violenza sessuale di gruppo

A MILANO, UNA BRASILIANA DI 41 ANNI È STATA STUPRATA DA 3 UOMINI IN UNO DEI GIARDINI DI PIAZZA NAPOLI - DUE DEGLI AGGRESSORI SONO STATI ARRESTATI: SI TRATTA DI 42ENNE ORIGINARIO DELLA NUOVA GUINEA, BLOCCATO PROPRIO MENTRE STAVA ABUSANDO DELLA DONNA, E UN 22ENNE EGIZIANO, IRREGOLARE E CON ALCUNI PRECEDENTI IN MATERIA D'IMMIGRAZIONE, MENTRE IL TERZO UOMO È RIUSCITO A SCAPPARE - NON È ANCORA CHIARO SE…

Pierpaolo Lio per il “Corriere della Sera”

VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO

 

Lei è a terra sul vialetto, le spalle contro il mosaico di tag sul muro. Lui le è addosso. La trattiene, abusa di lei, a due passi dall'area giochi dei bambini, nascosto dal buio e da un'alta siepe. Ci sono anche altri due uomini: forse hanno partecipato alla violenza, di sicuro assistono alla scena, è comunque certo che anche loro l'hanno strattonata, spinta, colpita e trascinata a forza in quell'angolo nascosto. Quando arrivano le pattuglie dei carabinieri, uno dei due complici riesce a fuggire.

 

VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO

Anche l'altro prova ad allontanarsi, ma viene bloccato dai militari. Il terzo invece non s' è mosso, come se non si fosse accorto di nulla, non lascia la presa. I carabinieri li arrestano entrambi per violenza sessuale di gruppo. La vittima è una donna brasiliana 41enne.

 

Vive in Italia da alcuni anni, in uno dei comuni della cintura milanese. Sconvolta, viene trasportata e ricoverata alla clinica Mangiagalli, dove i medici del soccorso per le violenze sessuali riscontrano lesioni compatibili con gli abusi subiti. I presunti autori sono un 42enne originario della Nuova Guinea, regolare in Italia e incensurato, e un 22enne egiziano, irregolare e con alcuni precedenti in materia d'immigrazione. Il primo viene arrestato mentre sta abusando della donna. Il secondo, che probabilmente la stava tenendo ferma, non fa in tempo ad allontanarsi. Del terzo, infine, al momento non ci sono tracce: alla vista delle sirene è riuscito a scappare.

 

stupro 3

Sono da poco passate le 2.30 della notte tra sabato e domenica. Piazza Napoli, quartiere Giambellino. In base alle prime ricostruzioni, un gruppo di persone si ritrova a far notte e a chiacchierare sulle panchine di uno dei giardini della grande piazza nella periferia ovest di Milano. Non è chiaro se già si conoscessero. Il tasso alcolemico generale è vertiginoso. D'un tratto la scena cambia.

 

stupro 4

Sono quasi le 3 del mattino quando alcuni passanti avvertono le forze dell'ordine. Le chiamate alla centrale unica del 112 raccontano la prima fase della violenza: hanno appena visto i tre uomini che erano con la donna afferrare la 41enne, la vittima che prova a divincolarsi, a resistere alla presa, a scappare, ma viene spintonata, strattonata, colpita più volte e poi trascinata alle spalle della siepe. È là, in quel viottolo che corre lungo le pareti in stile liberty della centrale dell'acquedotto milanese che sbuca fuori dal terreno al centro dei giardini, che avviene il resto.

 

stupro 2

Le indagini sono state affidate ai carabinieri della compagnia Porta Magenta - intervenuti dopo l'allarme insieme al radiomobile - e ai militari del nucleo investigativo del comando provinciale. Dopo i rilievi sulla scena della violenza, gli investigatori hanno raccolto le testimonianze di alcuni dei passanti presenti in piazza quella notte.

 

stupro 6

 Si stanno passando al setaccio anche le telecamere pubbliche e private che monitorano l'area verde: anche se nessuna è puntata sul luogo esatto del crimine, la speranza è che quelle immagini di contesto possano essere utili per provare a individuare il terzo uomo sfuggito alla cattura, che sia possibile isolare qualche dettaglio, caratteristica, indumento che aiuti alla sua identificazione.

 

stupro 5

Non è ancora chiaro se le due persone accusate di violenza sessuale di gruppo si conoscessero tra loro, e se conoscessero la vittima. Di sicuro gravitavano nella zona attorno a quella piazza periferica lungo la circonvallazione esterna, alle porte di due quartieri popolari difficili come Giambellino e Lorenteggio. Entrambi in passato sono stati più volte controllati nei paraggi. Dimessa dall'ospedale, anche la donna sarà ascoltata nelle prossime ore dagli investigatori: i suoi ricordi potrebbero offrire elementi utili alle indagini.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…