coronavirus lavoro

MA DOVE VAI SE LA MAPPA DEL CONTAGIO NON CE L’HAI? – A PARTE QUALCHE SCORRIBANDA AL MARE E AL PARCO, L’INDICATORE CHE PESERÀ SULLE RIAPERTURE È IL CONTAGIO SUL POSTO DI LAVORO. TRA LA FINE DI FEBBRAIO E IL 4 MAGGIO CI SONO STATI 37.352 – BOCCIA: “SENZA LINEE GUIDA DELL'INAIL, SE IL DIPENDENTE SI AMMALA RISPONDE IN PRIMA PERSONA L'ENTE CHE HA DATO L'AUTORIZZAZIONE E IL TITOLARE DELL'IMPRESA…”

Simone Canettieri e Mauro Evangelisti per “Il Messaggero”

 

tavola calda chiusa in via del corso a roma

IL CASO ROMA Nei 21 indicatori per dare le pagelle alle Regioni e decidere chiusure o aperture, i contagi sui luoghi di lavoro formalmente non compaiono, ma è ormai chiaro che quel valore sarà uno dei fattori decisivi. La cabina di regia al Ministero della Salute, con rappresentanti anche dell' Istituto superiore di sanità, sta già raccogliendo i primi dati per stilare, entro la fine della settimana, il giudizio sull' andamento della pandemia, regione per regione.

 

negozio di giardinaggio austria

E la preoccupazione maggiore riguarda i posti di lavoro, perché al di là di passeggiate incoscienti ai Navigli o sul lungomare, è nelle fabbriche o negli esercizi commerciali, che, giorno dopo giorno, si potrà capire se la rete di misure di sicurezza consente di limitare l' impatto sull' epidemia del nuovo coronavirus. La sintesi più efficace la fa Gianni Rezza, neo direttore prevenzione del Ministero: «Non c' è un contrasto tra economia e salute. Bisogna aumentare i controlli sanitari proprio per favorire le riaperture».

 

Se non si vigila, se riparte l' epidemia anche nelle aziende, sarà proprio l' economia a subire un nuovo colpo.

negozio di bambini a roma

 

VIGILANZA In sintesi: le industrie manifatturiere. Ma anche i bar e i ristoranti che hanno riaperto, ma solo per il servizio ad asporto. A mano a mano che le regioni inviano i dati dei nuovi contagiati, al ministero della Salute e al comitato scientifico cercano di capire se questi casi arrivino o meno, e che in misura, dai luoghi di lavoro che hanno riaperto lo scorso 4 maggio con il varo della fase 2.

 

Una ricerca fondamentale. D' altronde, i dati dell' Inail sulle aziende che tra marzo e aprile, grazie alle deroghe delle prefetture, hanno accolto i dipendenti dimostrano che in questi casi il virus si è mosso, ha contagiato, ha mietuto vittime.

negozio di bambini riapre a roma

 

Cosa mostrano le statistiche?

Tra la fine di febbraio e il 4 maggio ci sono stati 37.352 contagi sui luogo di lavoro, quasi novemila in più rispetto a quelli registrati dalla prima rilevazione che si fermava al 21 aprile. Anche i casi mortali sono aumentati: più 31. Certo, una parte consistente riguarda professioni legate al mondo sanitario e alle rsa, ma restano comunque molte incognite anche sugli altri settori.

 

file con distanza di sicurezza nei negozi di napoli

SCENARI In vista del nuovo spartiacque fissato per il 18 maggio con un ulteriore allargamento delle maglie per le attività commerciali, sia il ministro della Salute, Roberto Speranza, sia il collega degli Affari regionali, Francesco Boccia, prestano più attenzione che mai a questi nuovi scenari.

 

Il governo infatti vuole capire se il combinato disposto delle nuove norme di sicurezza (distanziamento fisico, protezioni individuali) sia sufficiente per arrestare il coronavirus una volta che gli italiani, seppur a scaglioni, sono ritornati al lavoro. E se l' incidenza di positivi sul lavoro non rientra tra i parametri fissati dal governo, e in particolare da Speranza, per dare il via libera alle Regioni a partire dal 18.

 

CORONAVIRUS - NEGOZIO DI ABBIGLIAMENTO

Ma questa banca dati - una sorta di mappatura del coronavirus - sarà fondamentale, spiegano dal governo, per «mappare il percorso del Covid». O meglio: i luoghi meno sicuri e quelli più protetti. Ecco perché Boccia per frenare le fughe in avanti dei territori che vogliono tornare in maniera scomposta a tirare su le serrande dei locali ripete sempre un ragionamento: «Attenzione, senza linee guida dell' Inail, se il dipendente di un bar si ammala non è tutelato, e poi risponde in prima persona l' ente che ha dato l' autorizzazione e il titolare dell' impresa».

chiusi per virus

 

E qui torna la responsabilità delle Regioni nelle decisioni legate alle nuove aperture. Inoltre, rispetto alle fabbriche, dove è più semplice organizzare in sicurezza il lavoro, negli esercizi commerciali, nei bar e nei ristoranti, gli spazi sono minori e si deve dare una doppia garanzia: per i dipendenti, ma anche per i clienti.

 

FRANCESCO BOCCIA SI PRESENTA CON LA MASCHERINA ALL'ORECCHIO E BORRELLI SE LA RIDE

Questa linea della prudenza e di una vigilanza continua sugli effetti delle prime riaperture in aziende ed esercizi commerciali, è condivisa anche dal presidente dell' Iss, Silvio Brusaferro: «Dobbiamo gestire con grande attenzione e gradualità la fase delle riaperture. Nessuna fuga in avanti, ci vuole ancora tanta responsabilità altrimenti finiremo col vanificare i sacrifici fatti finora».

chiuso per virus disoccupazione crisi

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…