becky cooper jane britton

UN MISTERO LUNGO 50 ANNI – UNA STUDENTESSA, OSSESSIONATA DALL’OMICIDIO DI JANE BRITTON AVVENUTO AD HARVARD NEL 1969, RIESCE A RISOLVERE IL CASO, FACENDO RIAPRIRE LE INDAGINI: IL CORPO DELLA RAGAZZA, COSPARSO DI OCRA ROSSA, ERA STATO RITROVATO NEL SUO APPARTAMENTO – A LUNGO SI È PENSATO CHE A UCCIDERLA FOSSE STATO IL PROF DI ARCHEOLOGIA CON IL QUALE AVEVA AVUTO UNA RELAZIONE, MA ORA C’È IL NOME DELL’ASSASSINO...

Andrea Marinelli per il “Corriere della Sera”

 

jane britton

Il mistero dell' omicidio di Jane Britton circolava insoluto per i corridoi dell' università di Harvard da quarant' anni quando, nella primavera del 2009, divenne l' ossessione di Becky Cooper, una studentessa al terzo anno che scoprì quella storia macabra durante un picnic lungo il fiume Charles.

Nessuno era mai stato arrestato per la morte della studentessa di archeologia, avvenuta il 7 gennaio del 1969 e praticamente ignorata da stampa e polizia.

 

Per decenni, la versione tramandata dagli studenti voleva che Britton avesse intrecciato una relazione con un professore durante uno scavo in Iran e che, al ritorno in patria, volesse portarla avanti. Il professore, sposato, non voleva però che l' università scoprisse la verità: una notte si recò allora nel dormitorio della ragazza, la uccise colpendola con un reperto archeologico e poi la cosparse di ocra rossa, un pigmento usato nei riti funebri delle civiltà antiche. Sebbene fosse evidente il suo coinvolgimento, sosteneva la leggenda, l' ateneo protesse il professore e l' omicidio, molto rapidamente, divenne un «cold case», un caso irrisolto.

 

becky cooper

«Sono subito stata attirata da questa storia, nonostante i dettagli fossero chiaramente stati ricamati, a cominciare dal ruolo del professore», ha scritto in un articolo sulla rivista Town & Country Cooper, che per dieci anni ha provato a risolvere il mistero, e ha raccontato ora le sue indagini nel libro We Keep the Dead Close .

«La seduttività e la grandiosità che mi avevano fatto amare Harvard, però, la rendevano un cattivo molto convincente: sentendosi onnipotente, l' università poteva coprire quella storia, controllare la stampa e guidare la polizia».

 

il libro di antropologia di jane britton

La storia si reggeva ma, invece di lasciarsi andare alla «facilità» di un lavoro di finzione, Cooper ha cominciato a indagare davvero. Il professore non solo esisteva, ma insegnava ancora nel dipartimento di Antropologia ed era una celebrità nel suo campo: C.C. Lamberg-Karlovsky aveva ormai oltre 70 anni, era noto per il suo caratteraccio - geniale quanto burbero e paranoico - e sembrava il colpevole perfetto. Nel 2012 Cooper cominciò a frequentare le sue lezioni: scoprì che il professore aveva avuto degli scontri con Britton, che aveva spesso stroncato i suoi lavori e che erano davvero andati in Iran insieme nel 1968, con il fidanzato di lei, sei mesi prima dell' omicidio.

 

Si diceva anche che la studentessa avesse minacciato un professore, avvisandolo che avrebbe rivelato la loro relazione se lui non l' avesse promossa. Anche stavolta Lamberg-Karlovsky era il principale indiziato, ma non se ne curava e anzi, sfruttava i pettegolezzi per intimidire i suoi studenti. Della relazione, però, non c' era traccia e al tempo un grand jury , dopo aver esaminato tutte le prove, aveva chiuso l' inchiesta.

 

jane britton 1

Cooper decise allora di guardare oltre: il fidanzato Jim Humphries, che aveva cenato con lei quella sera e la mattina dopo aveva rinvenuto il corpo; lo studente Mike Gramly, che anni dopo rimase coinvolto nella morte di un' altra compagna di università, svanita nel nulla in Canada; Lee Parsons, un professore gay con problemi di alcol e rabbia, morto d' Aids nel 1996. Nessuno di loro sembrava però essere il colpevole.

 

Le indagini di Cooper nel frattempo avevano attirato il celebre team Spotlight del Boston Globe , quello delle inchieste e del film premio Oscar. Solo a quel punto, era il 2018, la polizia di Cambridge si decise a collaborare: emerse che all' epoca gli agenti avevano recuperato del dna dalle mutandine di Britton, che prima di morire aveva probabilmente fatto sesso col suo assassino.

michael sumpter

 

Non combaciava con quello dei tre sospettati, ma con Michael Sumpter, un criminale morto qualche anno prima. Era uno stupratore e omicida seriale, che aveva terrorizzato le donne di Boston e nel 1972 aveva ucciso una 23enne che somigliava molto a Britton. Caso chiuso? Quasi: resta il mistero di quell' ocra rossa sul corpo della ragazza.

jane britton 2appartamento di jane britton appartamento di jane britton 1appartamento di jane britton 3jane brittonmichael sumpter 1

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