adriano aragozzini

MEMORIE DI ADRIANO (ARAGOZZINI) – “UNA SERA PAOLI MI DICE: "ANDIAMO DA ORNELLA, SI È SPOSATA DA POCO". RAGGIUNGIAMO LA VILLA E MI CHIEDE DI ASPETTARE UN MINUTO CHE DIVENTA L'INTERA NOTTE. CITOFONAVO MA NON RISPONDEVANO. ALLE SEI ESCE DAL CANCELLO. "CHE SCOPATA” – “UNA STORIA CON PATTY PRAVO? DOVE TIRI FUORI IL PANE NON TIRARE FUORI IL PENE” – “CON ME LA LOLLOBRIGIDA HA GUADAGNATO TANTO. IN ARGENTINA I GENERALI VOLEVANO TROMBARLA, IO PRENDEVO I SOLDI E GLIELI INFILAVO NELLE MUTANDE” – “MAL? L’HO SALVATO DAI SERVIZI SEGRETI…”

Alessandro Ferrucci per "Il fatto Quotidiano"

 

aragozzini

Tutto nasce da un gesto intimo. Racconta Adriano Aragozzini: "Anni 60, Gino Paoli rilascia un' intervista: rarissimo. La giornalista domanda: 'Cosa fa prima di un concerto?'. E lui: 'Una sega'. Vengo a saperlo, e quando lo incontro gli pongo lo stesso quesito. Scoppia a ridere, diventiamo amici, e poco dopo mi chiede di seguirlo come manager. Accetto".

 

Adriano Aragozzini è così. Visionario, arrembante, goliardico e spregiudicato; amato, temuto, detestato, per certi toni un Howard Hughes nostrano, anche lui appassionato di aerei ("ne ho posseduto uno"), di donne ("sono stato con Tina Turner, ma anche con Miss Mondo"), di imprese e fughe clamorose ("in Argentina con la Lollobrigida abbiamo rischiato di brutto").

aragozzini dalla morandi

 

Per molti lui è Sanremo, eppure ha guidato il Festival per cinque edizioni e dal 1989, ma lo ha rivoluzionato ("ho tolto il playback"). Quando racconta si diverte, e quando si diverte ride, con tutto il corpo, fino a sollevare i piedi da terra e raggiungere una posizione quasi fetale. Diventa serio solo al nominare Gianni Morandi: "Non ho alcuna stima di lui, è il peggio".

adriano aragozzini

 

Ma come, Gianni Morandi?

La gente non sa, io gli sono stato vicino per molti anni: lo conosco bene. Però una volta in Giappone ci ha causato una risata da sentirsi male.

Dica

Con Fidenco e altri eravamo in un posto con piscine di acqua bollente. Impossibile bagnarsi se non con moderazione. Arriva lui, inconsapevole, e con i suoi modi grossolani si tuffa. Silenzio generale squarciato dalle sue urla di dolore: ha impiegato minuti prima di riacquistare una respirazione normale (pensa). Mentre Dalla è stato un grandissimo, ma l' ho rifiutato.

renato zero6

 

Errorissimo.

Purtroppo mi sono fidato dell' apparenza, e quando ho visto questo tipo basso, peloso, e un po' pelato, l' ho derubricato a flop. Stesso errore con Renato Zero.

 

E due.

Mi venne a trovare in ufficio su indicazione di Patty Pravo.

Mi trovai davanti un ragazzone vestito di nero, con i capelli lunghi: invece di accomodarsi come tutti, si sedette sulla spalliera di un divano meraviglioso, con i piedi sui cuscini. "Cocco mi vuoi?".

 

patty pravo

Finì lì.

Dopo pochi mesi aveva venduto un milione e mezzo di dischi (suonano al citofono, si alza, va in cucina, prende the freddo, torna e sposta gli oggetti dal tavolo. Casa è piena di ricordi, immagini, ninnoli: vita e carriera lo circondano. Prende una scatola d' argento).

 

Cos' è?

Me l' ha regalata Amir-Abbas Hoveyda, allora primo ministro iraniano, fucilato pochi giorni dopo averlo salutato.

 

Come mai era lì?

Organizzavo i concerti, in quell' occasione di Patty Pravo; in Iran ho portato tutti, da Iva Zanicchi a Modugno.

Sempre tutto liscio.

Mica tanto, con i The Four Kents qualche problemino c' è scappato.

tina turner

 

Quanto "ino"?

Erano quattro ragazzi di colore, enormi, muscolosi. Li mando, dopo una settimana chiamano: "Non ci pagano". "Tranquilli, ci penso io". "Vogliamo i soldi". "Domandateli con molta cortesia".

Così non è stato

Macché, fino a quando l' organizzazione locale li mette in contatto con un piccoletto.

Loro non capiscono e rispondono, male. Il piccoletto li ha stessi tutti. A schiaffoni. Mi hanno chiamato quando si sono ripresi: "Aiuto, è arrivato un diavolo!".

 

Sembra una barzelletta.

arbore aragozzini

Un' altra volta sono a Cannes con Sergio Bernardini (proprietario de La Bussola) per il Festival dell' editoria. La sera andiamo al Casinò, con noi un italiano bassino. Arrivano sette inglesi, non ricordo il motivo ma iniziano a discutere con il piccoletto.

Altra rissa.

aragozzini foto mezzelani gmt023

Incredibile, da solo li ha distrutti; ma il punto è un altro: nella lotta si era stracciato una manica della giacca, l' avevo raccolta e portata in albergo.

 

Quindi?

La mattina dopo scendo nella hall e trovo Bernardini: "Il piccoletto lo hanno ammazzato. Stanno cercando chi ha preso la sua manica". Torno in stanza, chiudo al volo la valigia e via verso l' aeroporto; lì incontro Fred Bongusto, gli spiego il problema, e lui: "Ma che dici? Questa mattina era a colazione con me!".

Eh?

Uno scherzo di Sergio.

 

Si è mai vendicato?

Ovvio. Organizzo il concerto di Tina Turner a La Bussola, ma il giorno stesso fingiamo una lite e Tina se ne va.

La Turner sua fidanzata.

aragozzini

Di una simpatia unica; comunque Bernardini viene da me: "Devi recuperarla". Corriamo da lei, mi vede, sta per ridere, io mi preoccupo, invece inizia a urlare e quasi mi picchia. Sergio distrutto se ne va. Alla fine siamo arrivati alla Bussola e mentre lui era sul palco per annunciare il forfait, Tina inizia il concerto.

 

Bruno Voglino sostiene

Chi?

Voglino, ex Rai Tre.

Grande amico mio. Anche lui vittima di uno scherzo.

Eccoci.

NICOLA DI BARI

Partiamo in aereo con Nicola Di Bari. Il giorno prima mi ero messo d' accordo con un mio collaboratore: "Chiama in aeroporto, e fingi un grave problema per Voglino". Così è.

Arriva la hostess, gli spiega, lui scende. Noi partiamo.

 

Insomma, Voglino parla della fragilità dell' artista.

Penso a Modugno, famoso nel mondo, trent' anni di collaborazione e un' amicizia vera: prima di cantare impazziva, si emozionava, soffriva.

MODUGNO

 

Avete mai discusso?

Tutti i giorni, ma blandamente; comunque se il teatro era pieno, era merito suo, se era vuoto colpa mia.

Insomma, fragili.

Tranquillizzarli è un lavoro, faticoso, e dopo un po' di anni non è possibile continuare: oggi non sarei in grado, non ho più quel sistema nervoso.

Basta.

Tempo fa mi chiama Gino (Paoli) e mi chiede di seguire la Vanoni. Ho retto per poco.

paoli

 

Come mai?

Un giorno si fa ricoverare dal professor Cassano (psichiatra). Da lì mi chiamava tutte le notti per dirmi: "Perché non mi vieni a trovare?". Ed ero pure sposato da poco.

 

Risposta?

"Sono il tuo manager".

Duro ma giusto.

Una volta uscita la raggiungo in una villa affittata per incidere un album, e trovo la dimora ricoperta di materassi. Con lei c' era Mario Lavezzi.

 

I materassi?

Sì, per insonorizzare (ci ripensa). I materassi di casa!

Con Paoli era legato.

Insieme abbiamo passato anni veramente belli e intensi.

ornella vanoni gino paoli

Condiviso tutto (inizia a ridere).

Una sera mi dice: "Andiamo da Ornella, si è sposata da poco". Raggiungiamo la villa.

"Aspetta, entro un minuto". Quel minuto diventa l' intera notte, ogni tanto citofonavo ma non rispondevano. Ero tra il disperato, il preoccupato e l' incazzato. Alle sei esce dal cancello. "Che scopata".

 

Cosa serve nella vita?

Il culo è fondamentale.

E poi?

ornella vanoni gino paoli

Carattere e simpatia. Anche se suscito pure antipatia. Quando mi hanno assegnato Sanremo scattò una campagna stampa micidiale, passavo da dilettante, mentre avevo otto uffici in Sudamerica, a Los Angeles e a New York.

 

Alto livello.

A Los Angeles mi rappresentava Maddalena Mauro, agente di Gina Lollobrigida

 

Con la Lollo siete amici?

Sì, e con me ha guadagnato tanti soldi; quando arrivavamo in Argentina accadeva di tutto: i generali che impazzivano e volevano trombarla.

aragozzini lollobrigida

 

L' hanno mai fregata?

In Sudamerica capitava spesso, lo mettevo nel conto, e a me è andata meglio che ad altri: ero l' unico a portare italiani.

 

Nessuna concorrenza.

Se qualcuno ci provava, gli bloccavo il mercato.

Solo lei.

In Sudamerica Nicola Di Bari era una star assoluta, quando atterravamo la televisione trasmetteva in diretta l' evento, al grido: "Arriva il cantante più brutto del mondo ma con la voce più bella del mondo".

 

Proprio Nicola Di Bari?

aragozzini foto mezzelani gmt023

Quando l' ho preso era completamente finito, talmente finito che l' unica condizione pretesa da lui per firmare il contratto è stata quella di saldare l' affitto di casa.

Niente di che

Con me nel 1969 è arrivato secondo a Sanremo e primo nel 1970 e 1971. Poi Canzonissima davanti a Massimo Ranieri.

Tripletta.

Mi accusarono di imbrogli.

 

Insomma, Di Bari

Prima dell' arrivo di Julio Iglesias veniva considerato un Dio; Billboard gli pubblicò una pagina intera: "È il fenomeno del Centro e Sudamerica". Eppure non scriveva canzoni, l' unica sua è di merda.

adriano aragozzini

 

Sempre duro ma giusto.

Ha mai ascoltato Zapponeta?

No.

È il nome del suo Paese natale. Prima in classifica in tutto il Sudamerica.

Così brutta?

Orrenda.

 

Quindi?

Non vincevamo più Sanremo, così inventai un escamotage che ci regalò altri sette trionfi: prima del Festival ascoltavo i brani, prendevo i diritti in spagnolo di quei quattro o cinque papabili per la vittoria, traducevo il pezzo e Nicola lo incideva. Il gioco era servito.

 

adriano aragozzini mara venier

Felici gli interpreti originali

Una mattina mi chiama Peppino Di Capri, urla: "Cosa stai facendo?". "Non capisco".

"Canto un grande pezzo e qui mi dicono che è di Nicola?" Anche Ranieri mi ha evitato per anni.

 

Hanno parlato di lei come finanziatore dei regimi del Sudamerica.

Stupidaggine: a quelli i soldi li portavo via, anche infilando i contanti nelle mutande e nei reggiseni della Lollo.

I servizi segreti l' hanno contattata?

Adriano Aragozzini

Mai.

 

Massoneria?

La odio. Sono il mio contrario mentale. E non avevo tempo da perdere. Tempo è denaro.

A 21 anni andavo ogni mercoledì in Venezuela e a Roma avevo già una villa con piscina; un giorno venne mio padre in ufficio, allarmato: "Mi spieghi da dove arrivano i soldi?".

Ho tirato fuori i registri.

 

La sua vera svolta?

Proprio a 21 anni quando ho conosciuto per caso un agente che cercava star italiane da portare nello show di Renny Ottolina, il Mike Bongiorno del Venezuela.

E Con Renny ho lavorato per anni, poi è morto in un misterioso incidente aereo quando ha deciso di candidarsi alla presidenza del suo Paese. Il Sudamerica è così.

mal 2

 

Ha mai avuto paura?

Solo una volta, per colpa di Mal: atterriamo in Venezuela e in aeroporto troviamo duemila persone. Una situazione folle, con le donne che lo aggredivano pur di dargli il numero di telefono; la sera, alla fine dello spettacolo, accade la medesima situazione, ma nel camerino. Mal si scoccia, le caccia, una signora insiste, ed entra di nuovo. Il segretario la solleva e la butta fuori. Errore clamoroso.

 

Chi era?

La moglie del colonnello dei servizi segreti. Dopo dieci minuti il proprietario del locale viene da me, pallido, sudato: "Cosa è successo? Sta arrivando l' esercito, porti via Mal".

Corro da lui e lo spedisco in albergo, in una stanza differente dalla sua; poco dopo si palesano i militari, in borghese, con il mitra in mano, mi interrogano. Bluffo.

adriano aragozzini ismolli elfrida

 

Conclusione?

Per giorni i servizi mi hanno seguito, Mal nascosto, fino a quando sono riuscito a farlo salire su un aereo.

 

Ha mai avuto una storia con una delle sue artiste?

Quasi mai, giusto Tina Turner; però sono stato con Miss Mondo, nonostante fosse la donna di un grosso impresario, uno da aereo privato.

 

Come ci è riuscito?

Lui era spesso ubriaco, e se uno beve così poi a letto funziona poco; poi giocava al Casinò: nel frattempo invitavo lei in Italia per dei provini.

Un classico.

tina turner 5

Con le donne ho sempre mantenuto la parola, a volte pagando perché non riuscivo nelle mie intenzioni.

 

In che senso?

Fingevo ingaggi, in realtà ero io ad allungare i soldi.

Conta più il potere o i soldi.

Con il potere arrivi ovunque.

 

Lei ha il potere?

Un tempo, oggi con internet è impossibile, tutti possono ingegnarsi, basta un' email spedita da casa.

 

gino paoli 1

E Patty Pravo?

La svolta è arrivata grazie alle foto nude apparse su Playboy, pagate una cifra pazzesca.

Era già molto famosa.

In quella fase non andava più in televisione, e la casa discografica la obbligava a cantare canzoni francesi pallosissime. Non vendeva. Rovinata. E invece con me ha inciso Pazza idea, e neanche era convinta: "Troppo commerciale".

patty pravo

 

Storia con la Pravo?

C' è un proverbio: "Dove tiri fuori il pane non tirare fuori il pene".

Mal.

Potevo lanciarlo sul mercato statunitense, aveva inciso un pezzo entrato in classifica e aveva una serie di concerti a Las Vegas; ha rinunciato al momento di partire: "Non posso, ho paura". "Di cosa?". "Se vado via la mia fidanzatina mi mette le corna".

 

Perfetto.

Alla fine la fidanzatina lo ha tradito e mollato; oggi avrebbe potuto vivere a Beverly Hills. Sta a Pordenone.

Gli artisti e i soldi.

adriano aragozzini patty pravo

Alcuni oculati, ma spesso sono una tragedia come Patty (ricca risata). Un giorno fisso un appuntamento con Andy Warhol per parlare di un film da girare. Lei è contenta di conoscerlo, ma quando lui varca la porta di casa, Patty si trincera in un mutismo assoluto. Dopo un'ora termina l'imbarazzo, Warhol va via. Appena esce, la Pravo accende una candela e inizia a correre come una matta per casa: doveva cacciare via gli spiriti cattivi.

 

L' artista è riconoscente?

No.

patty pravo 6

Lei è mai triste?

Spessissimo.

Le capita di stare solo?

Molto spesso.

 

E come si trova?

Preferisco la compagnia, ma non ci sto male (cambia tono); da pochi anni mi sono reso conto di ciò che ho combinato nella vita, quando ero al top non capivo.

Adrenalina.

Ho corso proprio tanto, la prima vacanza me la sono concessa a 39 anni. Ora ho passato gli ottanta, è stato un attimo. (Canta Anna Oxa: "La mia vita è questa qua, che un' altra dentro non ci sta").

mal 1adirano aragozzini e gina lollobrigida

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)