francesco la licata raffaele galatolo ignazio pullara paolo alfano giovanni formoso

MA CHE BEL REGALO A COSA NOSTRA: UNA VENTINA DI BOSS, TRA CUI STRAGISTI E CAPIMAFIA, SONO USCITI DAL CARCERE PER DECISIONE DEI TRIBUNALI DI SORVEGLIANZA – "LA STAMPA": “L’ALLENTAMENTO DELLE DIFESE ISTITUZIONALI SONO SPIE DI UN ATTEGGIAMENTO PERICOLOSO PERCHÉ TRADISCONO UNA SOTTOVALUTAZIONE DEL FENOMENO. È IL "FATALE ERRORE" CHE SI RIPRESENTA: UNA CONTROPRODUCENTE RICERCA DI "RITORNO ALLA NORMALITÀ" INDUCE L'APPARATO REPRESSIVO A SEGUIRE LE SIRENE DI UNA POLITICA POCO ATTENTA. È UN "REGALO" ALLA MAFIA: ABBASSARE LA GUARDIA E GUARDARE ALLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI COME A FENOMENI "NORMALI…”

1. I BOSS TORNANO IN SICILIA

Riccardo Arena per “la Stampa”

francesco la licata

Permessi premio o semilibertà. Sono circa una ventina i boss tornati in Sicilia o comunque usciti dal carcere per effetto della decisione dei tribunali di sorveglianza. Tra loro ci sono anche stragisti, capimafia ed esponenti della criminalità organizzata condannati all'ergastolo.

 

2. L'ERRORE FATALE DI UNO STATO CHE LIBERA I BOSS DELLA MAFIA

Estratto dell’articolo di Francesco La Licata per “la Stampa”

Sono trascorsi più di trent'anni dalla terribile stagione delle stragi di mafia che misero in ginocchio l'Italia […]

Lo Stato si dimostrò all'altezza e, per una volta, usò la forza necessaria per combattere un nemico mostruoso in passato galvanizzato da sottovalutazioni e inerzie istituzionali.

 

paolo alfano

Cosa nostra, insomma, fu "normalizzata" fino a diventare debole come raramente la si era vista. I boss furono strappati alle loro latitanze dorate, molti beni illegali finirono nelle casse dello Stato, picciotti e boss impararono a conoscere il carcere senza gli sconti e la benevolenza in passato riservati ai mammasantissima abituati a vivere in cella come al Grand'Hotel.

 

A quel punto magistrati come Falcone e Borsellino avrebbero consigliato di insistere nel ridimensionare ulteriormente l'associazione mafiosa, anche per non cadere nel fatale e ricorrente errore di far riprendere fiato al mostro. […]

ignazio pullara

E invece il "fatale errore" si ripresenta: una controproducente ricerca di "ritorno alla normalità" (dopo anni di fruttuosa emergenza) induce l'apparato repressivo a seguire le sirene di una politica poco attenta. Così accade quello che in passato si è sempre dimostrato un "regalo" alla mafia: abbassare la guardia e guardare alle organizzazioni criminali come a fenomeni "normali".

 

Ed ecco le recenti scarcerazioni di boss e gregari di Cosa nostra, alcuni stragisti con condanne definitive, anche ergastolani, oggi liberi, o semiliberi o gratificati con permessi speciali, per aver usufruito dei benefici riservati a "detenuti modello". Altri tornati fuori dalle sbarre per decorrenza dei termini o, comunque, per "inadempienza della giustizia" qual è, per esempio, il ritardo nel redigere le motivazioni delle sentenze, senza le quali viene meno una delle possibilità di ricorso degli imputati.

 

giovanni formoso

Ma entrambi i motivi di questo allentamento delle difese istituzionali sono spie di un atteggiamento pericoloso da parte della macchina preposta alla repressione mafiosa, perché tradiscono una sottovalutazione del fenomeno. La presenza di agguerrite organizzazioni criminali in una vastissima porzione di territorio nazionale dovrebbe far riflettere sulla scelta di adoperare strumenti giuridici condivisibili per "normali realtà criminali". Il recupero del detenuto, per esempio, è obiettivo che nessuna persona ragionevole potrebbe mettere in dubbio se vivessimo, specialmente al Sud, una normale dialettica tra bene e male. Ma cosa c'è stato di normale nella tragica nostra recente storia?

 

Sappiamo che il carcere è uno dei temi cruciali dell'essenza mafiosa. Dice un vecchio adagio siciliano che "L'uomo d'onore è nato per soffrire" e dunque mette nel conto un po' di anni di carcere. Tre, quattro, anche di più, ma non il carcere vero. Quello no, quello devono farlo i poveracci, i boss sanno di avere quasi diritto a un trattamento più docile. Così funzionava prima: Masino Buscetta, prima di pentirsi, scontava la sua pena nell'infermeria del carcere dell'Ucciardone. E quando decise di evadere cosa fece? Convinse i giudici di sorveglianza di essere un "altro uomo"

raffaele galatolo

 

[…] I vari Galatolo, Alfano, Pullarà, assassini e stragisti come quel Formoso condannato per la strage di Milano e oggi semilibero, sono redenti? Nessuno di loro ha mai dato prova di conversione visto che durante gli interrogatori non hanno aperto bocca se non per declinare nome e cognome e basta.

Ma sono detenuti modello.

[…]

Francesco La Licata

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....