loris sabatucci

MA YOUTUBER DE CHE? CHI È LORIS SABATUCCI, IL 45ENNE PREGIUDICATO ARRESTATO E POI RILASCIATO A TANGERI DOVE È ARRIVATO SENZA DOCUMENTI ALLA GUIDA DI UN ELICOTTERO – LUI SI DEFINISCE UNO “YOUTUBER”, MA I FILMATI LO MOSTRANO DURANTE AZIONI ILLEGALI E INCOSCIENTI, TIPO GUIDARE A 300 ALL’ORA – ARRESTATO NEL 2017 PER CONTRABBANDO DI SIGARETTE, NEL 2018 FINÌ IN MANETTE PER AVER PORTATO UN CARICO DI STUPEFACENTI IN SARDEGNA A BORDO DI UN ALTRO ELICOTTERO – E ADESSO IL SOSPETTO È CHE…

Andrea Galli per il “Corriere della Sera”

 

loris sabatucci 2

Pare che, a quest' ultimo giro (in elicottero), Loris Sabatucci abbia davvero sconfinato. Con ieri eravamo a una drammatica settimana di prigione a Tangeri, in Marocco, conseguenza dell'arresto con l'accusa di clandestinità in quanto il 45enne pregiudicato, base a Milano (al Corriere risulta l'indirizzo di un grattacielo a Porta Garibaldi), era senza documenti. L'invio giovedì del passaporto attraverso il fratello non aveva generato alcun risultato, ma a tarda sera il corpo diplomatico italiano ha comunicato la scarcerazione - che non si esclude «strategica» per consentire i pedinamenti e le intercettazioni -, previa comunque la non partenza in attesa di un titolo di viaggio firmato dalla nostra Ambasciata a Casablanca, con l'assunzione di responsabilità e garanzie.

 

l'elicottero di loris sabatucci in sardegna 2

Sempre escludendo una nuova cattura che impedisca l'addio al Marocco. Si dice che Sabatucci sia uno «youtuber», però bisogna intendersi sul significato del termine: i filmati lo mostrano in azioni illegali e incoscienti, tipo guidare a trecento all'ora. Ciò premesso, come confermato dal paziente avvocato Roberto Grittini che lo segue da un pezzo, Sabatucci ha sostato a lungo in cella («Ho dormito con i piedi sulla sedia per fuggire dai topi, siamo infestati», ha comunicato in una rapida telefonata col legale), dovendo fornire spiegazioni ai magistrati: non tanto per l'assenza dei documenti, che rappresentano un mistero (s' ignora se sia stata un'idea balzana o una dimenticanza innescata dalla fretta di dover volare per forza), quanto per l'elicottero stesso.

 

loris sabatucci 3

 Che, in questa storia svelata ieri dal quotidiano Il Giorno, è sparito. L'arresto era avvenuto ore dopo l'atterraggio, dunque lontano da quel vecchio e disarmato velivolo di guerra attivo nell'ex Jugoslavia, forse poiché l'indagato non poteva mostrare cosa e quanto ci fosse a bordo. E qui si innescano dei ragionamenti. Il soprannome del penitenziario di Tangeri è «galera della droga», in relazione all'affollamento di trafficanti sulla rotta con la Spagna. Tangeri non è più l'enclave del secondo Dopoguerra, punto centrale nel Mediterraneo dei viaggi delle sigarette di contrabbando americane smistate in Europa, e non è più nemmeno l'ex zona franca priva di ogni forma d'imposizione fiscale e capace di ospitare, nel 1950, cento banche e quattromila società di copertura degli affari sporchi.

 

Però con la pandemia il contrabbando di sigarette ha ripreso slancio e in questo settore criminale Sabatucci è un esperto: la Guardia di Finanza lo arrestò nel 2017; scortava 12 tonnellate di «bionde» illegali. Poi, come detto, Tangeri si conferma cruciale nella geografia della droga, e nel 2018, ancora i finanzieri bloccarono Sabatucci: muoveva un carico di stupefacenti in Sardegna. Su un elicottero. Magari sarà una casualità, però la fedina penale, la geografia (Tangeri, non un'altra zona) e i sospetti della polizia spingono alla costruzione di un possibilissimo scenario - per appunto il narcotraffico -, uno scenario che forse si riteneva più forte di eventuali indagini, e invece crollato a causa di qualcuno che si sarebbe venduto l'italiano.

l'elicottero di loris sabatucci in sardegna 1

 

Il quale ha della vita una concezione tutta sua, oltre i limiti. La banca dati delle società certifica l'apertura di un'attività di mediazione immobiliare nella natia Piacenza, ma due assegni scoperti forniscono di Sabatucci il seguente profilo: nella «classe statistica di rischio», sulla scala che va da 1 a 7 lui è posizionato al numero 7. Quegli assegni, di quattro anni fa, ammontavano a 1.600 e 6.500 euro, cifre irrisorie se confrontate con gli accertamenti patrimoniali relativi a immobili, macchine Audi e Mercedes, e quell'elicottero della Sardegna, la cui proprietà rimandava a un trust in New Mexico, negli Usa. Eppure, Sabatucci non disponeva del denaro per coprire i versamenti.

 

loris sabatucci 1

Possibile? La sua rete di conoscenze è ampia, internazionale; lui si considera un personaggio unico spinto da una insopprimibile ansia da avventuriero, ma forse, per farla più semplice, trattasi dell'ennesima anima nera. Ora terrorizzata. Le autorità marocchine sono state in verità a lungo ermetiche con il nostro corpo diplomatico, forse per una nazionalistica riservatezza che trascende la retorica della cooperazione tra Stati (succede anche all'interno dell'Unione europea coi latitanti), o forse perché l'elicottero nascosto sarà un propulsore di potenti indagini.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…