tina velo

LA MAMMA DEI "GRETINI" E' SEMPRE INCINTA – CHI E’, CHI NON E’, CHI SI CREDE DI ESSERE TINA VELO, L'ESTREMISTA TEDESCA DEL CLIMA CHE VUOLE SABOTARE IL SALONE DELL'AUTO DI FRANCOFORTE: “IMPEDIREMO GLI INGRESSI IN MODO PACIFICO, SIAMO CENTINAIA” – A DIFFERENZA DI GRETA, LA 33ENNE ATTIVISTA TEDESCA PARLA DI "AZIONI NON LEGALI MA LEGITTIME" E "DISOBBEDIENZA CIVILE" COME ARMI ESTREME PER ARRESTARE LA DERIVA CLIMATICA…

Alessandra Muglia per il Corriere della Sera

 

tina velo

Una barriera di corpi sdraiati per impedire alla gente di entrare e per dire stop alle auto. «Saremo diverse centinaia, abbastanza per riuscire a bloccare l' ingresso del pubblico» assicura ottimista al Corriere la leader del movimento ambientalista che intende «sigillare» nientemeno che il Salone internazionale di Francoforte. «È da settimane che in diverse città si svolgono dei training specifici per insegnare ai partecipanti a mantenere la calma ed essere preparati a dar vita a una dimostrazione pacifica: vogliamo evitare escalation e derive violente» precisa Tina, questa attivista tedesca di 33 anni. Il doppio di Greta Thunberg.

 

Capelli castani fluenti, piercing al naso e trucco leggero, a differenza dell' ambientalista svedese lei nelle sue proteste è determinata a superare i limiti consentiti. Parla di «azioni non legali ma legittime» e «disobbedienza civile» come armi estreme per arrestare la deriva climatica. «Vogliamo città senz' auto» va ripetendo la portavoce dell' ala più radicale del movimento ecologista tedesco.

 

tina velo

Laureata in scienze politiche e appassionata di yoga, si fa chiamare Tina Velo - bici, in francese, per lei «la migliore invenzione tecnologica dell' umanità». Uno pseudonimo «per proteggermi dagli haters che sui social mi minacciano di morte o di stupro» spiega.

 

Ma anche un modo per mettersi da parte: «Non scriva il mio vero nome - chiede - non sono un' icona e non voglio diventarlo, non voglio parlare di me, ma del movimento per il clima protagonista di un' azione mai provata finora: il blocco dell' accesso a una fiera internazionale».

 

tina velo

Una formazione nata sei mesi fa proprio con questo obiettivo. Il suo nome «Sand in Gear» (sabbia nelle marce) suona come il manifesto del gruppo che ha dichiarato guerra ad auto e suv, definiti «assassini climatici assoluti», e a un sistema di trasporto bollato come «vecchio, datato». Nella «sabbia» sono confluiti attivisti climatici di altri gruppi come la rete europea «Extinction Rebellion», «Attac» e «Ende Gelände», quest' ultimo protagonista a giugno dell' assalto ecologista alla più grande miniera di carbone della Germania, l' impianto a cielo aperto di Garzweiler, da 50 anni la maggiore fonte di inquinamento in Europa.

 

Il blitz «verde» è riuscito a bloccare per un giorno il traffico della ferrovia Nord-Sud utilizzata per trasportare la lignite dall' impianto alle centrali elettriche di tutto il Nordreno-Vestfalia e questo successo ha rinvigorito le aspettative dei «disobbedienti».

«Molti importanti cambiamenti sociali del passato sono stati indotti da gente coraggiosa decisa a infrangere piccole leggi per grandi cause».

 

Tina cita le lotte anti coloniali, quelle dei gruppi anti apartheid e le conquiste del movimento femminista.

 

tina velo

La prossima tappa di questi combattenti green è a Berlino il 20 settembre, quando il governo tedesco presenterà le sue misure contro il cambiamento climatico. Oggi gli occhi restano però puntati su Francoforte: al salone il numero di espositori è crollato in due anni da 1.000 a 800, segnale della crisi dell' industria automobilistica. «Un settore che non gode più del supporto della società», dice Tina, a cui lei e compagni vorrebbero dare il colpo finale. Fosse per lei, «questo Salone sarebbe l' ultimo».

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…