tamponi

MA VACCINATEVI E FATELA FINITA! – NONOSTANTE IL NO DI CONFINDUSTRIA, MOLTE IMPRESE SI ACCOLLANO I COSTI DEI TAMPONI PER I DIPENDENTI NON VACCINATI PUR DI NON FERMARE LA PRODUZIONE: L’ILVA DI TARANTO ASSICURERÀ I TEST A 1.600 LAVORATORI A FRONTE DEGLI 8.200 VACCINATI – STESSA SCELTA PER TOYOTA, DUCATI, KIKO E NATURASÌ - MA C'È CHI PUNTA SUGLI INCENTIVI: LA ISOCELL, IN PROVINCIA DI BOLZANO, PROMETTE AI DIPENDENTI CHE SI IMMUNIZZANO UN BONUS DI 500 EURO IN BUSTA PAGA E…

Luca Monticelli per "la Stampa"

 

tampone

Il costo del tampone non può essere a carico dell'azienda, ma del lavoratore che lo deve fare. Questa è la linea del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ribadita ieri durante l'incontro con Enrico Letta e la segreteria del Pd. Tuttavia, nel variegato universo imprenditoriale, molti stanno pensando di seguire una strada diversa. Nelle ultime ore si segnalano sempre più esempi di imprese che fanno sapere di voler pagare i test rapidi ai propri addetti non vaccinati per non mettere a rischio l'operatività degli uffici e dei capannoni. E anche il governo sta pensando di introdurre ulteriori detrazioni aiutando chi paga i tamponi ai dipendenti. Già adesso è in vigore un credito d'imposta del 30% sulle spese per sanificazione e sicurezza nei luoghi di lavoro che, a questo punto, sembra destinato ad essere rafforzato.

 

ilva 1

Oggi scatta l'obbligo del Green Pass, ma molte aziende non subiranno un contraccolpo dal punto di vista organizzativo perché hanno deciso di offrire i tamponi a chi è sprovvisto del lasciapassare vaccinale. È il caso di Piquadro, marchio di zaini e valigie, che pagherà per tutti gli addetti che ne fanno richiesta. Anche Ducati Motor, come molte altre aziende metalmeccaniche del Bolognese, sosterrà le spese per i test anti Covid.

tampone

 

In prima fila ci sono pure Toyota Material Handling e Bonfiglioli, il gruppo esperto in motoriduttori che ha aperto uno sportello negli stabilimenti per effettuare gli esami antigenici. Ima, industria che produce macchine automatiche, annuncia che rimborserà i tamponi per un mese, dando tempo così a chi non si è ancora vaccinato, di farlo. L'ex Ilva di Taranto assicurerà il Green Pass a circa 1.600 operai non vaccinati, a fronte di 8.200 che invece sono in regola. L'acciaieria ha organizzato ingressi separati e ambulatori medici in funzione dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20 e la domenica mezza giornata.

 

naturasi 7

Nelle Marche, a Numana, la Sailmaker, specializzata in tessuti della nautica, garantisce tamponi gratis a tutti i dipendenti fino alla fine dell'anno. Scende in campo pure il mondo del biologico. «Vogliamo evitare le lotte e le divisioni che purtroppo il virus ha esasperato nella relazione tra le persone, nel dibattito pubblico e nelle aziende», dice Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì. «Siamo intenzionati, per garantire il rispetto delle nuove norme sul Green Pass, a permettere a tutti i lavoratori di svolgere la propria attività liberamente, contribuendo come Gruppo al costo dei test previsti dalla legge», aggiunge.

 

TAMPONE

Una scelta che ha effetti sui 1.600 dipendenti e gli oltre 300 negozi di NaturaSì. Rimborsare al 100% i tamponi dal 15 al 31 ottobre è uno dei punti del protocollo di sicurezza di Metro, realtà tedesca della grande distribuzione che in Italia annovera 4.500 dipendenti in 50 punti vendita e ha la sede principale a San Donato Milanese. La solerzia di queste tante imprese stride con le parole di Bonomi e forse segna una spaccatura tra gli industriali. Da non sottovalutare, poi, i problemi di produzione in cui potrebbero incappare le piccole attività con meno di 15 impiegati che possono sostituire le maestranze dopo 5 giorni di mancata presentazione del certificato verde.

 

toyota  8

Infatti, dovranno reperire sul mercato figure professionali da ingaggiare per pochi giorni e non oltre il 31 dicembre 2021. Tra le aziende che non vogliono pagare le spese, lasciando in capo ai lavoratori la scelta di non vaccinarsi, c'è Kiko: 2.500 addetti, il 15% senza certificazione verde. Ma c'è chi punta sugli incentivi: la Isocell di Laives, in provincia di Bolzano, promette ai dipendenti che si vaccinano un bonus di 500 euro in busta paga a dicembre e un giorno di ferie in più.

Tamponi Covid

 

Confcommercio condivide la strategia di Bonomi, sia per una questione economica che «di principio», così come Sergio Dompé, vicepresidente di Assolombarda e presidente esecutivo di Dompé farmaceutici. «Noi dobbiamo dare l'esempio di ciò che deve essere il rispetto delle regole e la tutela dei più deboli e delle persone che non si possono permettere il rischio di contrarre Covid», sottolinea. Sui tamponi gratuiti, spiega, «bisogna guardare se ci sono delle condizioni di fragilità e ovviamente queste verranno prese in carico dalle aziende, ma non si può e non si deve premiare un atteggiamento di disobbedienza civile».

OPERAIO ILVAnaturasi 5tamponi 1tamponi

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO