tom wolfe radical chic

MA I RADICAL CHIC DI CAPALBIO CON I CAMERIERI NERI, SI INGINOCCHIANO QUANDO GLI VIENE SERVITO IL CAFFE'? – LA PROVOCAZIONE DE "IL GIORNALE": "GLI INTELLETTUALI PROGRESSISTI DOVREBBERO AVERE SERVITU' BIANCA E DI BUON CETO SOCIALE. ALTRIMENTI IN GINOCCHIO SUI CECI PER ESPIARE IL PECCATO DI TENTATO COLONIALISMO. IL RADICAL CHIC 2.0 SI ACCONTENTA DI ESSERE IL CONSIGLIERE DELLE CASI EDITRICI, ORATORE DEL FESTIVAL DEGLI AMICHETTI..."

Alessandro Gnocchi per "il Giornale"

 

tom wolfe 2

In Italia si è aperto un grave problema di scelta della razza della servitù. Nelle tavolate della piccola Atene, Capalbio, si discute accanitamente.

«Noi di sinistra possiamo avere camerieri?».

«Noi di sinistra possiamo avere camerieri neri?».

«Noi di sinistra possiamo avere camerieri neri pagati in nero?».

«Dobbiamo inginocchiarci ogni volta che il filippino porta il caffè?» «Black Lives Matter».

 

«O vale solo per i calciatori?».

«Black Lives Matter».

capalbio

«O vale solo per gli attori?». (...) (...) «Black Lives Matter».

 

Gli intellettuali progressisti dovrebbero avere servitù bianca e di buon ceto sociale. Altrimenti in ginocchio, possibilmente sui ceci per espiare il peccato di tentato colonialismo.

«L' Italia poi si inginocchia contro il Belgio?».

«Solo se il Belgio si inginocchia».

«Ma non ha senso».

«Black Lives Matter».

Si scherza ma neanche troppo.

colf

 

Non poteva che finire così. Tom Wolfe aveva previsto tutto, alla lettera, nell' immortale reportage Radical Chic. Il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto (1970, Castelvecchi). La parte centrale del racconto si svolge a casa di Lenny Bernstein, grande direttore d' orchestra, che organizza, nel suo attico con vista su Central Park, una raccolta fondi per le Black Panthers. Le «Pantere» sono un' associazione radicale che vuole passare dalla lotta pacifista contro il razzismo, stile Martin Luther King, alle maniere spicce, stile Ti-sparo-in-testa.

tom wolfe e i radical chic 1

 

La polizia stende un nero? Un nero stenderà un poliziotto.

Occhio per occhio... Inoltre le Pantere vogliono abbattere la società capitalista e i suoi occulti finanziatori, gli ebrei. Già, le «Pantere», vittime del razzismo, sono razziste. Malcom X è il guru, fino a quando non viene abbattuto a raffiche di mitraglietta, da una fazione rivale. Le Pantere rinunciano alla lotta armata intorno alla metà degli anni Settanta.

 

Black Lives Matter raccoglie l' eredità delle Black Panthers. Nato per protestare contro l' inaccettabile serie di ragazzi uccisi dalla polizia durante azioni più o meno di routine, il movimento è diventato un fenomeno di costume alla moda dietro il quale si cela un universo eterogeneo, in parte favorevole alle maniere forti.

 

tom wolfe 5

Il problema del radical chic, «prima versione», era solleticare le Black Panthers e vivere, durante le feste di raccolta fondi, il brivido della vicinanza a un uomo vero, un selvaggio, un bruto. Il problema del radical chic, «revisione 2021», è misurare il proprio potere attraverso la sottomissione di star, sportivi, nazionali di calcio, politici e persone comuni. Si devono inginocchiare.

«Lo facciamo per mandare un giusto segnale: le vite dei neri sono importanti, guai a chi se lo scorda».

tom wolfe e i radical chic 2

 

E giù lezioni di educazione civile, del tutto insensate: l' inginocchiarsi non è una pratica neutra anti-razzista ma un gesto militante in sostegno di Black Lives Matter, movimento, ormai s' è capito, non alieno alla violenza. Cediamo la parola al maestro indiscusso, Tom Wolfe: «Beh, alle persone istruite ovviamente si dice neri. Al momento è l' unica parola che sottintende la propria consapevolezza della dignità della razza nera. Ma, non si sa come, quando stai per usare quella parola con i tuoi domestici bianchi, esiti. Non riesci a cacciartela fuori dalla bocca.

tom wolfe 1

 

Perché? Contro-senso di colpa! Sai che stai per pronunciare una di quelle parole fondamentali che divide i colti dagli incolti, gli intonati dagli stonati, i fichi dagli sfigati. Non appena la parola ti esce di bocca e te ne accorgi già mentre hai la prima sillaba sulla punta della lingua il tuo domestico ti ha già schedato come uno di quei progressisti in limousine, o comunque ti voglia definire, tutti impegnati a dedicare il proprio buon cuore bianco alla causa dei neri, e magari ne dedicassi un po' ai proletari bianchi, ai domestici dell' East Side, per esempio, e figurarsi, sahib. Negatelo pure! Ma sono queste le piccole deliziose agonie del Radical Chic. Così uno finisce per scegliere negro, sperando che per un attimo il grande dio Culturatus metta da parte il suo libro mastro

 

colf

Comunque sia, se si è capaci di accettare questo piccolo compromesso, i propri domestici non sono più un problema. Ma il ragazzo dell' ascensore e il portiere Appena si accorgono che stai per dare uno di quei party, di riflesso cominciano a lanciarti occhiate fulminanti!».

 

Sì, cancel culture, via gli ultimi quarant' anni, si torna al radical chic, che qualcuno, erroneamente confonde con lo snob. È l' esatto contrario.

Lo snob ostenta ridicola raffinatezza, il radical chic ama lo stile «romantico e rudemente vitale dei primitivi che abitano nelle case popolari», perché il proletario è bello, borghese può essere piccolo o grande ma è sempre brutto.

 

TOM WOLFE

Tom Wolfe instillava il dubbio che il radical chic di radicale avesse soltanto lo stile. Il radical chic versione 2.0 è meno ambizioso del suo predecessore, che si sentiva il padrone del mondo. Il radical chic 2.0 si accontenta di essere il padrone dell' orticello della cultura, il consigliere delle case editrici da tinello, l' alfiere delle idee politiche vecchie e insepolte, il monopolista delle rubriche su settimanali a diffusione carbonara, lo «scrittore» di tweet acchiappa like, l' oratore da festival degli amichetti, l' editorialista indignato un tanto al chilo, il curatore di mostriciattole.

 

Il radical chic si sente trasgressivo ma sfonda solo porte aperte, crede di essere controcorrente ma combatte solo battaglie già vinte. Tutto questo non lo preoccupa davvero, infatti il radical chic ha una sola vera paura: non belare allo stesso volume del gregge.

COLF 4CAPALBIOTOM WOLFEcapalbio ultima spiaggiaULTIMA SPIAGGIA A CAPALBIOtom wolfe 3capalbio 4tom wolfe 4

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”