disforia di genere-7

UN MONDO IN TRANS – SCANDALO IN GRAN BRETAGNA DOVE MARCUS EVANS, PSICOTERAPEUTA ED EX MANAGER DELLA TAVISTOCK CLINIC DOVE SI CURANO I BAMBINI AFFETTI DA DISFORIA DI GENERE, DENUNCIA: “I GRUPPI TRANSGENDER ALTAMENTE POLITICIZZATI METTONO A RISCHIO I BIMBI” – L'ACCUSA E' CHE I MEDICI, PER PAURA DI ESSERE ADDITATI COME TRANSFOBICI DALLA LOBBY TRANS, NON…(VIDEO)

 

Monica Ricci Sargentini per “www.corriere.it”

 

disforia di genere 9

«Gruppi transgender altamente politicizzati mettono a rischio i bambini». L’accusa è di quelle pesanti e a riportarla, in prima pagina, è l’Observer, il domenicale del Guardian, giornale della sinistra liberal da sempre in prima linea per la difesa dei diritti della comunità Lgbt.

 

Marcus Evans, psicoterapeuta ed ex manager della Tavistock clinic dove si curano i bambini affetti da disforia di genere, racconta che i medici hanno paura di essere bollati come transofobi e, per questo, sono meno obiettivi: «L’agenda politica dei trans ha invaso l’ambiente medico.

disforia di genere 8

 

Serve un servizio sanitario indipendente che metta gli interessi del paziente al primo posto. Questo richiede la forza di resistere alle pressioni che arrivano da diverse fonti: il ragazzino, la famiglia, i social network e i gruppi trans iperpoliticizzati».

 

I dati

I dati parlano di un boom di casi di disforia di genere. Se nel 2013 erano 468 i giovanissimi che si erano rivolti al Servizio per lo sviluppo dell’identità di genere (Gender Identity Development Service), nel 2018 i casi registrati sono stati 2.519. Un aumento allarmante. Tanto che, in questi giorni, il Royal College of Paediatricians e Child Health ha chiesto al suo comitato etico di indagare sulla rapida crescita dell’uso di bloccanti della pubertà.

disforia di genere 6

 

Il caso di Dagny

Emblematico è il caso di «Dagny», una donna che da adolescente si sentiva un uomo e che ora ha scelto di tornare sui propri passi. Evans ha scritto una relazione sulla sua storia e l’ha presentata a una conferenza qualche mese fa.

 

dagny 2

La donna ha raccontato si essere stata influenzata dai social network, in particolare da Tumblr: «Da ragazza ero convinta che se hai la disforia di genere devi per forza fare la transizione — ha spiegato Dagny — e chiunque si metta sulla tua strada è un transofobo e un bigotto dell’Alt-right».

 

Rischio suicidio

La scorsa settimana la BBC Newsnight ha parlato di un rapporto, in possesso del consiglio direttivo della Tavistock, che rileva un drammatico aumento di pensieri suicidi e di atti di autolesionismo nei ragazzini e nelle ragazzine che prendono i bloccanti della pubertà.

 

disforia di genere 5

Un ex medico del Servizio per lo sviluppo dell’identità di genere (Gids), il dottor Kirsty Entwistle, ha scritto una lettera aperta per denunciare che il personale sanitario non prende in considerazione «le esperienze traumatiche» che potrebbero essere la causa della disforia e passa direttamente alla somministrazione dei farmaci. Accuse molto pesanti.

 

disforia di genere 4

Tanto che la Gids, che fa parte del servizio sanitario nazionale, ha fatto un comunicato per smentire: «Gids fornisce un servizio sicuro e si prende cura dei giovani in un momento molto vulnerabile delle loro vte. La nostra esperienza ci insegna che, con questo tipo di pazienti, non fare nulla non è una scelta neutrale e può portare a un grave danno».

disforia di genere 3

 

La denuncia

All’inizio dell’anno dieci medici della Tavistock clinic avevano denunciato che le pressioni delle lobby trans spingevano ad affrettare gli interventi di transizione. Ma il consiglio direttivo aveva archiviato il caso: «La sicurezza del paziente non è in pericolo». Questo aveva portato alle dimissioni di Evans. «C’è una grande paura a parlare perché si rischia l’accusa di transfobia e anche un richiamo disciplinare o persino il licenziamento».

dagny 1

disforia di genere 12disforia di genere 11disforia di genere 1disforia di genere 10disforia di genere 7DISFORIA DI GENERE disforia di genere 2

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI