doug hickey e john kerry

E MO’ BISOGNA PAGARE PEGNO ALLA SILICON VALLEY – IL CANDIDATO FAVORITO ALLA CORSA ALL’AMBASCIATA ITALIANA È DOUG HICKEY, CAPO DELLA DELEGAZIONE ALL'EXPO DI MILANO, IMPRENDITORE NELLA SILICON VALLEY, È STATO FRA I PRINCIPALI FINANZIATORI DI KERRY, OBAMA E BIDEN – IL RIVALE È TONY GARDNER, GIÀ RAPPRESENTANTE DI OBAMA PRESSO LA UE: FIGLIO DELL'INVIATO DI CARTER A VIA VENETO RICHARD, E DI DANIELLE LUZZATTO, POTREBBE ESSERE GIÀ FUORI DAI GIOCHI VISTO CHE…

Paolo Mastrolilli per "La Stampa"

 

doug hickey 2

La corsa all'ambasciata di via Veneto è appena iniziata, con tanti pretendenti, ma un candidato sta emergendo come favorito. Si chiama Doug Hickey, era capo della delegazione americana all'Expo di Milano, ha un solido passato di imprenditore nella Silicon Valley, ed è stato fra i principali finanziatori di Kerry, Obama e Biden, che ha anche ospitato a casa sua. Roma è sempre una destinazione ambita, non solo per la sua bellezza. Il capo della Casa Bianca vuole rilanciare i rapporti con l'Europa, e ciò apre grandi opportunità.

 

joe biden

Lo ha dimostrato il consigliere per la sicurezza nazionale Sullivan, che nel primo giorno di lavoro ha chiamato i colleghi di Francia, Germania, Regno Unito e Giappone. «Con i partner europei - ha spiegato la portavoce Emily Horne - ha sottolineato l'intenzione di rafforzare le alleanze transatlantiche e ha affermato che gli Usa sono pronti a lavorare insieme su una serie di priorità condivise, comprese Cina, Iran e Russia». Roma nota che la sua assenza non è un caso diplomatico, ma è dipesa dal cambiamento di ruolo del consigliere di Palazzo Chigi Benassi. Il contatto avverrà a breve, ma intanto la Farnesina si è mobilitata per facilitare un colloquio o un incontro fra il segretario di Stato Blinken e il ministro Di Maio.

doug hickey 1

 

In questo quadro acquista ancora più importanza la casella dell'ambasciatore Usa in Italia. Nei giorni scorsi era girato il nome di Tony Gardner, già rappresentante di Obama presso la Ue. Figlio dell'inviato di Carter a via Veneto Richard, e di Danielle Luzzatto, è cresciuto nel nostro paese, parla l'italiano e si troverebbe a casa. Gardner però potrebbe avere altre ambizioni, e negli ultimi giorni sono salite le quotazioni di Hickey, che sta conducendo una forte azione di lobby. Doug si era laureato al Siena College, università dei francescani a nord di New York.

 

doug hickey e john kerry

È un cattolico praticante, ha aiutato molto la Diocesi di San Francisco, e questo lo mette sulla stessa linea di Biden e del Papa. Poi è diventato un imprenditore del settore tecnologico, come ceo di BinWise, Critical Path e Global Center, e direttore di Hummer Winblad Venture Partners, una delle compagnie leader per il finanziamento delle aziende nella Silicon Valley. È stato anche nel board di Illy Caffè. Kerry, su mandato di Obama, lo aveva nominato Commissioner General dello USA Pavilion all'Expo di Milano nel 2015, gestendo la partecipazione americana col rango di ambasciatore insieme al consorzio privato dei Friends of the USA Pavilion.

 

doug hickey e john kerry

Aveva preso l'incarico con un approccio che lo avvicina molto a quanto Biden intende fare ora per l'ambiente: «Come sfamiamo 9 miliardi di persone in maniera responsabile e sostenibile? Il focus del nostro padiglione sull'innovazione accenderà un'importante discussione su come alimentare il futuro». Sul piano politico, Sullivan ha indicato le priorità: Cina, Iran e Russia. Per l'Italia ciò pone il problema di gestire il complicato rapporto con Pechino. Blinken ha già detto che Trump ha fatto bene ad alzare il tono del confronto, ma Biden vuole cambiare strategia, passando dai dazi unilaterali alla creazione di un fronte unito con gli alleati europei e asiatici.

doug hickey e john kerry 1

 

Se l'accordo appena negoziato dalla Ue per gli investimenti va nella direzione opposta, l'adesione di Roma alla nuova Via della Seta appare inconciliabile. Il segretario al Commercio Raimondo potrebbe diventare l'interlocutore per sciogliere il nodo. Noi poi speriamo in un ruolo più assertivo degli Usa in Libia, non per una presenza militare destinata a diminuire nella regione, ma per una pressione politica finalizzata ad ostacolare le ingerenze russe e turche, e bilanciare le ambizioni francesi.

doug hickey 1 doug hickey e dawn rossandrea illy doug hickeydoug hickey 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…