gastel

IL MALEDETTO COVID PORTA VIA, A 66 ANNI, IL GRANDE FOTOGRAFO GIOVANNI GASTEL - ANTENATI NOBILI, GAVETTE SPACCA-OSSA, TOP MODEL, PADRE PIO E PASTICCHE DI ANTIDEPRESSIVI: ''IO SONO ANCHE LE PILLOLE CHE PRENDO'' - FIGLIO DI UNA VISCONTI DI MODRONE, NIPOTE DEL 'FARMACEUTICO' CARLO ERBA. ''MI DICEVANO: VIVI IN MODO CHE IL MONDO TI PERDONI DI ESSERE NATO RICCO. COSÌ HO FATTO PER ANNI SERVIZI AI MATRIMONI, DUPLICATI E FOTOTESSERE ACCETTANDO QUEL CHE LA VITA DÀ. LO HUMOUR MI HA AIUTATO, LA MAMMA DICEVA CHE SE UNO CE L’HA È PIÙ DIFFICILE CHE SIA PROPRIO UN CRETINO'' - VIDEO

 

 

Gianluca Bauzano per Corriere.it

gastel

Il Covid ha rapito un altro nome illustre del mondo della cultura e della moda. Il fotografo Giovanni Gastel si è spento oggi pomeriggio 13 marzo 2021. Era stato ricoverato a Milano a causa dell’aggravarsi dello stato di salute dopo essere stato colpito dal Covid. Avrebbe compiuto 66 anni il prossimo 27 dicembre. I suoi scatti hanno cambiato la percezione dell’immagine della moda. 

 

thorinbert dago. gastel. triennale

Univa uno sguardo inatteso del soggetto che ritraeva, uno stile patinato ma originale e al garbo innato un profondo senso dell’ironia. Un uomo d’altri tempi, come si usa dire, anche perché era nipote diretto di Luchino Visconti, dal quale aveva assorbito, benché ancora bambino un senso estetico profondo, unito alla percezione profonda della realtà.

 

 

Sara Ricotta Voza per “la Stampa” del 15 settembre 2015

 

GIOVANNI GASTEL

Bravo Giovanni, bel libro! Ah, tra l’altro... chi te lo ha scritto?». Giovanni Gastel non si offende con gli amici che hanno letto le bozze della sua autobiografia e pensano ci sia dietro un ghost writer. Invece l’ha scritta tutta lui in un mese a Filicudi, del resto prima di diventare un fotografo famoso pensava che avrebbe fatto il poeta.

 

Il libro esce oggi per Electa, la collana si chiama «Madeleines» e non c’è nulla di più proustiano dei ricordi di questa famigliona milanese per metà aristocratica e per metà altoborghese, che univa i fasti antichi dei Visconti di Modrone a quelli moderni dell’industria farmaceutica Carlo Erba a quelli artistici di un certo zio Luchino Visconti.

 

 

GIOVANNI GASTEL

Giovanni Gastel è infatti figlio di Nane Visconti di Modrone, sorella del regista e nipote dell’industriale. Lui racconta come da quell’ambiente gattopardiano e affascinante sia riuscito a trovare la sua strada e la sua arte.

 

Un’arte nuova per la sua famiglia, specie per il padre, che all’inizio non sembra apprezzare l’idea di un figlio fotografo e come incoraggiamento gli regala un pettine e uno specchio. «Perché sei destinato a fare fototessere tutta la vita. E sai, il cliente potrà sistemarsi un po’ prima dello scatto».

 

 

GIOVANNI GASTEL

Gusto della battuta, ironia e causticità sono un tratto fisso nei ricordi di Gastel, che abbiamo incontrato nel suo studio milanese su più piani da cui salgono, scendono e salutano due dei sei fratelli (uno fa camicie fantasia da veri dandy) e due nipoti fotografi affermati. E in questo viavai allegro e elegante gli chiediamo i retroscena di quel che ha scritto nel libro.

 

Perché, a quasi 60 anni, raccontarsi in maniera tanto aperta, che è un po’ come denudarsi sulla pubblica piazza? Si parla anche di una grazia ricevuta...

alberto dandolo e giovanni gastel

«Non ho il minimo senso del pudore, e poi se devi scrivere la tua vita non puoi dire che sei alto bello e biondo... Quanto alla grazia, io sono un miracolato di padre Pio, -spiega senza snobismi -, mamma e gran parte della mia famiglia avevano fatto una novena per me, che ero in un letto d’ospedale con il fegato spappolato in seguito a una caduta. Una notte ho sognato quel frate dirmi che mi avrebbe guarito. E il giorno dopo i medici non trovano solo un pancreas risanato, ma in perfetto stato, come mai stato danneggiato. Da lì la sensazione di vivere una “vita donata”, e il dono va onorato con la massima adesione al tempo concesso».

Dago by Gastel

 

Quindi è religioso?

«Frequento la chiesa e vado a messa, ma non ho quella bella fede incrollabile che vorrei; sono altalenante. L’intellighenzia, fra cui ho tanti amici, considera una ingenuità l’essere religiosi, dimenticando montagne di pensiero cristiano cattolico...».

 

I primi still life per Christie’s fotografando quadri nelle case dei ricchissimi con i camerieri a controllare che non rubi i posacenere, poi le bizze dell’ambiente della moda; il suo libro è pieno di piccole umiliazioni subite ma lei ha sempre la battuta pronta. Mai avuto crolli di autostima?

«Nonno Giuseppe ci diceva “voi dovete vivere in modo che il mondo vi perdoni di essere nati ricchi”, e l’educazione aristocratica all’antica fa sì che tu non possa mai dire “lei non sa chi sono io”. Così ho fatto per anni servizi ai matrimoni, duplicati e fototessere accettando quel che la vita dà e costruendo sui valori. Lo humour mi ha aiutato, la mamma diceva che se uno ce l’ha è più difficile che sia proprio un cretino».

 

 

GIOVANNI GASTEL

Arrivano gli Anni Ottanta e nasce la moda italiana, la sua prima copertina è un incontro choc con l’assistente di Ferré...

«”La Gastel?” urlava come un pazzo, “Chi czz è questa Gastel? … Mi avevate detto che la cover l’avrebbe scattata Oliviero (Toscani, ndr) non ‘sta Gastel!”».

 

Inutile dire che poi sarà un idillio e «la Gastel» scatterà per tutti - Missoni, Krizia, Trussardi, Versace - e poi lascerà Milano per Parigi e fotograferà Dior. Anche il papà è finalmente soddisfatto?

Ettore Sottsass by Gastel

«Dopo aver visto la mia prima mostra personale, camminando nella notte verso casa in via Visconti di Modrone papà mi dice “bravo”. Prima la fotografia era considerata un mestieraccio, la moda invece ha fatto di noi degli artisti. E io l’ho fatta molto “da lombardo”, con impegno. Questo è piaciuto a papà».

 

 

Scrive che lo sdoganamento della fotografia di moda si deve a Oliviero Toscani. E poi parla con ammirazione dei fotografi colti, come Basilico, poi divenuti colleghi. Pesava questa distinzione?

«Eravamo considerati drogati non in grado di articolare una frase, invece qualche libro lo avevamo letto pure noi. Oliviero lo ha fatto capire con violenza comunicativa e intelligenza».

 

 

Lei parla, con franchezza, di attacchi di panico, depressioni, pillole e trousse di psicofarmaci...

giovanni gastel fabio novembre shimaa shalash tommaso foggini

«Io sono anche le pastiglie che prendo e in fondo discendo pur sempre da Carlo Erba. - sorride. Poi si fa serio -. Non voglio certo invitare a impasticcarsi, ma quando stavo male non riuscivo a fare niente. C’è un dolore che ci può santificare, e un altro che non crea niente di buono, quindi se la medicina è in grado di togliermi dal pozzo nero, che lo faccia subito».

 

Still life, moda, ritratti. Che cosa le è piaciuto - e piace - di più?

«Il mio stile lo porto ovunque. Su una top model, un personaggio o un bottone. Sono un fotografo e lì mi gioco la vita».

gastel e dago triennale

giovanni gastel 6giovanni gastel 4Giovanni Gastel e un amico Giovanni Gastel ivan rota giovanni gastel francesco butteri

giovanni gastel 8dago e gastel triennaledago e gastel giovanni gastel 7giovanni gastel 3guido taroni e giovanni gastel gastelGIOVANNI GASTELgiovanni gastel shimaa shalashgiovanni gastel 1giovanni gastel 2matrimonio michelle hunziker giovanni gastelgiovanni gastel pinina garavaglia fabio novembre roberta gastel giovanni gastel stephan jansonThorimbert e Gastel giovanni gastel e giampaolo grandi137 givoanni gastel;cristina lucchini mrc 9196Gastel e Thorimbert con Giovanna Melandri Toni Thorimbert e Giovanni Gastel Toni Thorimbert Anita Kravos Giovanni Gastel Thorimbert Gastel e Dagostino Giovanni Gastel Roberto Dagostino Giovanni Gastel Cesare Cunaccia Silvia Venturini Fendi Talitha Puri Negri Giovanni Gastel e Benjamin Skepper Luigi Di Majo Giovanni Gastel Talitha Puri Negri Giovanni Gastel e Benjamin Skepper CHIARA BONI GIOVANNI GASTEL jpegflavio lucchini foto di giovanni gastel

matrimonio michelle hunziker giovanni gastelgiovanni gastel e stefano accorsiAUTOBIOGRAFIA DI GIOVANNI GASTELgiovanni gastel 5giovanni gastel shimaa shalash063 giovanni gastel luisa loro piana marco tronchetti provera mm3 2255190 giovanni gastel anita cicogna quagliuolo adriano teso mm4 9961giovanni gastelmara venier by giovanni gastelobama foto di giovanni gastel

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)