisolte (sempre le stesse) di due epoche: la sua e la nostra. Il documentario verrà presentato lunedì sera al Torino Film Festival, alla presenza della protagonista e dei registi, due indipendenti che da quindici anni si sudano la produzione di ogni film.

 

lucy la trans 97enne 4

Per questo lavoro non hanno avuto paura di affrontare un budget prossimo allo zero, pur di portare a casa ciò che volevano. «L'unica cosa che ci importava era raccontare la storia di Lucy, perché non venisse dimenticata», spiegano. «Lei l'abbiamo conosciuta per caso, in una piccola intervista ripubblicata su Facebook, in una di quelle sere in cui scorri annoiato le bacheche social.

 

lucy la trans 97enne 3

Abbiamo trovato un contatto, le abbiamo telefonato e per spiegarle il progetto l'abbiamo incontrata nella sua casa di Bologna, in cui vive sola. Si è subito lamentata dei politici che approfittano di lei in campagna elettorale, la prendono sotto braccio e la esibiscono come un trofeo, senza mantenere mai le promesse. Probabilmente ha capito che noi non eravamo così e ha deciso di fidarsi». Ci stanno dieci vite nella vita di Lucy.

 

lucy la trans 97enne 2

Bambina dentro da sempre, abusata da un sacerdote, le prime marchette, la diserzione dall'esercito tedesco, una fuga rocambolesca finita con una gamba lesa da un proiettile, la deportazione a Dachau, la liberazione, l'attività da travestito nel dopoguerra, una figlia adottiva morta prima di lei, il cambio di sesso nella Londra degli anni Ottanta, la discriminazione e infine l'oblio.

 

«Non sapevo proprio cosa aspettarmi dai registi», racconta lei. «Ho avuto una vita molto lunga e piena di difficoltà, tra avventure, momenti durissimi, piccole e grandi gioie. Ho risposto alle loro domande, ho raccontato quello c'era da raccontare, mi sono fatta seguire dalla loro cinepresa. Giorno dopo giorno si è iniziato a creare un rapporto molto profondo, ho cominciato a credere che forse ne valeva davvero la pena. Soprattutto, Davide e Matteo mi hanno trasmesso un grande entusiasmo, visto che da qualche anno il mio non era proprio alle stelle».

 

prigionieri di dachau

Tra scioccanti memorie delle atrocità subite e delicati ricordi del passato (come la poesia composta in gioventù, a cui il titolo ruba un verso), il film segue Lucy in una quotidianità fatta di noia alla finestra e civetterie allo specchio, visite di amici e film di fantascienza in dvd.

 

Restituendo una figura sfaccettata e complessa, che la fantasia di nessun romanziere sarebbe mai stata capace di creare. «In questo film ho raccontato tutto quanto mi è capitato nella vita», spiega ancora lei.

 

la liberazione di dachau

«Ci sono il campo di concentramento, le lotte per diventare la donna che sentivo di essere, gli amori, gli affetti, le disavventure. Non è stata però soltanto una valvola di sfogo. Dopo le riprese mi rendevo conto che quello avrebbe potuto essere d'aiuto anche per altri. Non voglio sembrare presuntuosa, ma forse la mia storia potrà essere d'esempio, una speranza per chi si trova a lottare per la propria identità e dignità personale».

 

Nell'estate 2020 Lucy avrebbe dovuto andare a Dachau, invitata per le celebrazioni del 75esimo anniversario della liberazione del campo, poi è scoppiata la pandemia. Il Covid ha fermato tutto, ma non i registi. «Ce l'abbiamo portata comunque, perché ci sembrava giusto che la narrazione si chiudesse lì dove tutto ha avuto inizio. Noi siamo rimasti un passo indietro, a seguirla con la macchina da presa.

 

ingresso campo di concentramento di dachau

Forse è stato persino meglio che fossimo da soli. Il suo monologo davanti al memoriale delle vittime ci ha tolto il fiato, lì ci siamo resi conto definitivamente del suo straordinario spessore umano, della saggezza che tutte quelle esperienze hanno sviluppato in lei».

 

Nello struggente finale, Lucy fissa quella grande croce scura sul muro di pietra, eretto dove una volta venivano bruciati i prigionieri, e si sfoga piangendo: «Se ci fosse veramente un Dio, tutte queste cose non sarebbero mai successe. Ma non c'è purtroppo. Il Dio siamo noi, perché è la nostra volontà che comanda il mondo, non Dio. Quale Dio? Per fortuna sono arrivata in fondo, almeno ho potuto constatare che non valeva la pena rimanere su questo pianeta».

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?