alberto bianchi matteo renzi

LA MIA PORTA È SEMPRE “OPEN” – ALBERTO BIANCHI È INDAGATO PER I SUOI RAPPORTI CON IL GRUPPO TOTO, MA L’ELENCO DEI NOMI DI CHI BUSSAVA (LECITAMENTE) ALLA PORTA DELL'AVVOCATO E PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE OPEN È MOLTO LUNGO. E INTERESSANTE... – TRA I CLIENTI RECENTI CI SONO PER ESEMPIO GLI INDIANI DI JINDAL, CHE VOLEVANO PRENDERE L’ILVA, LA TELT, LA SOCIETÀ CHE COSTRUISCE LA TAV – POI CI SONO GLI INCARICHI IN CONSIP PER “ASSISTENZA GIUDIZIALE”

Marco Lillo per “il Fatto Quotidiano”

 

alberto bianchi

Sono tanti i clienti dello studio di Alberto Bianchi che si occupano di materie nelle quali le scelte della politica sono rilevanti. La Guardia di Finanza ha sequestrato l' elenco delle vendite Iva dello studio associato di Firenze perquisito a settembre nell' ambito dell' inchiesta sui pagamenti ricevuti dal gruppo Toto e girati - secondo i pm - da Bianchi alla Fondazione Open.

 

matteo renzi alfonso toto

Bianchi è indagato per traffico di influenze e finanziamento illecito alla politica per i suoi rapporti con il gruppo Toto, non con altri clienti. Però quell' elenco di nomi, importi e prestazioni, irrilevanti dal punto di vista penale e pienamente lecite, è invece interessante per l' opinione pubblica. Bianchi non è un avvocato qualunque ma un soggetto bifronte che da un lato tutela gli interessi dei suoi clienti e dall' altro è stato per anni il presidente della Fondazione Open, che ha raccolto dal 2012 in poi milioni di euro per aiutare l' ascesa di Renzi.

 

LA PAPPAGORGIA DI MATTEO RENZI

Bianchi talvolta poi non disdegna di aiutare i suoi clienti nel perseguimento dei loro obiettivi anche mediante le sue relazioni pubbliche. Prendiamo ad esempio le due fatture del 6 e 13 febbraio 2015. La più alta è di 150 mila euro più Iva ed è stata emessa il 13 dallo studio Bianchi a Aiscat Servizi Srl, società dell' omonima associazione dei concessionari delle autostrade. La seconda, per 104 mila euro più Iva, è del 6 febbraio 2015 nei confronti di Sias, la holding del gruppo Gavio. Il Fatto ha già raccontato che il grupo Gavio, con il supporto di Aiscat, era impegnato tra fine 2014 e inizio 2015, ai tempi del governo Renzi, in un' attività di lobby per ottenere la proroga della concessione della Milano-Torino dal 2026 al 2030.

 

beniamino gavio

L' oggetto dell' incarico di Aiscat a studio Bianchi da 150 mila più Iva era proprio l' assistenza e consulenza legale e amministrativa sulle questioni "in connessione con la procedura ex articolo 3 Tfue riguardanti alcune società operanti nel settore autostradale", cioè il procedimento davanti alla Commissione Ue per ottenere la proroga che avrebbe fatto felice Gavio. Il 6 luglio del 2015, come Il Fatto ha già raccontato, Bianchi, alle 13 e 34 discute dei compensi di "500" da chiedere a Gavio con un collega, Maurizio Maresca. Alle 14 e 30, incontra Beniamino Gavio.

 

alfonso toto 2

Alle 21 spedisce a Mauro Bonaretti, il capo di gabinetto del ministro Graziano Delrio, un sms in cui con modi felpati sostiene che chiudere al 2030, come Gavio vuole, "non parrebbe scandaloso".

ALBERTO BIANCHI

Ora si scopre che cinque mesi prima di quella telefonata Alberto Bianchi aveva già emesso ad Aiscat una fattura da 150 mila per la sua attività più una seconda a Gavio di cui non sappiamo altro che l' importo: 104 mila più Iva.

 

Sono vicende che, a differenza di quelle che riguardano i rapporti Toto-Bianchi non sono ritenute penalmente rilevanti nemmeno dai pm. Ciò non toglie che andrebbero spiegate meglio pubblicamente non solo da Bianchi ma anche da Matteo Renzi, che in privato si dice all' oscuro di queste consulenze autostradali del suo amico.

 

mario virano direttore generale telt 1

Nell' elenco delle fatture emesse dallo studio associato di Alberto Bianchi nel 2019 c' è anche la Telt, cioè Tunnel Euralpin Lyon Turin, società italo-francese che deve costruire la linea Tav in val di Susa. Studio Bianchi tra il maggio e il luglio scorso fattura sei prestazioni professionali per complessivi 37 mila e 167 euro più Iva.

 

La Telt precisa che il direttore italiano Mario Virano non c' entra nulla. La partita è stata seguita dal Direttore del Settore Giuridico di Telt, il magistrato della Corte dei Conti francese Marie-Pierre Cordier, che ha indetto una gara per reperire i legali alla fine del 2018. L' incarico biennale è stato suddiviso in 5 lotti per un valore totale stimato massimo complessivo di 800 mila euro.

 

ALBERTO BIANCHI

In ogni lotto vincono i primi due. Bianchi ha gareggiato in associazione con lo studio Weigmann di Torino e ha vinto i due lotti più importanti da 370 mila e da 250 mila euro più uno dei tre "sfigati" da 60 mila euro. Nei primi due l' altro consulente selezionato è Strata Spa, presidente Vittorio Caporale. Studio Bianchi è quindi uno dei sette vincitori tra i 25 partecipanti alla gara Telt pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. La dottoressa Cordier spiega: "Ho chiesto all' avvocato Bianchi alcune consulenze sulla legislazione ambientale italiana e su altre questioni". Bianchi, spiega Telt, "ha fornito prstazioni di consulenza pari al 29 per cento del totale speso su tutta la gara, nel lato italiano".

saijan jindal

 

Tra i clienti recenti dello Studio Bianchi spicca il gruppo indiano di Sajjan Jindal, 60 anni, amico di Matteo Renzi dal 2010 quando l' ex sindaco celebrò il mega-matrimonio della figlia Tanvi a Firenze.

Jindal nel 2017 voleva prendere l' Ilva ma il ministro Carlo Calenda e i commissari preferirono Arcelor Mittal.

 

Studio Bianchi ha emesso una fattura a Jsw Steel Limited per 73 mila e 902 euro il 19 novembre 2018. L' 8 agosto scorso c' è un seconda fattura al gruppo da 78 mila euro a Acciaierie e Ferriere di Piombino Spa. Nessuna sorpresa: da aprile scorso nel cda della Jsw Steel Italy Piombino Spa c' è anche Marco Carrai. Alberto Bianchi, va detto, era già un professionista stimato ma l' ascesa di Renzi ha giovato al suo profilo pubblico.

 

marco carrai

Nel maggio 2014 è diventato consigliere di Enel (fattura personalmente 200 mila euro più Iva all' anno). Nel 2012 Studio Bianchi fatturava un milione e 662 mila euro, nel 2013 un milione e 327 mila euro, nel 2014 sale a un milione e 422 mila euro, nel 2015 sale ancora a un milione e 932 mila euro; nel 2016 il boom: 3 milioni e 150 mila euro con la fattura da un milione e 250 mila a Toto Costruzioni, ora sotto la lente dei pm (da sola vale quasi il fatturato del 2013) nel 2017 con Gentiloni, Bianchi non flette: 2 milioni e 672 mila euro.

 

ALBERTO BIANCHI

Nel 2018 solo un milione e 644 mila euro. Nel 2019 andrà meglio: a fine agosto lo Studio ha già fatturato un milione e 700 mila euro. Grazie anche a Jindal e Telt ma soprattutto grazie a Consip: il 3 gennaio scorso lo studio ha emesso tre fatture in un solo giorno per complessivi 271 mila euro comprensivi di Iva a Consip che però precisa: "Non ci sono pagamenti effettuati nel 2019". Mistero. "All' avvocato Bianchi dal 2013 al 2017 (non dall' attuale Ad Cristiano Cannarsa, ndr) complessivamente - prosegue Consip - sono stati affidati 70 incarichi per l' assistenza giudiziale in contenziosi amministrativi e civili, non di consulenza o pareristica. L' importo totale (netto Iva e Cpa) è 841 mila euro". Bianchi però non ha incassato tutto ma solo "594 mila e 686 euro (lordo Iva e Cpa, netto ritenuta d' acconto)". Forse la differenza sono quelle tre fatture del gennaio 2019?

acciaieria piombinoalberto bianchi

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…