IL MAGGIORDOMO DELLA CASA BIANCA – IL COVID CI PORTA VIA ROOSEVELT JERMAN, CHE SERVÌ 11 PRESIDENTI - DAI TEMPI DI EISENHOWER A OBAMA, MEZZO SECOLO ALLA CASA BIANCA - BUSH JR: "AVEVA SEMPRE UN SORRISO E UNA LECCORNIA PER NOI” – “DI LUI MI COLPÌ LA GRANDE DIGNITÀ”, SCRIVE MICHELLE NELL' AUTOBIOGRAFIA…

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Anna Lombardi per “la Repubblica”

 

Wilson Roosevelt Jerman Wilson Roosevelt Jerman

Lucidò stoviglie d' argento per Dwight Eisenhower: era il 1957. Servì il caffé a John Fitzgerald Kennedy, promosso al rango di butler, maggiordomo, grazie all' aiuto di Jackie che lo aveva preso in simpatia. Poi divenne il cameriere più fidato di George W. Bush: aiutando il presidente insonne a ritrovare il sonno con aneddoti della sua gioventù. Fino a quell' ultima immagine.

 

Dove Wilson Roosevelt Jerman, il più longevo membro dello staff della Casa Bianca, ucciso dal coronavirus martedì, a 91 anni, sorride, in ascensore, al fianco degli Obama. Uno scatto così simbolico - il cameriere nero in livrea con alle spalle la prima coppia presidenziale afroamericana - da essere stato inserito da Michelle Obama carrellata di immagini che illustrano la sua autobiografia, Becoming .

 

Wilson Roosevelt Jerman OBAMA Wilson Roosevelt Jerman OBAMA

«Era un uomo gentile. La prima persona che vedevamo al mattino, l' ultima prima di coricarci. Per noi aveva sempre un sorriso e una leccornia »: George W. Bush lo ricorda così nel messaggio di cordoglio firmato con la moglie Laura, recapitato a Nbc News . Perché Jerman, 55 anni trascorsi alla Casa Bianca al servizio di 11 presidenti, era davvero amato da tutti. E peccato che, in tempi di coronavirus, il fedelissimo di così tanti leader non avrà nemmeno un funerale.

 

Nato in Virginia nel 1929, l' anno della grande crisi, sposatosi a 19 anni e padre di cinque figli, nonno di 12 nipoti e 18 bis nipoti, Jerman si accontenterà di un addio virtuale. Con forse più di un presidente ad asciugarsi le lacrime, in diretta su Zoom.

Wilson Roosevelt Jerman GEORGE W.BUSH Wilson Roosevelt Jerman GEORGE W.BUSH

A ricordarlo al mondo, oggi, ci pensa la nipote Jamila Garrett, intervistata da Fox: «Era un uomo sincero, sempre al servizio degli altri. Non contava chi si rivolgesse a lui. Si prodigava per tutti, in ogni modo possibile ». Un nonno straordinario quello evocato da Jamila: «Ci ha insegnato che per riuscire nella vita bisogna essere autentici. E trovare la forza di superare gli ostacoli. Il suo insegnamento, è la nostra eredità più preziosa ».

 

Insieme a quegli indimenticabili aneddoti. Perché, pure se Wilson Roosevelt Jerman non è il maggiordomo della Casa Bianca immortalato da Hollywood nel film di Lee Daniels The Butler , con Forest Whitaker - ispirato alla vita di Eugene Allen, collega e per un certo periodo superiore di Jerman - i suoi aneddoti non furono certo da meno. Una lunga storia d' amicizia con i potenti della Terra, la sua: fino all' onore, ormai già molto anziano, di servire gli Obama, sia pure part-time. «Di lui mi colpì la grande dignità», scrive Michelle nell' autobiografia. «La stessa che rende speciali tutto coloro che lavorano alla residenza privata del presidente». Da Eisenhower a Obama: Jerman ha contribuito, a suo modo, alla Storia. Lustrando argenteria e servendo il caffè.

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LA VERSIONE DI MUGHINI - “E’ UN UOMO A MODO CHI CONTINUA A SCRIVERE AVENDO COME DIRETTORE MOLINARI (E COME “PADRONE” LA FIAT), OSSIA MICHELE SERRA, O CHI SALE CON “LE SCARPE ROTTE” SULLE MONTAGNE RAPPRESENTATE DALLE PAGINE DEL “FATTO”, OSSIA “IL PARTIGIANO” GAD LERNER? UNA CONTESA DA RIDERCI SOPRA SE NON FOSSE CHE È DA PIANGERCI SOPRA. TUTTI I GIORNALI HANNO DEI “PADRONI”, QUALE PIÙ E QUALE MENO LIBERALE DEGLI AGNELLI. “REPUBBLICA” DEVE TROVARE UN SUO RUOLO AL TEMPO IN CUI LA DIADE DESTRA/SINISTRA NON HA PIÙ SENSO. VERDELLI SI FACEVA UNA SUA IDEA DI QUESTO RUOLO, MOLINARI SE NE FA UN’ALTRA”

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