jasper maskelyne

IL MAGO DI CHURCHILL CHE BEFFO’ HITLER – NORDIO SCODELLA L’INCREDIBILE STORIA DI JASPER MASKELYNE, UN ABILE INCANTATORE CHE CON I SUOI TRUCCHI CONTRIBUÌ ALLA VITTORIA DEGLI ALLEATI NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE – DA EL ALAMEIN ALLO SBARCO IN NORMANDIA, CHURCHILL GIOCÒ CON HITLER COME IL GATTO COL TOPO DIMOSTRANDO CON L'AIUTO DI MASKELYNE CHE I CONFINI TRA REALTÀ E ILLUSIONE SONO SFUMATI E INGANNEVOLI…

Carlo Nordio per “il Messaggero”

 

JASPER MASKELYNE

La città di Treviso ospita ogni anno il festival Arte Magica. Non si tratta soltanto delle consuete esibizioni di prestigiatori. È piuttosto un esperimento culturale per dimostrare l' efficacia dell' illusione, e le sue possibili pratiche applicazioni. In una originale coniugazione di apparenza e realtà, l' ingegner Walter Rolfo, presidente di Masters of Magice ideatore dello story-coaching ha ricordato quanto sia stata importante, durante la seconda guerra mondiale, l' opera di Jasper Maskelyne, un abile incantatore che convinse Churchill a servirsi del suo ingegno prodigioso.

 

Maskelyne era figlio d' arte, non fingeva di possedere poteri paranormali, ma conosceva tutti i segreti della psicologia e gli artifizi della manipolazione visiva. Churchill, che amava le novità, soprattutto se stravaganti, lo spedì nel 1942 in Africa dove Montgomery stava affrontando l' offensiva di Rommel. Il Mago esordì con un trucco ottico, facendo sparire il porto di Alessandria.

 

churchill

In realtà ne decise l' oscuramento, creando insieme una disposizione di luci a vari chilometri di distanza, così i tedeschi bombardarono a lungo il bersaglio sbagliato. Nel frattempo Monty stava passando all' offensiva nella fascia di El Alamein. Gli inglesi avevano una superiorità schiacciante in uomini, aerei, carri e artiglieria, ma il fronte era stretto e il luogo dell' attacco - a nord della fascia e lungo il mare - era prevedibile. Concentrandovi le sue forze Rommel poteva opporre una efficace difesa. Monty decise allora di convincere i tedeschi che l' attacco sarebbe avvenuto settanta chilometri più a sud, al limite della depressione di Quatara, e chiese aiuto a Maskelyne.

 

Quest' ultimo, con l' aiuto di Geoffrey Barkas, uno sceneggiatore di film e di Michael Ayrton, pittore, riuscì a nascondere 6000 tonnellate di rifornimenti e centinaia di blindati mimetizzandoli sotto reti di copertura e creando ombre artificiali. Ma la sua genialità non fu tanto nel nascondere quanto nel far apparire; creò finte sagome di carri e mezzi cingolati utilizzando tralicci di palma, e li trasferì a sud, creando così la prima armata fantasma della storia, e inducendo Rommel a rivedere il suo schieramento.

 

Quando, la sera del 23 Ottobre 1942, Montgomery scatenò l' offensiva lungo il litorale, i tedeschi, che se l' aspettavano molto più sotto, furono colti di sorpresa, e dopo pochi giorni dovettero ripiegare fino alla Tunisia abbandonando l' Egitto, la Libia, e ogni speranza di vittoria.

 

JASPER MASKELYNE

LA CAMPAGNA DI FRANCIA Ma il bello doveva ancora venire: gli stratagemmi di El Alamein furono ripetuti in scala assai maggiore durante la preparazione dello sbarco in Normandia. Nel giugno del 1944 la Germania aveva in Francia quaranta divisioni statiche di fanteria, supportate da dieci divisioni corazzate estremamente mobili e aggressive.

Rommel, che ora comandava il gruppo di armate della Manica, le aveva sparpagliate vicino alle spiagge contro il parere di Von Rundstedt che voleva tenerle insieme come riserva strategica.

 

Tuttavia Hitler si era tenuto il diretto controllo di cinquecento panzer, un numero più che sufficiente a ricacciare in mare gli Alleati se fossero arrivati tempestivamente nei pressi dello sbarco.

 

Era dunque essenziale ingannare i tedeschi sul luogo dell' invasione, inducendoli a credere che questa sarebbe avvenuta al passo di Calais, a trecento chilometri di distanza da quello reale.

 

Così gli Alleati elaborarono un piano assai audace per fantasia e complessità.

Nell' Inghilterra sudorientale crearono il FUSAG, un gruppo di armate comandato da George Patton, il loro più abile comandante tattico. In realtà era un esercito di carta, costituito da poche centinaia di uomini.

 

JASPER MASKELYNE carroarmato di cartapesta

L' unica cosa vera era l' irruento generale, che stava espiando una quarantena per aver schiaffeggiato un soldato in Sicilia. Il gruppo di Maskelyne costruì carri armati e automezzi di gomma, mezzi da sbarco di trucioli, aerei di compensato e cannoni di cartapesta. Ma le illusioni non furono semplicemente ottiche. Gruppi di radiofonisti trasmettevano in continuazione messaggi e ordini di ogni tipo, cambiando frequenza e fingendo di appartenere a battaglioni, reggimenti e divisioni pronte a partire. Costruirono caserme, aeroporti, depositi e persino ospedali completamente fasulli, mentre la Raf e la contraerea venivano avvertite di non sparare contro eventuali ricognitori.

 

Quando lo sbarco avvenne realmente, Hitler si ostinò a tener inchiodate le sue truppe migliori davanti a questa armata fantasma, convinto che la Normandia fosse solo una diversione. Solo dopo varie settimane il dittatore si accorse dell' inganno, ma era ormai tardi, e la testa di ponte si era consolidata. Patton assunse davvero il comando della Terza Armata, e in trenta giorni galoppò fino ai confini del Reich. La campagna di Francia era virtualmente finita.

 

winston churchill

L' INTELLIGENCE Nessuno potrà mai dire quanto questi trucchi abbiano contribuito alla vittoria degli Alleati. La seconda guerra mondiale fu un evento così complesso che nessun evento, salvo l' atomica sganciata sul Giappone, fu di per sé decisivo. Per di più gli inglesi avevano vinto da tempo la sfida dell' Intelligence. A Bletchley Park intercettavano quasi tutte le comunicazioni tedesche, e di riflesso anche quelle italiane; il loro servizio di controspionaggio aveva catturato tutte le spie inviate dai nazisti, e dopo averne impiccate alcune aveva convinto le altre a collaborare, mandando informazioni ingannevoli; di converso, avevano infiltrato con successo sabotatori in tutta la Francia occupata, ostacolando, con la Resistenza locale, i movimenti del nemico. E una volta sbarcati, gli angloamericani godevano di una tale superiorità di uomini mezzi che il destino dei nazisti era comunque segnato.

 

Tuttavia è certo che il velo di bugie e l' apparato di mistificazioni voluti da Churchill e realizzati anche da Maskelyne fecero risparmiare molte vite e contribuirono efficacemente al successo delle campagne d' Africa e d' Europa. Ma soprattutto dimostrarono che una democrazia libera e consolidata possiede risorse di fantasia, di inventiva, di duttilità e di intelligenza che sovrastano l' ottusità delle più efficienti e impenetrabili dittature. La decadente Gran Bretagna, che Hitler aveva bollato come un' accozzaglia di debosciati gaudenti e di imbelli incapaci, non brillò solo di coraggio e di tenacia, ma espresse quella genialità che umiliò l' intelligenza di un popolo che dopo aver dato al mondo Goethe e Beethoven si era atrofizzato sotto la maniacale retorica di un sanguinario dittatore.

maggiolino hitler

 

Per cinque anni - nell' ambito dello spionaggio e degli inganni - Churchill giocò con Hitler come il gatto col topo, simulò imprese fittizie e dissimulò quelle reali, dimostrando, con l' aiuto di Maskelyne e di altre menti originali, che i confini tra realtà e illusione sono sfumati e ingannevoli, e che il delirio di onnipotenza è il terreno più fertile per piantarvi il seme dell' insidia, della sconfitta e della rovina.

hitler e il cinema

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”